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Alberto Arbasino: Le divinità dimenticate del nostro quotidiano
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Tratto da "la Repubblica" del 24 luglio 2002
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Anche le più vaste e impegnative prediche delle nostre massime autorità
religiose appaiono tutte intente a riaffermare le indicazioni della Bibbia, e a
raccomandare la convivenza con l´Islam. Un impegnativo programma. Però
rimuovono ogni accenno a un dato reale: la perfetta coesistenza quotidiana e
millenaria fra divinità cattoliche e pagane, su tutto il nostro territorio.
Uno dei rari fatti fondamentali e positivi, per tutti noi.
Altro che le solite divisioni strumentali fra cattolici e laici di
rappresentanza e di immagine: mentre chiunque sa e vede bene che siamo quasi
tutti osservanti o miscredenti a seconda delle ore del giorno e delle
circostanze della vita. Fra il pubblico e il privato, dal battesimo coi nonni
alle ultime parole famose. Così come siamo contemporaneamente italiani e
antitaliani, del resto. È la nostra famosa "identità nazionale",
signore mie. Con una inveterata e sincera vocazione e assuefazione alle
mediazioni e ai compromessi di posizione e di comando.
Ma nel caso dei culti pagani, la ferocia cristiana attraverso i secoli fu sempre
più furibonda che le ostilità contro i "perfidi giudei" o i
"cani infedeli". Distruzioni, massacri, iconoclastie, profanazioni di
tombe. Contro una religione, oltre tutto, puramente spirituale. Fatta solo di
miti e di simboli. Priva di organizzazioni o di eserciti, di gerarchie
istituzionali, bracci secolari, autorità terrene, comunità che dicono la loro.
E certamente i dotti stranieri hanno parlato spesso di rinascita del pensiero
antico e della trasmigrazione delle immagini mitiche sopravviventi. Però Giove
e Giunone e Venere e Marte e Minerva e Diana e Apollo (con le sue Muse) e
Nettuno e Bacco ed Esculapio e Mercurio e Cupido e il resto della grande troupe
classica hanno sempre vissuto e lottato qui insieme a noi. E in ottima
posizione, in tutti i "luoghi della memoria" (come i Musei), in
compagnia di Gesù e della Madonna e di tutti gli Angeli e i Santi della serie
cristiana, nonché di Sansone e Dalila, Abramo, Davide, Giuditta, Susanna,
Salomone, Salomè... E in certi casi (Venere-Afrodite, Eros-Cupido) appaiono
insostituibili, perché non si sono presentate divinità così specifiche.
Quindi, tutto OK per noi adesso: Mosè con Maometto con le Tre Grazie con
Buddha, senza pregiudizi monoculturali. Siamo italiani e cattolici vaccinati a
tutto: trasversali e di confine. E si continua a vivere tra Ninfe, Sirene,
Amorini e Satiri, benché figure non riconosciute dalle autorità ufficiali. E
dunque trattate come "sans papiers", anche se sono nate e vissute sul
territorio; e le frequentiamo ogni giorno, con i beati e i martiri. Senza
pregiudizi né intolleranze…
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