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La grande storia "omerica" di Achille, di Ulisse e di
Pilar-Penelope. Uno Stefano Benni che commuove. Uno Stefano Benni che scommette
più forte sulla scrittura come "avventura" necessaria dell’immaginazione
contro l’odiosa e funesta immobilità del mondo.
Il libro
Ulisse è un giovane scrittore in crisi creativa (un tempo ha scritto un
libro ma si è fermato lì), lavora in una casa editrice sull’orlo del
collasso ed è innamorato di Pilar-Penelope, una bellissima immigrata senza
permesso di soggiorno (ma non rinuncia alla sua inveterata poligamia). Un giorno
arriva via e-mail un messaggio: "Se lei riuscisse a concepire nella sua
testa una qualsiasi definizione di normalità in nessun modo io rientrerei nella
sua definizione". Ulisse si reca all’appuntamento con Achille ("lei
ha un nome omerico come me", diceva il messaggio) che è malato e gli apre
un mondo inatteso di assurdità, vitalità e dolore. L’alleanza fra Ulisse e
Achille è una risorsa nuova, inaspettata. A vantaggio di chi? Di cosa? Che
prezzo deve pagare Pilar per la sua libertà? E Ulisse per la sua dignità? E
soprattutto Achille per la sua vita? Gli eventi scivolano rapinosi verso una
chiusa inattesa, fra commozione, rabbia e ilarità.