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9 febbraio 2012
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copertina
Il re del mondo
Con fotografie in bianco e nero

Traduzione: Valeria  Galassi
Collana: Serie Bianca
Pagine: 400
Prezzo: Euro 16,53
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In breve
La storia di uno dei più grandi pugili di ogni tempo, Cassius Clay (che cambierà poi il suo nome in Muhammad Ali'), un atleta che divenne il volto più noto dell'intero pianeta, ma anche uno specchio della sua epoca, una figura dinamica nel corso delle battaglie culturali e razziali. Il libro ne fa una sorta di icona di tutto l'immaginario collettivo degli anni sessanta, attorno a cui ruotano gli avvenimenti principali e le altre figure cardine di quegli anni, da Malcolm X a J.F.Kennedy.
Il libro
C'è un'immagine che il mondo non potrà dimenticare: Muhammad Ali che percorre con la torcia olimpica in mano l'ultimo chilometro, prima di dare avvio alla cerimonia inaugurale dei giochi di Atlanta del 1996. E' l'immagine di un uomo minato nel corpo, che non riesce a celare i segni della malattia, ma che generosamente si espone per celebrare l'ideale più alto dello sport. Una nemesi terribile per uno degli atleti più agili del pianeta, vero e proprio Fred Astaire del pugilato... Cassius Clay-Muhammad Ali ha dominato per più di un decennio la scena mondiale dei pesi massimi e ha emblematicamente incarnato le aspirazioni e le tensioni più aspre dell'America degli anni sessanta. Amico di Malcolm X e aderente all'organizzazione dei Musulmani neri, Muhammad Ali esplode sulla ribalta politica internazionale quando clamorosamente rifiuta di partire per la guerra del Vietnam, anche a costo di venire incarcerato per tre anni e di perdere la corona dei pesi massimi. Questa scelta etico-politica lo trasforma in un personaggio leggendario, nell'eroe del "Black Power" e di tutti coloro che nel mondo subiscono l'aggressiva politica degli Usa. Ma negli anni successivi, Muhammad Ali diventerà un eroe di tutti, l'ultimo simbolo del grande sogno americano. "David Remnick costruisce una prosa che somiglia allo stesso Muhammad Ali: astuta, anfetaminica, irresistibile. Una maestria che diventa arte." Toni Morrison
Approfondimento
Esistevano già delle figure mitiche nello sport americano (come per esempio Joe DiMaggio), ma quando irruppe sulla scena sportiva Cassius Clay, proveniente dalla natia Louisville negli anni cinquanta, nulla fu più come prima: cambiò il mondo della boxe e dello sport in generale, ma per certi versi influenzò anche il mondo intero. Nel periodo in cui assunse la sua nuova identità di Muhammad Alì, divenne il volto più noto dell'intero pianeta. Alì è stato un atleta di un'eleganza trascendente, un anfitrione straordinario, un vero e proprio Fred Astaire dei pesi massimi, una sorta di rapper ante litteram, per la velocità delle sue battute, prima ancora che nascesse il rap. Al contempo, è stato uno specchio della sua epoca, una figura dinamica nel corso delle battaglie culturali e razziali degli anni sessanta. Cassius Clay nasce nel più profondo sud degli Stati Uniti, in un clima segnato dalla violenta applicazione delle leggi segregazioniste nei confronti della popolazione afroamericana, e in un periodo in cui i pugili erano assoggettati alla mafia del pugilato. Ma fin dall'inizio, Cassius Clay si ribellò senza paura alla discriminazione razziale e alla mano, vellutata ma ferma, della mafia pugilistica. Inoltre con il passare del tempo, le posizioni politiche divennero sempre più chiare agli occhi di Clay che dapprima aderirà all'organizzazione dei musulmani neri, la stessa di Malcolm X, e in seguito, coerentemente con i dettami morali del suo gruppo politico, rifiuterà di prestare il servizio militare nella guerra del Vietnam, perdendo così d'ufficio la corona di campione del mondo e venendo imprigionato nelle patrie galere.
Il libro presenta alcune figure cardine degli anni sessanta (Malcolm X, Elijad Muhammad, John F. Kennedy) e i suoi avvenimenti principali (il movimento per i diritti civili, gli assassinii politici, la guerra in Vietnam) orchestrandoli in un tutto unitario con le vicende, più di carattere sportivo, di Cassius Clay. Il pugile americano assume un ruolo chiave nella narrazione di Remnick per il suo essere figura-ponte di tutto l'immaginario collettivo degli anni sessanta.



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