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| Vicolo verde: il blog di Silvia Di Natale |
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| La birra all’incenso di Benedetto XVI |
6 settembre
2006 |


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Era da poco smorzata la febbre calcistica, le bandiere nazionali ancora sventolavano dalle finestre delle case e dai finestrini delle macchine quando a Ratisbona è scoppiata la febbre papale. Il papa torna a casa! Infatti il Prof. Dr. Joseph Ratzinger nel lontano 1969 lasciò Tübingen per fuggire dagli studenti in rivolta e si rifugiò nella più tranquilla Ratisbona. Qui, senza timore di contestazioni, anzi accolto a braccia aperte dagli studenti di tutte le facoltà, ha insegnato dogmatica per 36 anni. (Chi mi faccia notare che negli ultimi anni è stato visto piuttosto a Roma dimostra di non conoscere le sue doti di ubiquità). Naturale che tutti gli abitanti della città, compreso il gatto del papa, Chico, si preparino con entusiasmo ad accoglierlo, anche perché era da un po’ che un papa non visitava la città sul Danubio: l’ultima volta è stato nel 1056… Ratisbona si è fatta bella per il pontefice, ha ripulito il portale del Duomo, ha saldato tutti i tombini, otturato gli interstizi tra i cubetti di porfido dell’acciottolato, anche nella piazza davanti alle mie finestre… Non che Benedetto XVI debba camminarci sopra in mocassini rossi… saranno le sacre ruote del Papamobil a scivolare sulle antiche strade senza intoppi… Noi che abbiamo la fortuna di abitare lungo il percorso papale – Benedetto XVI passerà per ben quattro volte sotto le mie finestre! - siamo stati invitati a ornare la casa di bandiere bianche e gialle. Il vescovo vorrebbe vedere un mare di bandiere… Per non deluderlo ne ho comprate sei: le metterò sul davanzale del bovindo… le punte anti – piccione, ignorate dai colombi ratisbonensi che, veri fachiri dell’aria, atterrano disinvolti tra gli aculei, potrebbero finalmente servire a qualcosa… e magari funzionare come spaventapiccione… Naturalmente ho badato bene ad acquistare solo le bandiere che il vescovo ha ufficialmente approvato, anche perché sono state da lui personalmente collaudate sull’autostrada e resistono senza sfilacciarsi fino a una velocità di 140 chilometri all’ora. Al di sopra il vescovo non si prende più nessuna responsabilità… ma è raro che un tornado soffi sulla città a una velocità più elevata. Posso stare tranquilla… Naturalmente le bandiere sono solo alcuni dei souvenir ufficiali (non so se con l’acquisto sia connessa anche qualche indulgenza, dovrò informarmi…): ci sono le magliette papali, i berrettini “chi-crede-non-è-mai-solo”, motto della canzone ufficiale composta per il papa, i cd con la canzone, diversi tipi di cuscini con il papa benedicente, la boccetta per l’acqua santa (vuota)… Purtroppo però, oltre questi decorosi oggetti, c’è in giro ogni sorta di souvenir “inofficiali” (sicuramente senza indulgenze): gli orsacchiotti vestiti da papa (sono andati a ruba!), il boccale per la birra con Benedetto XVI e naturalmente la birra del papa. A dire il vero di birre papali ce n’è diverse, ma la più interessante, e davvero innovativa, è quella all’incenso. Sono subito andata a cercarla… All’inizio sono rimasta un po’ perplessa: sull’etichetta c’è scritto infatti “bevanda di Benedetto” mentre la qualificazione di “birra chiara” compare solo di lato, poi ho capito: secondo la “norma della purezza” che vige in Baviera in materia di birra, solo le bevande a base di acqua, malto e luppolo possono insignirsi di questo titolo. L’incenso, nonostante le indubbie suggestioni cattoliche, non è previsto dalla legge. Il recipiente della birra del papa è una comune bottiglietta bruna, l’etichetta però, come potete vedere nell’immagine, promette bene: Ratisbona si innalza tutta oro e pinnacoli, mentre Benedetto XVI, che per non guastare il panorama si è fatto modestamente di lato, esce direttamente dal Danubio e si appoggia al ponte romanico come su un altare. Stappo con precauzione la bottiglia… Oh, miracolo! L’incenso fugge fuori come da un turibolo… si allarga nella stanza come un ginn…... un lievitare di sensazioni… l’amaro odore del luppolo si fonde con quello dolcissimo dell’incenso… un aroma sacro si spande nella stanza sopra la piazza… spumeggiante ambasciatore vaticano… non lo contengo più… mi annebbia… mi esalta… sono in una cattedrale… nel duomo… dentro San Pietro... a Roma… Habemus papam ante portas...
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