 |
 |
 |
|
Stefano Benni: Mi chiedo
|
|
Tratto da “il manifesto”, 20 marzo 2004
|
 |
Mi chiedo se non sarebbe corretto cambiare la definizione di
"pacifisti" in "la maggioranza dei cittadini italiani contrari
alla guerra". Mi chiedo, se è sensato e utile manifestare per la pace e
penso, se il potere ogni volta ha un attacco isterico, allora deve essere anche
più sensato e utile di quanto speravamo.
Mi chiedo se dopo che è stato dimostrato che l'Iraq non possedeva armi di
sterminio, è più vile ritirarsi o è più vile accettare ogni menzogna e
veleno di questa guerra.
Mi chiedo, se l'occupazione doveva riportare la pace in Iraq, perché si
continua a morire più che in guerra. Se ciò è inevitabile, è frutto di
incompetenza militare o è in parte pianificato.
Se l'Onu vuole esistere o continuare a lamentarsi che non esiste.
Se quello che dice il Papa sono gaffes.
Se tra i favorevoli alla guerra quanti sono onesti e convinti, quanti stanno
soltanto dalla parte del più forte e quanti antimericani in più ci sarebbero
stati se Saddam avesse vinto e fosse diventato il primo petroliere mondiale.
Mi chiedo perché c'è chi diventa pacifista solo quando sa che c'è la
televisione a riprendere.
Mi chiedo se quelli che tirano sempre in ballo Hitler è perché temono un suo
ritorno o perché rimpiangono i suoi metodi.
Mi chiedo se c'è già un rapporto sulle armi di sterminio di Prodi.
Mi chiedo perché Berlusconi non è ancora andato a Nassiriya e poi me lo
spiego. Uno, che coraggio pretendete da uno che ha paura anche di affrontare
Fassino? Due, sta aspettando la settimana prima delle elezioni. Tre, il caldo
scioglie il fard.
Mi chiedo dove sono finiti Saddam Hussein, Osama e il mullah Omar e se sono già
cominciati i provini per il nuovo Satana.
Mi chiedo dove trova tutti questi soldi Al Qaeda se ogni conto era stato
bloccato, e come mai si fermano gli aerei per un passeggero sospetto e non si
riesce a intercettare un solo carico di armi.
Mi chiedo perché è più facile trovare una tonnellata di esplosivo che un
carciofo a buon prezzo.
Mi chiedo se quelli che ti dicono sottovoce che comunque una bomba sui treni a
Madrid è un bel colpo contro l'America sono stupidi, sanguinari o ignoranti in
geografia.
Mi chiedo quanti strateghi televisivi giocherebbero entusiasticamente coi
soldatini e il plastico, se in studio ci fossero i parenti dei soldati.
Mi chiedo se quando andrò a votare, voterò per il nuovo parlamento o per un
rinnovo di consiglio aziendale.
Se dopo il voto resterò un cittadino sia nella maggioranza sia nella minoranza.
Se adesso che la Fininvest si è salvata dai debiti scenderanno in campo anche
la Tim, la Fiat e il campionato di calcio. Il Bingo sappiamo già che si
presenterà.
Se un premier che ha mandato Previti a corrompere i giudici tra tre anni deve
ripresentarsi alle urne o al commissariato.
Se un premier che controlla il novanta per cento dell'informazione strilla
contro il restante dieci per cento, che bella opinione ha della verità delle
sue idee.
Mi chiedo se la sinistra istituzionale comincerà a chiamare le cose col suo
nome una settimana prima delle elezioni, oppure la settimana dopo, o mai.
Se non si parla più delle Pidue perché ormai è tutta al governo o perché non
è più di moda.
Mi chiedo, avendo quasi cento parlamentari la fedina penale sporca, se non
sarebbe meglio sostituire l'obsoleto termine di onorevole col moderno termine di
riciclabile. Il riciclabile Dell'Utri, parlando con il riciclabile Pomicino.
Mi chiedo perché la sinistra non ha il coraggio di togliere dalla liste persone
che hanno la fedina penale sporca. Mi chiedo perché nessuno parla delle
tangenti di Tanzi.
Mi chiedo a chi serve pensare che la magistratura è un monolito e non un
istituzione complessa e contradditoria, fatta di toghe rosse, subumani
antropologicamente inferiori, collusi con la mafia, corrotti , piduisti, e
uomini onesti che rischiano la vita.
Mi chiedo perché ogni giorno qualcuno mi dice che Sofri sta per uscire, e Sofri
è sempre dentro.
Mi chiedo perché i banchieri hanno problemi cardiaci al momento dell'arresto e
gli extracomunitari mai.
Mi chiedo perché dopo cinquant'anni di stragi senza un colpevole né sinistra
né destra vogliono aprire i dossier segreti. Se è perché ci ritengono poco
maturi o troppo maturi per giudicare.
Mi chiedo quando vado in banca se sto consegnando i miei risparmi a una grande
mamma premurosa o sto finanziando qualche bancarottiere.
Mi chiedo se di questi tempi ha senso parlare di cultura e rispondo sì, perché
questo governo ha una paura fottuta di ogni forma di intelligenza.
Mi chiedo se Goebbles avrebbe detto "quando sento la parola cultura metto
mano al telecomando".
Mi chiedo perché nessuno dice che la televisione sta perdendo ascolto e i libri
e le biblioteche resistono benissimo.
Mi chiedo perché siamo l'unica televisione in Europa che non ha una vera
trasmissione per i libri.
Mi chiedo: se Vespa è il primo piano, chissà che schifo è il pianterreno.
Mi chiedo se è Baget Bozzo ad aver ispirato Jabba di Guerre Stellari, o
viceversa.
Mi chiedo come fanno i ragazzi a essere se stessi se la riforma scolastica gli
viene presentata da due cyborg liftati, patinati e cotonati come Silvio e
Letizia.
Mi chiedo se la società Autostrade dà un Viacard per due mesi agli
automobilisti rimasti bloccati per ore nella neve, se li sta prendendo per il
culo o sta cercando di dargli il colpo di grazia.
Mi chiedo se faranno prima il ponte di Messina o la bretella di Mestre.
Mi chiedo quando rifaranno un cellulare che serve solo per telefonare.
Mi chiedo se i cortei per la pace sono più veloci o io sono diventato più
vecchio.
Mi chiedo cosa avrebbe scritto oggi Luigi Pintor.
Mi chiedo quanto continueremo a definire anomalo un clima ormai normalmente
disastroso.
Mi chiedo se un documento di settecento grandi scienziati che prevede il
collasso della terra entro cinquant'anni è meno importante di una pieno di
benzina.
Mi chiedo se dobbiamo clonare gli uomini o migliorare i prototipi.
Se non sarebbe meglio ammettere che non esiste un Dio ma tante idee di Dio, non
un terrorismo ma cento terrorismi, e che ogni guerra è diversa dall'altra, ma
abbiamo un mondo solo.
Mi chiedo se il decimo pianeta recentemente scoperto, non sia quello pronto a
sostituirci.
|
|
|
 |
|