|
In breve C’è la storia della filosofia e c’è il pensiero, che è perlopiù un inquieto viandante. Questo libro dà retta al viandante e scopre luoghi che un manuale rischia di non farvi vedere mai. Come la vita, anche il pensiero è fatto di incontri. Eccoli. Tanti. Raccontati con amore e senso dello humour.
|
|
Approfondimento Cos’è l’Io, cos’è la verità, cos’è la libertà, cos’è il tempo, cos’è il linguaggio? Queste le domande irrinunciabili. Ma sono forse irrinunciabili domande come: cos’è l’amore, cos’è il lavoro, cos’è il gioco, cos’è il riso, cos’è la guerra? Naturalmente no. Il bello del libro di Moser è che sia le une sia le altre sono allacciate da episodi che hanno a che fare con l’esperienza quotidiana delle cose, degli affetti, delle relazioni. L’autore cita amici che si consumano d’amore, la cugina Gaby e la zia Waltraud, i film di James Bond e i videogame. C’è un amore per le forme del pensare che non teme la semplicità ed è disposto a misurare i grandi temi con le piccole avventure dell’esistere. Per esempio: la libertà. Dice Moser che spesso la confondiamo con il "tempo libero". Banale ma verissimo. Ed ecco allora che, a fronte dell’assenza di impegni giustamente rivendicata dal "tempo libero", emerge alto lo scopo innervato nel concetto di libertà. Moser sente il morso del pensiero, l’illuminazione di chi prova a capire, la dolcezza di scoprire la trasparenza dei significati. E la lettura corre come su una strada che si apre su altre strade e, mentre si moltiplicano le direzioni, aumenta sempre più la voglia di andare.
Un tentativo riuscito di guadagnare nuove simpatie alla disciplina filosofica. Senza una nota a piè di pagina, ma con un prezioso consiglio di lettura alla fine di ogni capitolo.
|