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| Con le parole e con le immagini: il blog di Cristina Comencini |
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| I giovani e la politica |
9 ottobre
2007 |


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Nel mio libro c’è un personaggio, un ragazzo di 16 anni. Le pareti della sua stanza sono vuote, i muri della cameretta bianchi, non ha appeso nessun poster. Neanche quello di Che Guevara o di Mao. Perché, anche se lo potremmo definire un giovane di sinistra, per lui è come se non esistessero più icone politiche da celebrare. Non si sente all’altezza dei miti dei genitori ma allo stesso tempo non ne trova di nuovi cui appellarsi. Cerca, non senza difficoltà, un pensiero nuovo da cui ripartire. Questo personaggio mi riporta alla domanda fondamentale da cui è nato il libro: come è possibile immaginare una società giusta dopo la fine dell’illusione del comunismo, la fine dei nostri miti? Il disincanto dei ragazzi nei confronti della politica deriva forse da una sorta di mancata elaborazione del lutto? Cosa potrebbero appendere, oggi, sui muri delle loro camere? E cosa avete appeso voi?
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I vostri commenti
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| Il commento di nick |
4 febbraio
2008 |


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| Ciao Cristina,
ho sentito questa sera il tuo intervento su "Zapping".
Ti scrivo perchè per la prima volta sento parlare di certe cose in modo sereno. Ad esempio, a leggere Pansa - di cui apprezzo l'onestà morale - mi viene solo il nervoso, perchè dice cose che da decenni io dico e per le quali sono stato tacciato di blasfemia o di troppa fantasia a seconda degli interlocutori. Io ho fatto le medie negli anni '70, dove da dodicenne mi trovavo a confrontarmi con temi di italiano a titolo unico del tipo "Lettera aperta al presidente Ceausescu" e sono diventato un anticomunista viscerale. Sentendoti parlare però ho colto delle novità nel tuo pensiero. Per me è la strada giusta. Avanti così che magari ci troviamo da qualche parte |

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| Il commento di Gaetano Lapenta |
11 dicembre
2007 |


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| Ho 17 anni...Purtroppo non ho appeso nulla alla parete della mia stanza... sl ricordi di qualche viaggio e qlk foto... questo perchè penso che nn ci sia nessuno (faccio riferimento al mondo della politica in particolare) che creda davvero nelle ideologie del proprio partito... come si fa ad avere un mito, una persona come modello se, da qualunque lato la si guardi, si vede una realtà piena di corruzione ed ipocrisia?? preferisco non avere un modello in una persona, ma degli ideali da seguire, cui ispirarmi per iniziare a costruire un mondo così come noi giovani lo sogniamo. |

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| Il commento di Francesco |
4 novembre
2007 |


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| Ma perchè il personaggio del figlio viene eliminato narrativamente in quel modo brusco? Si ha sempre l'impressione che i protagonisti delle tue storie siano inevitabilmente donne. Anche la curiosità del protagonista è totalmente donna! |

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| Il commento di daniela cropelli |
3 novembre
2007 |


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| 23 anni. appassionata di politica, dibattito e tutto quanto ne concerne. al liceo rappresentante d'istituto, di consulta, di classe. dirigevo anche il giornale scolastico. non ho appeso nulla alle pareti, solo quadri di kandinsky e fotografie mie, di vacanze, di amici. trito libri. |

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| Il commento di Silvia Maione |
26 ottobre
2007 |


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| Cara Cristina,credo che alla pareti di noi giovani, ci siano attaccati solo sogni e non certezze.Faccio riferimento alla mia camera di studentessa di cinema,il mio unico sogno:regnano le locandine dei film di Chaplin,di Fellini,di Hitchcock e di Kubrick...le locandine della feste del cinema di roma,le foto dei miei viaggi, le targhe vinte nei concorsi di corti...e un'immagine sacra.Quale politico potrebbe sostenere l'accostamento con le foto di Chaplin?un bacione Silvia Maione |

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| Il commento di R |
20 ottobre
2007 |


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| Appartengo alla nuova generazione, quella con le pareti spoglie... ma spero che a quelle pareti ci siano idee piuttosto che persone... idee nuove, adeguate al nuovo mondo che ci aspetta... Leggerò il suo libro che mi incuriosisce molto! |

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| Il commento di Carmen |
20 ottobre
2007 |


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| Ho ventidue anni. La politica non è mai stata nel mio interesse, nè lo è oggi.
Forse è stato ed è un errore, ma forse l'utopia di un partito unico che abbia come solo obiettivo il bene di ogni uomo, al di là delle ideologie, dei favori, dei soldi, mi ha sempre trattenuto dal credere in qualcuno fermamente.
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| Il commento di Mario Sacco |
18 ottobre
2007 |


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| Cara Cristina, ho letto in 2 gg. il tuo ultimo lavoro in cui x larghi tratti ho rivisto allo specchio buona parte della mia storia di uomo e di militante pci.Quante disillusioni e quanta malinconia x chi come me vive le passioni della sinistra senza "sentire" la sinistra.Tutto ciò appesantisce il mio rapporto con altre intelligenze, limita la mia curiosità intellettuale e le mie aperture verso diversità politiche e culturali; sto comunque alla larga da crisi di autoflagellazione e la tua opera mi ha dato una mano in questo senso. Ottimo il profilo umano disegnato attorno alle figure di Mario e quella più dura e tormentata di Sofja. Complimenti e fammi sapere quando presenterai il libro a Palermo. |

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| Il commento di piero di felice |
16 ottobre
2007 |


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| Mi preoccupa anche il fatto di non veder più appese nemmeno le foto di famiglia!! |

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| Il commento di patty |
12 ottobre
2007 |


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| beh io nella mia camera ho appeso al muro una spendida poesia di Madre Teresa di Calcutta,mi definisco di sinistra non perchè sono contenta di chi mi rappresenta al governo oggi ma perchè è il mio cuoore e la mia mente che mi portano a vedere i miei ideali di sinistra. |

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| Il commento di patty |
12 ottobre
2007 |


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| salve sig.ra Comencini,volevo ringraziarla per essere venuta nella mia città ed avermi dato la possibilità di conoscerla meglio.
Inoltre volevo dirle che sto preparando la mia tesi di laurea su di lei, spero ciò non la disturbi. |

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| Il commento di Fino |
9 ottobre
2007 |


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| Cosa potrebbero appendere alle loro pareti i ragazzi d'oggi? Bella domanda.
Signora Comencini,appartengo alla generazione di Mario. Il suo percorso politico è stato anche il mio. Le sue passioni e i suoi interrogativi mi appartengono.
Io alla parete della mia stanza avevo Berlinguer, Don Milani, Pasolini.
Forse i govani d'oggi potrebbero avere alla parete una grande foto di madre Teresa di Calcutta.
Cosa resta? Forse la ricerca della felicità individuale senza perdere di vista quella colletiva.
Presto parlerò del suo libro nel mio blog. |

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