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Marco D'Eramo: I best seller dell'Apocalisse
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Tratto da “il manifesto”, 18 giugno 2002
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Il metodo più rapido per diventare ricchi è fondare una
nuova religione. Almeno così sosteneva lo scrittore di fantascienza Ron Hubbard
che di soldi e di nuove religioni se ne intendeva, visto che fu il fondatore di
Scientology. Ma anche le religioni esistenti possono essere proficue, e uno dei
campi in cui si rivelano più redditizie è quello dell'editoria libraria. Sono
decenni che i libri di profezia, i volumi evangelici, i thriller
religiosi sono in testa alle classifiche dei best-sellers statunitensi.
E, naturalmente, uno dei settori in cui la religione frutta più quattrini è
quello dell'editoria del self-improving, del miglioramento di sé. Il self-improving
per così dire laico enumera titoli tipo: "Come imparare a parlare senza
balbettare", oppure "Come sedurre le donne in dieci lezioni",
"Come fare carriera", tutti titoli che hanno prodotto una variante
della massima di Hubbard: "Il modo più rapido per guadagnare soldi è
scrivere un libro su `come guadagnare soldi'".
Il self-improvement religioso impasta i normali consigli con versetti
della Bibbia e sermoni improvvisati. Uno che con questo filone ha fatto dollari
a palate è il dottor Don Colbert, di Orlando (Florida), che quest'anno è stato
a lungo tra i più venduti con il suo Cosa mangerebbe Gesù? Il programma
finale per mangiare bene, sentirsi alla grande e vivere più a lungo (Thomas
Nelson Publishers), in cui viene propagandata una normalissima dieta di tipo
mediterraneo: sostituire burro, grassi saturi e oli idrogenati con olio d'oliva
extravergine; mangiare pane integrale, riso scuro e altri cereali integrali;
abolire carni grasse e per le proteine mangiare pesce, ma non molluschi e
crostacei (perché li proibiva la legge ebraica che Gesù osservava): bere molta
acqua e moderatamente vino rosso. Insomma tutti comportamenti alimentari che
potevamo benissimo immaginarci da soli senza l'aiuto della Bibbia, né del nuovo
testamento. Ma sarebbe dimenticare che l'obesità è una delle maledizioni che
imperversano sui devotissimi credenti statunitensi, soprattutto negli stati
meridionali (Texas, Georgia, Mississippi), regione che non per nulla viene
chiamata la Bible Belt (la "Cintura della Bibbia"). Ed è
comprensibile che l'obesità si accanisca soprattutto sui corpi delle anime pie
che si privano di alcool, fumo e sono spesso sessuofobiche: l'unico piacere
"innocente" è quello di una bella torta alla crema o un hamburger con
una montagna di patatine in un mare di ketch-up. Convincere questi
credenti che privarsi di un po' di cibo è il modo migliore per servire il
signore dimostra la contorta perversione che sottintende la nostra civiltà.
Tutte le religioni al mondo hanno prescritto digiuni rituali e tabù alimentari
che avevano anche una finalità igienica. Invece oggi molti nostri coevi
sembrano incapaci di perseguire la propria salute fisica se non la corroborano
di finalità religiose. Non basta sapere che camminare fa bene, è necessario
aver presente che nel corso dei suoi 33 anni di vita Gesù camminò almeno
34.725 km (si noti la precisione): per lo meno, così ha calcolato l'evangelista
Arthur Blessitt citato da Colbert che però, a scanso di equivoci, sostiene che
Gesù può anche aver camminato il doppio di questa distanza. Anche in questo
dettaglio si vede la meravigliosa credulità dei nostri coevi e la loro
capacità di farsi abbindolare da un numero preciso. Questa esattissima cifra
corrisponde a poco più di 4 km al giorno dai cinque anni di età in poi: e in
un'epoca senza trasporti a motore erano davvero pochini 4 km al giorno a piedi.
Il dottor Colbert (che si definisce un "cristiano carismatico") è un
veterano di queste imprese: ha scritto almeno 25 libretti (di cui molti tradotti
in spagnolo) intitolati La cura biblica per la candida e per una serie di
malattie che vanno dal deficit di attenzione e iperattività all'acidità di
stomaco, ai disordini del sonno, artrite, diabete, cancro, perdita di memoria,
osteoporosi, depressione e ansietà, menopausa, disordini viscerali, prostata,
alta pressione, perdita di peso, stress, epatite, malattie della pelle....
