Uno straordinario gruppo di scrittori e scrittrici della nouvelle vague italiana indaga sul lavoro, la precarietà, la disoccupazione, affidandosi alla scrittura e alla sua capacità di entrare là dove non riescono intellettuali e esperti all'apparenza più adeguati: e cioè politici, economisti, sociologi. Si tratta di perlustrazioni non tradizionali, di visioni inattese, di oroscopi, appunto, che anifestano tutta la potenza della loro carica conoscitiva a chi sappia penetrare i leggeri meccanismi del loro codice,
riservato ma non segreto. Scrivere del lavoro vuol dire allora avvicinarsi con la letteratura a quell’esattezza inarrivabile della statistica. Cos’è il lavoro oggi? Le risposte possono arrivare dalle figurazioni di questi diciotto racconti - illustrati con un tratto elegante e non comune - dove ciascuna delle esperienze narrate parla di uno ma suggerisce segni che valgono per tutti.
«La stupefazione nel leggere questa raccolta – dice Raffaele Manica nella Prefazione del volume – deriva dalla percezione vertiginosamente mutata che il lavoro, in sé e come tema letterario, ha avuto in un trentennio: un mito filosofico artistico (l’instabilità, la precarietà) è diventato il problema concreto per eccellenza, insieme alla disoccupazione, che trasfigura un altro mito (l’assenza, la mancanza)».
Testi di: Andrea Bajani, Andrea Carraro, Silvia Colangeli, Mario Desiati, Francesco Dezio, Marco Di Marco, Giulia Fazzi, Angelo Ferracuti, Elisabetta Liguori, Andrea Melone, Lorenzo Pavolini, Alessandro Piperno, Flavio Santi, Roberto Saviano, Carola Susani, Emanuele Trevi, Sara Ventroni, Massimiliano Zambetta |