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| Rossana Campo: Sempre pazza di te |
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| Chi ha paura di noel mamère? |
27 giugno
2004 |


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Ha un gran paio di occhi azzurrissimi e baffoni sale e pepe, Noel Mamère, è sposato con una bella donna da cui ha avuto un figlio, ha quasi sessant’anni e deve il suo nome al fatto di essere nato un 25 dicembre. È deputato dei verdi al parlamento francese, ed è anche uno che fa parecchio parlare di sè. Come quando, insieme a Greenpeace e altri politici e artisti francesi, è andato a distruggere una coltivazione di colza transgenica nello Champagne. Come adesso, che in qualità di sindaco di un paesino vicino Bordeaux, Beglès, ha sposato una coppia di uomini gay. In Francia è scoppiato il finimondo, Mamère è stato querelato e minacciato di gravi sanzioni, è stato insultato e aggreddito addirittura mentre partecipava a una manifestazione contro l’antisemitismo e il razzismo. Tanto che l’attuale ministro della giustizia Dominique Perben, ha annunciato un progetto di legge per punire severamente tutte le forme di omofobia e sessimo mettendole sullo stesso piano degli atti di razzismo. Già, è bizzarro pensare che questo accada proprio qui in Francia, patria dei diritti, e Paese dove già esiste il Pacs (il patto civile di solidarietà), grande conquista per gli omosessuali che fra l’altro in Italia la comunità gay richiede da tempo a quanto pare senza molto successo. Lui Noel tira dritto ed è piuttosto fiero di essere riuscito a portare all’ordine del giorno un dibattito che secondo lui era tempo di far nascere. Dice che è qualcosa che s’inscrive nella storia democratica della disobbedienza civile, che lui si considera come certi sindaci o legislatori che hanno fatto avanzare le nostre società democratiche. Proprio così, nelle sue apparizioni pubbliche Mamère continua a dire che quello che adesso provoca indignazione sarà poi visto come una conquista. Dice: “Mi situo nella linea di quei sindaci che, per esempio, prima che alle donne fosse concesso il diritto di voto avevano organizzato delle elezioni nelle loro città facendole votare. Oppure di quelli che hanno protetto gli obbiettori di coscienza quando ancora le ragioni della nonviolenza non erano riconosciute e si veniva definiti disertori e giudicati da un tribunale militare...”. Personalmente ho simpatia verso questo uso della provocazione come strumento politico, è una maniera di accrescere la vitalità democratica di società che tendono a rimanere ferme. Credo che si possano avere le opinioni che si desiderano riguardo all’omosessualità, però non mi sembra giusto che ci siano alcuni gruppi di persone che vengono discriminate e che godono di diritti limitati senza aver commesso alcun reato, ma solo per il loro orientamento sessuale, che è un affare privato. Per esempio, ho saputo che se in una coppia gay una delle due persone si ammala gravemente la legge impedisce al compagno o alla compagna la donazione di un organo. Poi ci sono altre differenze legate alla proprietà dei beni, alle successioni e al diritto di soggiorno e di acquisizione della nazionalità francese quando uno dei due o delle due è straniero. Non si tratta di svilire il matrimonio, ma visto che le coppie omosessuali stabili sono una realtà mi sembra giusto che abbiano gli stessi diritti degli altri come garantisce la Costituzione. A chi obbietta che il matrimonio deve essere fatto da due persone di sesso diverso Mamère chiede per quale motivo. Qual è la differenza? Se dite che la risposta è facile, ed è la possibilità di procreare, lui propone questo ragionamento: allora non dovrebbe essere possibile un matrimonio dove la donna non è più in età fertile, o fra una coppia sterile o che non desidera figli. Personalmente trovo simpatico Mamère, è una ventata d’intelligenza in un mondo dove i politici sono terrorizzati da qualunque proposta che possa dare fastidio a una parte degli elettori (sempre la più conservatrice) e non hanno mai il coraggio di spingere un po’ le cose verso la laicità dello stato e il rispetto delle libertà personali.
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I vostri commenti
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| Il commento di Lemmy Caution |
9 luglio
2004 |


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| Perchè tutta questa attenzione agli orientamenti sessuoli nella nostra società? |

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| Il commento di Simona |
6 luglio
2004 |


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| Mi sono sempre chiesta perché la "civiltà" occidentale dia così tanto peso all'identità sessuale di una persona. certo, il retaggio sessuofobico di matrice cattolica è un diretto riflesso, ma secondo me c'è nell'uomo una sorta di razzismo biopsichico, un quid che va oltre la perpetrazione della specie. Che ne pensate rossana e tutti voi amici di blog? |

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| Il commento di phi |
2 luglio
2004 |


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| La tua riflessione affronta l'aspetto sociale e morale dell'omosessualità e ne ricevo comunque fiducia che le società più illuminate, con l'azione di persone come Mamère (provocare per migliorare) possano in ogni caso avanzare nella conquista dei diritti per la comunità gay. Chi invece, nella tua riflessione coglie il timore che le forze conservatrici possano impedire questo processo, è indotto a riflessioni sentimentali. Credo sia importante che se ne parli come tu stai facendo. Ad esempio, io non avevo la giusta attenzione al problema dell'omosessualità, poi, quando una persona sensibile e intelligente me ne ha parlato con serenità, ho capito che l'amore, comunque si senta, deve essere libero di esprimersi e va salvaguardato. |

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| Il commento di rossana campo |
1 luglio
2004 |


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| per Nathalie: forse più che l'amore fa paura che il matrimonio e la famiglia non siano più nei recinti di mamma+papà+bimbi, che le persone decidano di non stare più nelle gabbiette di ruoli imposti e che ognuno costruisca la sua famiglia e le sue relazioni come sente e desidera, ciao |

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| Il commento di Nathalie |
30 giugno
2004 |


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| Come mai l'amore fa paura, come mai l'amore non può essere libero di esprimersi? Il sentimento principe che rende ogni essere umano "migliore" non può far paura. Vedere le persone innamorate (siano esse gay o eterosessuali non importata)riempie l'animo di gioia. Invito chi teme che questo sentimento può nascere anche tra esseri dello stesso sesso a VEDERE L'AMORE a non giudicare perchè l'Amore non si condanna |

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| Il commento di Caroline |
30 giugno
2004 |


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| Merci pour ce bel article pour la tolérance ...L'hypocrisie n'est pas prête de disparaître en france et ceci n'est qu'un exemple parmi tant d'autres ... |

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| Il commento di patrizia sorrentino |
29 giugno
2004 |


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| ciao rossana, non so se questo é il posto giusto per lasciare un commentino sul tuo libro "mai sentita cosí bene",ma se ho cercato bene mi sembra che questo sia l'unico modo per farlo.
é il tuo primo libro che leggo, un pó per caso.mi é sembrato interessante,soprattutto il modo di scrivere e di trasmettere sensazioni,ma scusami tanto quello che proprio non ho retto é il back ground delle voci parlanti.ma é possibile che varie donne italiane che vivono a parigi per scelta hanno trovato tutte un supermega lavoro in pochi anni?.non c'é nessuna che faccia la barista o la chambermaid, pur avendo una laurea,per esempio in biofisica?.sarebbe stato piú credibile te lo dico, sai, per esperienza personale.gli inizi all'estero son difficili..ciao |

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