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Marco D'Eramo: La lunga marcia a destra di dio
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Tratto da “il manifesto”, 10 novembre 2004
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Da banda di bigotti ultrareazionari, la destra conservatrice è diventata
egemonica, nel senso gramsciano, nella società americana. Il segnale più
chiaro di questa vera e propria controrivoluzione è la contrizione in cui sono
piombati i leader del partito democratico per non essere stati abbastanza
religiosi, abbastanza "all'ascolto dell'anima profonda dell'America"
nella campagna elettorale. E poiché gli Stati uniti sono egemonici sul resto
del mondo, non mancherà molto prima che la sinistra italiana si strappi i
capelli per non aver fatto abbastanza pellegrinaggi al santuario di Padre Pio e
per non aver regalato abbastanza detrazioni fiscali ai miliardari. Ancora nel
1964 le idee ultrareazionarie professate oggi da George W. Bush furono
massicciamente sconfessate dall'elettorato americano quando a brandirle era
Barry Goldwater, sconfitto da Lyndon Johnson col 61% dei voti. Come è successo
che in 40 anni quello che appariva all'opinione pubblica Usa un insopportabile
estremismo reazionario sia diventato senso comune della maggioranza dei votanti,
se non dei cittadini? Nel 1964 scriveva John Kenneth Galbraith che "quasi
tutti si definiscono liberal". Quaranta anni dopo la parola liberal
è diventata addirittura un'ingiuria e si dice che John Kerry ha perso perché
troppo liberal. Oggi la discussione non è tra "più stato" o
"meno stato", ma fra "meno stato" e "niente
stato". Sta diventando senso comune che la sanità debba essere
privatizzata, che le pensioni siano private e che privata sia la scuola. Ora,
questa "rivoluzione conservatrice" (così fu chiamata quella che
maturò nella repubblica di Weimar negli anni `20 del '900) non è avvenuta per
caso, ma è stata concepita a tavolino, come una strategia bellica decisa dallo
stato maggiore.
Nel 1970 il giudice della Corte suprema Lewis Powell scrisse alla Camera
nazionale di Commercio un memorandum profetico, in cui sosteneva che a causa
della guerra del Vietnam i migliori studenti statunitensi stavano diventando
anticapitalisti e che bisognava fare qualcosa per contrare questa tendenza.
Powell proponeva che i ricchi conservatori finanziassero, dentro e fuori le
università, istituti in cui intellettuali potessero scrivere libri da una
prospettiva conservatrice. Il suo appello fu raccolto da un pugno di famiglie
ricchissime e di fondazioni che decisero di finanziare a lungo termine la
promozione, a livello di élite e di massa, di una cultura e di un pensiero
ultraliberista e tradizionalista. A differenza delle grande famiglie
capitalistiche italiane che finanziano squadre di calcio come Juventus e Milan,
negli Usa in 30 anni un nucleo di capitalisti ha sborsato miliardi di dollari
per, direbbe Antonio Gramsci, "conquistare l'egemonia".
Sono otto le famiglie che hanno plasmato l'odierna cultura politica americana:
la famiglia Bradley, quella Mellon Scaife, gli Smith Richardson, i Coors, gli
Olin, i McKenna, gli Earhart e i Koch.
La più ricca delle fondazioni (nel 2001 disponeva di 584 milioni di dollari) è
la Lynde e Harry Bradley (i due fratelli fondatori dell'omonima compagnia di
componentistica elettrica industriale), fondata nel 1943, ma divenuta
potentissima solo nel 1985 perché i Bradley vi versarono buona parte dei
proventi ricavati dalla vendita dell'azienda di famiglia alla Rockwell. Seconda
in ordine di ricchezza viene la fondazione della famiglia Smith Richardson (494
milioni di dollari) quella del Vix Vaporub. Segue la famiglia Mellon Scaife le
cui quattro fondazioni (Scaife Family, Sarah Scaife, Carthage, e Allegheny)
ammontavano nel 2001 a 478,4 milioni di dollari: i Mellon sono banchieri,
petrolieri (proprietari della Gulf), azionisti di maggioranza dell'Alcoa
(alluminio), potenti nell'uranio. La fondazione assunse la sua aggressiva
connotazione di destra quando a presiedere le fortune della famiglia fu Richard
Mellon Scaife che, secondo un articolo del Wall Street Journal è
"nientemeno che l'arcangelo finanziario del movimento intellettuale
conservatore". Nel corso degli anni Richard Scaife ha finanziato figure
come Barry Goldwater, Richard Nixon, e Newt Gringrich (che negli anni `90 guidò
la svolta a destra repubblicana): Gringrich stesso definisce Scaife come una
delle persone "che hanno davvero creato il moderno conservatorismo".
Dal 1873 la famiglia Coors produce in Colorado quella che secondo l'attore Paul
Newman è "la migliore birra americana" (sia consentito dissentire),
ma dalle sue casse scorre anche un fiume di denaro che da 30 anni irriga
l'estrema destra: la Fondazione Aldolf Coors fu fondata nel 1975 e nel 1993 fu
affiancata dalla fondazione Castle Rock (una marca della Coors, assets
per 50 milioni di dollari). Ecco come suonava il necrologio di Joe Coors:
"Fu la sua fede in principi conservatori di stato limitato e di libertà
economica che lo portò, a partire dagli anni `60, a sostenere un politico
californiano di nome Ronald Reagan. Per tutti gli anni `70 Reagan visitò spesso
la casa di Joe, finendo per discutere per lo più in cucina (kitchen).
