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17 maggio 2012
Napoli, bimba rom con la tubercolosi. A scuola scoppia una rivolta razzista
di Bianca De Fazio, tratto da “la Repubblica”, 25 marzo 2009
Una bambina rom di nove anni finisce in ospedale perché colpita dalla tubercolosi. Un caso lieve e, secondo i medici, con scarse possibilità di contagio, ma nella sua scuola scoppia la psicosi. I genitori degli altri alunni, preoccupati, si lasciano prendere la mano dalla paura. E si scagliano contro la scuola, colpevole, secondo loro, di accogliere i rom. Sono quattro o cinque, in tutto l’istituto: tra loro c’è la piccola colpita dalla tbc. Una manifestazione di razzismo contro i nomadi accaduta nel pieno centro di Napoli, a Mergellina, dove ha sede la succursale dell'Istituto comprensivo Fiorelli, che ospita materna, elementari e medie. Diagnosticato il caso di tubercolosi, l’ospedale pediatrico Santobono ha allertato l’Asl, e sono partiti i controlli. Su 21 scolari di quarta elementare - i compagni di classe della bimba malata - è stato avviato uno screening. Un test, al quale sono state sottoposte anche le insegnanti della classe, i cui risultati saranno resi noti oggi. E ieri, saputa la notizia, decine di genitori delle altre classi hanno preso d’assalto la scuola per portare via i loro figli. Su 200 alunni delle elementari e 50 della materna, nelle aule non è rimasto quasi nessuno. “Le mamme e i papà sono entrati spintonando i bidelli che cercavano di fermarli - racconta il personale dell’istituto - Si sono precipitati nelle aule, seminando il panico anche tra i bambini. E hanno portato via i figli”. Anche la dirigente della Fiorelli, Maria Cristina Palmiero, che si era precipitata nella succursale per riportare la calma, è stata aggredita. Contro di lei, e contro la scuola, le grida di quanti temono per la salute dei propri ragazzi. “Molti genitori- raccontano bidelli e insegnanti - non si sono fatti scrupolo di usare espressioni razziste e di chiedere l’allontanamento dei nomadi”. Nella scuola è accorsa anche l’assessore comunale all’Educazione, Gioia Rispoli. Ma non è servito a placare gli animi. Alcuni genitori hanno fatto rotta sull’Asl. “Si tratta di un allarme ingiustificato” ha spiegato loro Giorgio Napoletano, responsabile della Pneumologia della Asl Napoli 1. La bambina colpita dalla tubercolosi non è infettiva né contagiosa, hanno ribadito i medici, che hanno già sottoposto al test i familiari della piccola, e non hanno riscontrato altri casi di tbc. “Episodi del genere - commenta il direttore scolastico regionale, Alberto Bottino - sono il segno di una degenerazione civile: salute e istruzione non si negano a nessuno. E non è questione di passaporti”.
 La scheda autore di  Il razzismo è una brutta storia
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