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Un classico della storia delle religioni e dell’antropologia. I
quattro saggi che compongono la raccolta (l’ultima a essere curata
personalmente da De Martino) sono dedicati a questioni tuttora attuali
(religione, diversità culturale, violenza collettiva) e si prestano in modo
efficace a illuminare il pensiero del maggior etnologo italiano.
Il libro
Ernesto De Martino è internazionalmente riconosciuto come uno dei
protagonisti della scuola italiana di antropologia culturale. La modernità
del suo pensiero è testimoniata dai molti studiosi contemporanei che si
sono ispirati a lui o che dalle sue ricerche sono stati influenzati. Tra i
nostri autori, basti citare Carlo Tullio-Altan, Giovanni Jervis e, tra i
più giovani, Natale Losi e Paolo Apolito. Famoso per le sue ricerche sul
campo che costituirono un’eccezione in un panorama di studiosi per lo più
sedentari – come non ricordare i suoi scritti sul tarantismo? – De
Martino fu anche un teorico eccezionale. Proprio questo aspetto riserva
ancor oggi sorprese capaci di sviluppi fecondi. Di qui un ritorno di
interesse per lo studio del suo pensiero e la decisione di rendere
disponibile uno dei suoi testi teorici più interessanti.