Il ritorno a Stomersee di Boris Biancheri vince il Premio Grinzane Cavour sezione narrativa italiana assegnato dalla giuria dei letterati; il
Supervincitore, scelto all'interno della terna dei vincitori dalla giuria
dei giovani composta di studenti italiani e da studenti di italiano
all'estero, verrà designato il 21 giugno nel corso della cerimonia di
premiazione al castello di Grinzane Cavour.
La motivazione
Il ritorno a Stomersee di Boris Bianchei è composto, come recita il
sottotitolo Tre racconti consolari, appunto da tre racconti di cui il
primo dà il titolo al libro. Il secondo si intitola Banale errore e il
terzo Le pietre di Panayotis.
Il tema del libro, con i rispettivi tre svolgimenti narrativi, e quello dello
smarrimento, dell¹involontaria perdita di identità, della dimissione dalla
propria condizione e collocazione sociale e dello spostamento o regressione in
una diversa dimensione o in una definitiva dissoluzione. Sono insomma, i
personaggi principali dei tre racconti dei pirandelliani Adriano Meis che non
possono più riprendere la loro precedente identità di Mattia Pascal. Una
puntuale metafora dunque del nostro mondo attuale, in cui ciascuno in ogni
momento per un fortuito caso può perdersi, scivolare in altre dimensioni.
Il primo racconto si svolge in Lettonia tra la città di Riga e il castello di
Stomersee, dove la vecchia signora Sartoris ritorna dopo tantissimi anni, dopo
il ritiro da quei luoghi dei bolscevichi. La memoria risuscitata dalla vista del
castello di Stomersee, sconvolgerà la mente della signora, la spingerà ad
allontanarsi dai suoi famigliari per andare a morire in una sperduta stazioncina
ferroviaria.
In Giappone avviene invece lo smarrimento del protagonista del secondo racconto,
il biologo marino prof. Sabato Bloff. Un errore lo porta in treno nella
direzione opposta a quella in cui doveva recarsi. Un acuto male alla schiena lo
immobilizza. Viene soccorso e assistito da una enigmatica giovane fotografa. La
quale poi lo abbandonerà al suo destino di anonimia e di squallida
marginalità.
Il terzo racconto è ambientato nella piccola isola greca di Youra, abitata
soltanto dal monaco Yannis, fuggito dalla comunità del monte Athos e dalla
famiglia di un pastore. Il prete Yannis, in quel deserto di solitudine e di
violenza, finirà ucciso, lapidato da uno dei due figli del pastore, Panayotis.
Una limpida scrittura comunicativa quella di Biancheri, priva di alterazioni
espressive o di scarti verso forme straniere o gergali.
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