Ma il filone religioso che assicura maggiori introiti non è quello delle diete,
bensì delle profezie e dell'apocalisse. Nella memoria degli editori americani
si staglia ancora l'incredibile successo del volume - non di narrativa - di Hal
Lindsey, Late Great Planet Earth ("Il fu pianeta terra") del
1970, che nel 1978 aveva già venduto 9 milioni di copie e nel 1990 aveva
sfondato il muro dei 20 milioni. Hal Lindsey recidivò con There is a New
World Coming (1973) e The 1980: Countdown to Armageddon (1980),
volume che iniziava con la frase "Il decennio 1980 potrebbe benissimo
essere l'ultimo decennio della storia come la conosciamo" e che rimase per
20 settimane nella lista dei best-seller del New York Times. Ma Hal
Lindsay fu solo la cima emergente di un folto gruppo di best-seller
apocalittici, come ci ricorda Paul Boyer nel suo bel libro When Time Shall Be
No More. Profecy Belief in Modern American Culture (Harvard University
Press: "Quando il tempo non sarà più. Le credenze profetiche nella
moderna cultura americana"). Così Guide to Survival (1968) di Salem
Kirbans vendette più di 500.000 copie; Destined to the Throne (1975) di
Paul Billheimer più di 650.000; Armageddon, Oil and the Middle east Crisis (1974,
si noti la coincidenza con la prima crisi petrolifera) di John Walvoord più di
750.000 copie; e Set the Trumpet to the Mouth (1985) di David Wilkerson
più di un milione di copie.
È ovvio perciò che i grandi editori "laici" sbavassero davanti a
simili cifre e cercassero di comprare le case editrici evangeliche, battiste,
avventiste, la maggior parte delle quali situate a ovest degli Appalachi, a
Grand Rapids (Michigan), Waco (Texas), Tulsa (Oklahoma). Per esempio Bantahm
Books comprò dalla casa Zondervan di Grand Rapids i diritti del Late Great
Planet Earth. Nel 1977 Abc comprò Word Books, editore evengelico di Waco
con un forte catalogo profetico; nell'88 Harper and Row pagò 57 milioni di
dollari per Zondervan (il primo editore al mondo di Bibbie). Nel 1994 Ballantine
(una divisione della Random House di Bertelsmann) aprì una collana Moorings
(ormeggi) basata a Nashville, ma dovette chiuderla due anni dopo per le pessime
vendite. Un altro marchio della Random, Doubleday Broadway, ha messo su una
filiale WaterBrook Press a Colorado Springs in Colorado. Aol Time Warner ha
aperto una sua casa cristiana a Nashville.
Ma il fenomeno più stupefacente è la nuova serie di gialli profetici di
Timothy LaHaye, per cui Bantam Dell di Random House ha versato lo stratosferico
anticipo di 45 milioni di dollari (50 milioni di euro). Timothy Lahaye è famoso
per la serie Left Behind, thriller profetici scritti con Jerry Jenkins.
Tutti aspettano che batta ogni record il prossimo della serie in uscita a
luglio, The Remnant ("Colui che rimane") edito da Christian
Tyndale House Publishers (per la prima volta nella storia dell'editoria
americana, l'anno scorso i libri più venduti in assoluto nelle due categorie,
narrativa e non narrativa, sono stati ambedue evangelici). Il titolo del libro
parla dei 144.000 ebrei che, secondo molti evangelisti, si convertiranno al
cristianesimo per annunciare il Secondo Avvento. LaHaye e altri suoi
correligionari credono infatti che la Bibbia abbia predetto la persecuzione
storica degli ebrei, la creazione del moderno stato d Israele nel 1948, la loro
futura sofferenza sotto il regno dell'Anticristo e infine la conversione dei
144.000 "ebrei evangelisti". Pare che queste credenze non siano
ritenute antisemite solo perché auspicano che gli ebrei siano convertiti, ma
non perseguitati.
Va anche detto che la stampa americana periodicamente ritira fuori l'interesse
degli editori per i filoni fondamentalisti. Nel 1982 una copertina dell'Atlantic
Monthly, questa primavera un lungo articolo del New York Times (Nyt)
che mette in guarda dai troppo facili entusiasmi. Pare infatti che gli
appassionati di libri evangelici siano molto diffidenti verso le grandi case
editrici laiche. Per esempio non compreranno mai libri biblici da un editore che
ha pubblicato anche la biografia di Madonna. Non per niente sono bigotti. Per
misurare il livello di paranoia, basti pensare che l'editore Scholastic è
boicottato dai fondamentalisti perché ha pubblicato la serie di Harry Potter la
cui giocosa stregoneria è seriamente sospettata di satanismo, come sostiene il
libro evangelico, assai popolare Harry Potter and the Bible: the Menace
Behind the Magic, di Richard Abanes.
Certo, almeno su come trarre guadagni dalla credulità popolare noi non abbiamo
niente da imparare dagli Stati uniti. Ne abbiamo avuto un fulgido esempio
domenica con la santificazione di padre Pio di Pietrelcina, il cui culto
costituisce una delle poche attività imprenditoriali italiane in crescita:
d'altronde ci vorrebbe un miracolo per sanare la Fiat o far vincere la nazionale
di calcio; e infatti l'allenatore Giovanni Trapattoni si affida a bottigliette
d'acqua santa. E poi, noi non faremo mai le gaffe che commettono gli editori
americani - i quali nei libri raffigurano gli angeli come puttini paffuti,
quando per gli integralisti cristiani gli angeli sono nerboruti guardiani del
Signore; o nei party per il lancio dei libri offrono drinks a indignati e astemi
evangelisti. Per fortuna, noi abbiamo la lungimiranza di creare la nostra
industria del santino intorno a una figura, quella di padre Pio, per niente
paffuta, per niente astemia, ma tutta intrisa di una sua sanguigna, contadina
astuzia.
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