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In breve Un manifesto politico che sottolinea la possibilità, offerta dallo sviluppo delle reti, di sfruttare l'intelligenza collettiva per rendere effettiva la democrazia, intesa come partecipazione diretta dei singoli. Un classico della riflessione sulla tecnologia.
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Il libro
Le autostrade informatiche, il multimedia, le realtà virtuali e l'introduzione dell'informatica configurano, nell'originale interpretazione di Lévy, uno straordinario mutamento di paradigma e l'apertura di un nuovo spazio antropologico, che coincide con la messa in comune dell'immaginazione e delle conoscenze presenti nella società. Viene teorizzata la possibilità di soggetti collettivi di enunciazione, il costituirsi di veri e propri intellettuali collettivi, che attraverso un continuo scambio di saperi e un processo ininterrotto di mediazione e di ridefinizione di valori, approdano a forme di "democrazia in tempo reale". Le nuove tecnologie informatiche consentono la messa in relazione di soggetti nomadi, le cui conoscenze non sono più definite da contesti accademici, ma derivano dalla somma delle più diverse esperienze individuali, le quali formano la materia prima per nuovi prototipi mentali, adeguati alla nuova fase della civilizzazione umana. Accanto a un'economia delle qualità umane, Lévy tratteggia un'etica dell'ospitalità e un'estetica dell'invenzione, e situa l'intero progetto dell'intelligenza collettiva in una prospettiva antropologica di ampio respiro, che dà luogo a un'illuminante rilettura dell'intero tragitto della civilizzazione umana. |