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Viaggio nel simbolo ma svuotato di senso. L’Allegro occidentale di Francesco Piccolo
di Patrizia Danzè, tratta da “Stilos”, 10 febbraio 2004
“La globalizzazione ha svuotato il viaggio di senso, anche se una delle positività del mondo globale è di aver reso paritaria la condizione stessa di viaggiare. Insomma non è più possibile il viaggio alla Chatwin, perche c'è ingolfamento anche dei grandi viaggiatori che si ritrovano negli stessi posti e in grandi solitudini. Sembra che il peso del viaggio si stia spostando dall'esperienza allo sguardo, l'esperienza sta, cioè, per essere sorpassata dal voyeurismo, ma questo è insufficiente rispetto all'esperienza delle cose. Mister Piccolo tenta disperatamente di andare oltre ma non vi riesce e allora si cala nella contraddizione, l'unico modo per dimenticarla. E allora il mito dell'altrove va ridimensionato a favore di una sensatezza del qui. Tanto è vero che l'esperienza più profonda e intensa di Mister Piccolo è quando affronta a Roma il viaggio verso l'Aurelia, dall'altra parte della città.”