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| Rane dal cielo: il bollettino meteorologico di Martino Gozzi |
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| Ci vediamo a Vilnius |
26 aprile
2009 |


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La prima cosa che apprendo. La corsa in taxi, qui a Vilnius, costa molto se sali su una vettura posteggiata in attesa dei clienti, infinitamente meno se chiami il centralino. La logica mi sfugge.
La seconda cosa che apprendo. Qui il tramonto è un fenomeno lunghissimo, che si protrae per ore intere. Ha inizio intorno alle cinque e mezzo, di questa stagione. La luce comincia a cambiare e improvvisamente è il momento ideale per guardare fuori dalla finestra o per fermarsi, se si è per strada, a osservare il riflesso del sole sui palazzi. Io sono in camera e fuori vedo il retro dell'edificio di fronte al mio – sovietico, funzionale – dove una spianata di sabbia assolve al duplice scopo di parcheggio di auto – per lo più tedesche e impolverate – e di playground per i bambini. Un paio di famiglie guardano i figli sugli scivoli, mentre una muta di cani randagi scorrazza nei paraggi. Un vecchio avvolto in un cappotto osserva il tutto sprofondato dentro una poltrona piazzata lì, all'aperto, dal mattino, nonostante il freddo. Ma il crepuscolo è solo all'inizio – a queste latitudini il sole tramonta tardi anche in aprile, ma è l'intero processo dell'imbrunire a richiedere ore. |
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