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Gianni Vattimo: Chi demolisce la democrazia
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Tratto da "l'Unità", 30 luglio 2003
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Berlusconi le riduce a mattane estive: ora del "discolo" Bossi e
dei suoi compagni di merende, ora di Follini, Fini, Vietti. La Padania,
portavoce delle idee (si fa per dire) della Lega, ci invita a goderci le
vacanze, come se di qui a settembre non dovesse succedere niente di
significativo. Eppure quello che capita in questi giorni è politicamente ben
più che una serie di temporali estivi, anche se la maggioranza fa di tutto per
farlo apparire tale. Una tempesta in un bicchiere d’acqua è stato da ultimo
il balletto Castelli-Fini sulle rogatorie. In molti sensi, è vero che si stanno
lasciando sfogare i ragazzi con la conseguenza non irrilevante di riempire le
pagine dei giornali di falsa politica: minacce di dimissioni che rientrano in
men che non si dica; espressione di fieri propositi che funzionano solo,
appunto, come giochi di ragazzi.
Giochi cioè in cui non importa niente chi vince o chi perde, tanto si paga solo
con i soldi di Monopoli (purtroppo anche con i soldi della ricerca, della
scuola, della sanità pubblica...). L’importante è che il gioco vada avanti
svolgendo la sua funzione classica, quella di distrarci dalle questioni vere sul
tappeto: che cosa vogliamo fare in Europa, quanti soldati ancora dovremo mandare
in Iraq per garantire la "pace" di Bush, dove e di quanto taglieremo
ancora la spesa sociale per continuare a far finta che le tasse diminuiscano.
Soprattutto, dobbiamo esser distratti dal gioco del "colpisci e fuggi"
di cui sono vittima le istituzioni e la Costituzione stessa. L’opposizione
prepara giustamente una dura battaglia parlamentare per l’autunno (almeno un
po’ di ostruzionismo, oppure solo alti strepiti bloccati dai cento deputati di
differenza?).
Ma intanto, approfittando delle ferie, e di quella vacanza provvidenziale
offerta a Berlusconi dal semestre europeo, la maggioranza sta facendo le prove
di un indurimento del regime che non lascerà le cose come stanno ora.
Se Castelli non perde occasione di dare calci nei denti al Presidente Ciampi,
dobbiamo credere davvero che sia solo colpa della sua nota maturità di
giudizio, fondata su una granitica ignoranza delle leggi, oppure non sarà più
ragionevole pensare che si tratti - come spesso nel caso del suo capo,
Berlusconi -di gaffes pianificate per vedere fino a che punto ci si può
spingere nella negazione violenta dell’ordine democratico? Naturalmente
vorremmo sbagliarci.
Ma temiamo che mentre noi ci prepariamo seriamente e pensosamente alla grande
battaglia d’autunno e alle nuove prove elettorali, il quadro complessivo della
guerra venga modificato nella distrazione generale da queste scaramucce, che
scaramucce non sono, con cui la destra -come ha fatto con la legge Gasparri, e
ora con il blocco delle rogatorie, le chiacchiere sull’amnistia condizionata
dalla devoluzione, i finti contrasti tra Lega e An eccetera -stia assicurandosi
altre posizioni di decisivo vantaggio nella sua impresa di
diluizione-dissoluzione della stessa democrazia italiana.
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