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In breve Divertente, irriverente e acutissimo, La strada sbagliata parla al
cuore di ogni viaggiatore che si sia mai avventurato, o abbia anche solo
desiderato farlo, in un tour improvvisato sullo stile dei vecchi hippy degli
anni settanta.
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Il libro
L’autore, appassionato nostalgico della libertà degli hippy ("Sono
geloso degli hippy: gli hippy hanno avuto il meglio in fatto di musica, di
droghe e di sesso, ma soprattutto hanno avuto il meglio in materia di
viaggi") e amante dei viaggi – ma anche a corto di denaro – decide di
compiere un’impresa davvero avventurosa: tornare da Londra nella natia Sydney
viaggiando attraverso l’Europa, il Medio Oriente e l’Asia con un budget
piuttosto limitato e senza mai "prendere il volo". Nella prima tappa
Moore si sposta da Londra a Praga in autobus, poi prosegue in treno verso
Budapest e, con un’improvvisa quanto irrazionale svolta, si dirige verso la ex
Jugoslavia – in particolare verso Mostar che aveva già conosciuto nel corso
dei suoi studi di storia medievale – e l’Albania. Numerose sono le avventure
che capitano all’autore, molte esilaranti ma, anche quando sono drammatiche,
sono sempre vissute e raccontate con grande ironia e un sano gusto del
divertimento. In otto mesi, Moore attraversa l’Iran, l’Afghanistan, l’India,
la Thailandia per approdare a Singapore e infine in Australia. Romanzo on the
road con immancabile sottofondo musicale, La strada sbagliata offre
al lettore uno sguardo intelligente e curioso su mondi e realtà molto diversi
fra loro, regalando pagine di evasione e di libertà. |