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| Tre Metri Sopra il Cielo: il blog di Federico Moccia |
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| I sogni... |
13 dicembre
2011 |


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Mi vergogno. Mi vergogno perché invece di risolvere i problemi veri si risolvono sempre quelli falsi. “Stamane ti ho pensato dopo aver letto la notizia dei lucchetti, è veramente incredibile che con tutte le cose che non vanno, si perda tempo ed energia su questo "problema"!!!” Ecco, questo è uno dei tanti messaggi che mi sono arrivati ieri. Me lo ha scritto un mio amico, Alessandro. Nel corso della giornata poi sono stati molti quelli che mi hanno telefonato e mi hanno chiesto cosa ne pensavo, giornalisti, radio, tv. Beh, in effetti oggi, nel 2011, con tutti quelli che sono i problemi di Roma e del mondo, ci troviamo di fronte a questo grande dilemma: era così importante togliere i lucchetti? Ma come mai si sono riunite tutte queste persone gli uffici tecnici, gli assessori, i consiglieri, non so quanti altri dei beni culturali e tutti questi grandi pensatori non hanno trovato una soluzione? E pensare che il sindaco Veltroni ne aveva trovata una perfetta: aveva fatto fare ad uno scultore delle colonnine, con tanto di cuore, attraversate da delle catene alle quali gli innamorati nel tempo hanno poi attaccato dei lucchetti. Non c’era più nessun rischio, nessun lucchetto veniva attaccato ai lampioni ( anche se qualcuno non so perché dice il contario!!! ) e queste catene oltretutto venivano sfoltite ogni tanto alleggerendo il peso dei troppi lucchetti. In questo modo c’è un’immagine vincente di un ponte che prima sinceramente era sconosciuto ai più ed era diventato famoso proprio per essere stato ribattezzato il Ponte degli Innamorati. E ora invece cosa accade? Il presidente del Municipio Gianni Giacomini, dice che “È una questione principalmente di sicurezza ma anche di bonifica da una situazione degradata”. Ma come? Ma io passo tutti i giorni di là! Ma come avete fatto a non vedere che sulle sponda del Tevere a destra c’è una specie di baraccopoli? E i manifesti attaccati ovunque e le orrende scritte sui muri? E poi dite che sul ponte ci sono i venditori ambulanti che vendono i lucchetti? Ma se Roma è invasa da ambulanti! Spesso passo sul ponte e vedo dei ragazzi che si fermano a guardare quei lucchetti, ne mettono uno, si fanno una foto, e con gli occhi innamorati buttano la chiave nel Tevere. A volte arriva un pullman scende una scolaresca con gli insegnanti per vedere il fenomeno dei lucchetti, oppure arrivano gli stranieri che visitano Ponte Milvio perché ormai lo sanno tutti della storia del lucchetto e Ponte Milvio ora è diventato una meta turistica. E invece tutto questo non ci sarà più. E’ vero presidente Giacomini e voi politici del Pd e dell’Idv che avete promosso questa inziativa, si può anche vivere senza amore, senza poesia e romanticismo, ma vuol dire soprattutto che non avete saputo trovare una soluzione a ciò che la gente desiderava. E che avete reso inutili i soldi spesi da Veltroni, lo scultore, le catene e che ne spenderemo altri, tanto che problema c’è… E invece un problema c’è. Non trovare una soluzione è un fallimento della politica. E io accetterò questa vostra decisione solo quando, con la stessa solerzia, avrete risolto i VERI 5000 problemi del quartiere.
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I vostri commenti
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| Il commento di ILARIO D'ALANNO |
8 maggio
2012 |


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| Caro Moccia, sono uno scrittore abruzzese di 23 anni. Vivo a San Salvo(CH). Ho appurato la sua vittoria alle comunali di Rossello e mi congratulo. La informo che ho pubblicato, a mie spese, il primo libro nel 2010, UNA VITA CHE CAMBIA. Ora ho terminato la stesura del secondo romanzo IL GIOVANE ANZIANO. Sono in cerca di una vera Casa editrice e di un prefatore. Da ammiratore di suo padre Pipolo e dei suoi libri mi piacerebbe collaborare con lei, per concretizzare un sogno. I miei più Cordiali Saluti e in attesa di risposta le dò il mio più sincero in bocca al lupo per una ottima gestione del comune abruzzese. |
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federico per ILARIO D'ALANNO |
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Caro Ilario crepi il lupo e grazie per le sue parole! A prescindere dai ruoli mi auguro di incontrarla e di poterle dare qualche utile suggerimento. A presto. |
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| Il commento di sergio |
18 dicembre
2011 |


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Gentile Federico, anche se vivo alle pendici dell'etna, amo la città di Roma e la sento mia tanto quanto la mia Catania. Sono completamente daccordo con tutte le tue esplicitazioni su Ponte Milvio. Cari saluti da Sergio Rosario Leone |

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| Il commento di sergio |
18 dicembre
2011 |


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Gentile Federico, oggi leggendo di Ponte Milvio, mi è venuto in mente la persona che ha in mano l'editing del mio forse romanzo, durante la lettura del libro, ha avuto la percezione di essere lei la protagonista del libro, accostandolo per tipologia delle tue opere, desideravo dirti che ne sono onorato. Cari saluti da Sergio Rosario Leone |

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