Dopo
Il pensiero poetante (uscito nel 1980 e più volte ristampato) Antonio Prete torna a Leopardi, mai di fatto abbandonato, con un nuovo saggio. Lo scopo è quello di liberare il poeta da categorie scolastiche e semplicistiche che per molto tempo ne hanno avvilito il pensiero impedendo di accostarvisi in modo libero, interrogativo e appassionato. La prima formula ad essere messa in discussione è quella del pessimismo, seguita a ruota da quella che si ostina a vedere nel suo percorso poetico e intellettuale un passaggio dalla natura benigna alla natura matrigna. Nello smontare dunque queste e altre costruzioni superficiali, che non danno ragione della complessità dell'universo leopardiano, viene posta in primo piano la definizione del pensiero di Leopardi come pensiero della finitudine. Un pensiero, cioè, fondato sul sapere della morte e del limite, ma che trova nella domanda sull'infinito la sua vera odissea. Nel cuore della finitudine prende campo, e ritmo, e rappresentazione, l'azzardo di un infinito impossibile da esplorare e impossibile da trattenere nel linguaggio: è questo il germe silenzioso e avventuroso da cui nasce il suo "pensiero poetante". A partire da qui viene approfondito e ricomposto il tema della leggerezza ("riso della scrittura", nesso tra poesia e vita, tra desiderio e linguaggio) alla ricerca di quei campi di discorso che attraversano tutta l'opera leopardiana, dallo
Zibaldone alle
Operette morali ai
Canti ai
Pensieri ai lavori di traduzione: la natura, l'amore, il notturno, il mito.
Dalla riflessione sulla natura si ricostruisce l'intero variabilissimo ventaglio di posizioni, il suo intrecciarsi con il tema del dolore e del male. Del discorso amoroso si osserva il nesso tra la meditazione sull'amore e la scrittura poetica: l'indagine sul pensiero si trasmuta così in esegesi dei versi famosi dedicati dal poeta al sentire amoroso. Così, anche l'elemento del notturno (la luna, la lontananza, la ricordanza) e il rapporto con il mito e le "favole antiche" vengono analizzati come figure concettuali e insieme come elementi del linguaggio poetico. L'indagine su Leopardi traduttore e teorico della traduzione, infine, è la prima ricerca rigorosa e completa su un aspetto fondamentale e ancora poco studiato del suo percorso: nell'avventura della traduzione e della filologia profonda si ritrova la radice della sua poesia.