Quando Reagan fu eletto, Joe divenne membro del suo Kitchen Cabinet. Il
suo contributo più importante fu nell'area della difesa strategica missilistica
(le cosiddette 'guerre stellari', ndr). Come Reagan, Joe Coors conosceva
da tempo il fisico nucleare Edward Teller che sottolineava la vulnerabilità
americana in caso di attacco nucleare. Quando Reagan entrò alla casa bianca,
Joe fece parte di un piccolo gruppo riunito da Teller che si chiamava High
Frontier (alta frontiera)".
Altra grande fondazione è la John M. Olin, dal nome dell'industria di famiglia,
che è cresciuta moltissimo nelgi ultimi 20 anni e ora ha risorse per 71 milioni
di dollari. Il direttore esecutivo della Olin Foundation, James Piereson ha
detto: "Noi abbiamo investito al vertice della società, nei think tanks
di Washington e nelle migliori università per avere il massimo impatto
possibile perché questi sono i posti più influenti". La famiglia Olin
cerca di dissuadere gli altri capitalisti americani dal finanziare le
università liberal, perché così "finanziano la propria
distruzione". "Perché il padronato dovrebbe finanziare intellettuali
di sinistra e istituzioni che sposano proprio le cause contrarie a quelle in cui
crediamo?"
I fratelli Dave e Charles Koch sono altre due stelle di prima grandezza nel
firmamento reazionario: possiedono le Industrie Koch, un'azienda petrolifera, di
gas naturale e di gestione del territorio che è la seconda più grande
compagnia americana a proprietà familiare. A differenza delle altre fondazioni
che finanziano un largo arco di iniziative su una varietà di temi, le tre
fondazioni della famiglia (Charles G. Koch, David H. Koch and Claude R. Lambe
Charitable Foundations, assets per 68 milioni di dollari) si concentrano
esclusivamente sulla promozione del libero mercato. "Il mio scopo
principale, disse David Koch, è minimizzare il ruolo dello stato e massimizzare
il ruolo dell'economia privata e della libertà personale".
Ma oltre a queste grandi famiglie ci sono numerosi altri mecenati delle cause
reazionarie, come la fondazione J. M (25 milioni di dollari), il Rockwell
International Corporation Trust e il Ford Motor. E altri industriali e banchieri
hanno contribuito alle cause della destra religiosa: per esempio la famiglia
DeVos, cofondatori del circuito di distribuzione Amway (che fattura più di 5
miliardi di dollari l'anno), regalò nel 1994 2,5 milioni di dollari ai
repubblicani per costruire uno studio televisivo per produrre un programma di
partito, e in genere finanzia tutta una serie di fondazioni e istituti
dell'estrema destra: la Free Congress Foundation, la Federalist Society for Law
and Public Policy Studies, il National Legal Center, e il Council for National
Policy.
In Michigan, Tom Monaghan, fondatore e amministratore delegato della Domino's
Pizza ha versato lauti contributi a gruppi antiabortisti come Operation Rescue e
il Committee to End State-Funded Abortions in Michigan. Nel 1987 creò la
Domino's Foundatio per finanziare organizzazioni cattoliche di estrema. Monaghan
è anche fondatore di Legatus, un gruppo di dirigenti d'impresa cattolici.
A Washington, la stampa ha definito Robert Krieble come "il nonno che dà
le caramelle alla destra". I seminari che organizza sono trasmessi in tutto
il paese via satellite e gli oratori includono Paul Weyrich, presidente della
Free Congress Association, Tanya Metaska, lobbista per l'associazione dei
costruttori di armi, la National Rifle Association e R. Marc Nuttle,
vicepresidente per le questioni politiche della National Federation of
Independent Business, Inc., che nel 188 fu manager di campagna elettorale per
l'ultraconservatore Pat Robertson.
Il ritratto che ne emerge è quello di un padronato che crede fermamente nella
lotta di classe e che ha una forte coscienza di classe. Solo negli anni `90
queste fondazioni hanno profuso più di un miliardo di dollari nella macchina da
guerra ideologica dell'estrema destra e dei conservatori cristiani: come si sa
le vie del signore sono infinite. Il modo in cui è stata spesa questa montagna
di denaro è il tema della prossima puntata di quest'inchiesta, ma per capire il
modo di procedere delle fondazioni ecco, come assaggio, un esempio minuscolo
della Bradley: tra le altre iniziative finanziate, la fondazione ha lanciato una
casa edistrice conservatrice, Encounter Books, diretta da Peter Collier e ha
finanziato cosiddetti "esperti in razzismo", in realtà fomentatori di
idee razziste come Dinesh D'Souza (autore di The End of Racism) e Charles
Murray che in The Bell Curve sostiene che l'intelligenza dipende dalla
razza e che quindi i neri sono meno intelligenti dei bianchi. In Losing
Ground Murray argomenta la necessità di abolire tutti i programmi sociali.
Murray scriveva questi libri lavorando nel centro di ricerca conservatore
Manhattan Institute a cui la fondazione Bradley versò in quegli anni più di un
milione di dollari. A Murray andarono dal 1986 al 1989 90.000 dollari l'anno
della Bradley. Ma la posizione di Losing Ground era così estrema che
perfino il Manhattan Institute gli chiese di dimettersi. La fondazione Bradley
però appoggiò Murray e gli aumentò la borsa di studio a 163.000 dollari.
Tutti i dettagli, per quanto piccoli vengono considerati nevralgici per le
fondazioni conservatrici: quando il giudice nero di estrema destra Clarence
Thomas fu candidato dai repubblicani a entrare nella Corte suprema e Anita Hill
lo accusò di molestie sessuali, la fondazione Bradley finanziò con 11.850
dollari David Brook perché scrivesse un libro, The Real Anita Hill: The
Untold Story in cui screditava la versione della donna. Anche così si
conquista l'egemonia.
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