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| Dottor Stradamore. Intervista a Gino Strada
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| di Valentina Agostinis, tratta da “Carnet”, settembre 2002 |
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Leggi l'intervista a "Carnet"
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Gafur ha circa trent’anni, barba folta e nerissima, un frammento metallico
l’ha trapassato da destra a sinistra e sta perdendo molto sangue. L’operazione,
necessaria quanto disperata, non lo salverà. Chi è Gafur? "Un civile? Un
talebano? Un terrorista? Un mujaheddin? Soltanto un uomo. E la prima vittima
nella Kabul ‘liberata’ dai Talebani, il 13 novembre 2001". E’ con
questo episodio che Gino Strada ha voluto iniziare il racconto del periodo
vissuto in Afghanistan, all’indomani dell’attacco terroristico alle Torri
Gemelle. Buskashì è un diario minuzioso, appassionato, che svela non
solo fatti e circostanze vissute da Strada durante l’incredibile viaggio
compiuto con ogni mezzo possibile, aereo, cavallo, jeep, dal Pakistan verso il
Panshir, e poi fino a Kabul, dove l’ospedale di Emergency (chiuso da mesi in
seguito all’irruzione della polizia religiosa dei talebani) lo attende, ma
anche gli stati d’animo che lo hanno accompagnato, felicità e sgomento,
rabbia e dolore. A tre anni dall’uscita di Pappagalli verdi, (200 mila
copie vendute, 17 ristampe solo nell’edizione economica) Strada ripropone, la
sua testimonianza di medico di frontiera, che sceglie sempre di arrivare nei
posti da cui tutti fuggono.
Alle domande di Carnet ha risposto via e-mail, da una Kabul dove la rinascita è
ancora lontana. |
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