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Il libro
La Moda – vale a dire la mutevole forma che assume il corpo vestito – è, paradossalmente, misteriosa. Nessuno ha mai provato a cucire la sua avventura mondana al più ampio orizzonte culturale in cui si muove, al suo mistero, al suo essere, sempre e comunque, ombra sensibile del Tempo. Compreso fra artigianato e industria, fra commissione e ispirazione, fra dipendenza e indipendenza, il lavoro del sarto ha sofferto, da sempre, una sorta di esilio culturale e le conseguenze di una penosa autosvalutazione. Quirino Conti parte da qui, da questo oscuro patimento (comune anche a coloro che hanno conosciuto il successo professionale e il trionfo mondano) per riconciliare la moda all’arte e più ampiamente alla cultura, forte della consapevolezza che quello che vediamo e quello che crediamo di sapere è solo ciò che lo spettacolo della Moda ci lascia sapere e vedere. Si tratta di andare oltre questo miraggio e di ricollegare il “vestire” all’eredità del gesto con cui Dio – episodio invero poco noto della Genesi – consegna ad Adamo ed Eva due tuniche di pelle per uscire dal Paradiso. (“Gli abiti non ci appartengono, provengono infatti da un paradiso perduto.”)
Quirino Conti disegna i nessi storici che vedono la trasformazione del sarto in couturier, la bottega in atelier, il couturier in stilista, gli stilisti in fabbrica della Moda. Ricama fondamentali “considerazioni su una giacca”, divaga “sul leggero e sul pesante”, inventa categorie come “rottamatori”, “addobbatori”, “pleonastici”, “indistinguibili”, scrive pagine definitive sul “sesso della Moda” e raccoglie, come in una quadreria, ritratti memorabili di protagonisti memorabili: Balenciaga, Chanel, Saint-Laurent, Armani, Versace. E fa sentire, lungo tutto il percorso di queste “conversazioni”, come la Moda non sia altro che una continua postulazione di “modernità”, di uno stile che assomma e unifica reperti e intuizioni. La Moda è insomma ombra del Tempo. E a questa “ombra” Quirino Conti rende un tributo struggente di passione, immaginazione ed esperienza.
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Approfondimento
Hanno detto di Quirino Conti
"Un bell’esempio di coraggio premiato perché la cultura è il fulcro
della nostra identità" (Carlo Azelio Ciampi, RASS. STAMPA, Luglio
2002)
"È entrato nella memoria collettiva, grazie anche alla fantasia e all’eleganza
dei suoi costumi e delle scene"
(Walter Veltroni, RASS. STAMPA, Luglio 2002)
"Quirino Conti è il geniale stilista occulto della moda italiana,
personaggio importante della nostra cultura, aristocratico geniale maestro di
mode, il più intellettuale, il più filosofo degli stilisti, lavora per i
marchi e le firme più prestigiose senza apparire"
(Natalia Aspesi, LA REPUBBLICA)
"Voce tra le più originali della moda, eclettico stilista-scenografo,
talento tra il mondo dello spettacolo e del Pret-a-porter, s’ispira ai grandi
intellettuali, all'eleganza informale e stravagante"
(Giusi Ferré, CORRIERE DELLA SERA)
"Great men's clothes, object of desire" (Suzy Menkes, INT.
HERALD TRIBUNE)
"Guru della Moda" (Anna Piaggi, VOGUE)
"E’ il Grillo Parlante della Moda, uno dei più grandi stilisti
contemporanei, lo stilista e scenografo dei miei maggiori successi
teatrali"
(Gigi Proietti, TG1, RAI UNO)
"Nella sua moda eleganza e purezza" (NEWSWEEK)
"Stilista eclettico, inventore di termini e di trend, un vero e proprio
giocoliere della contaminazione dei generi" (PANORAMA)
"Immagine di un uomo, come si pensa sia l’artista con l’A maiuscola,
internazionale e multiculturale" (VOGUE)
"He is one of the trendiest, has a knack for capturing the trends, moods
and signals coming from society"
(W – Condé Nast)
"L’architetto, filosofo della moda" (Paola Pollo, Corriere
della Sera)
"La moda milanese contempla una dimensione più spirituale. E' quello che
fa da filo conduttore alle collezioni disegnate da Quirino Conti" (Laura
Asnaghi, LA REPUBBLICA)
"Stilista occulto per linee come Valentino, Trussardi, Krizia, per
menzionarle solo alcune" (Enrico Maria Albamonte, La Repubblica
Affari e Finanza)
"Sensibile e acuto osservatore, lo stilista occulto che collabora con
alcune tra le più prestigiose aziende. Passione è una delle parole più
usate" (Renata Molho, IL SOLE 24 ORE)
"Maitre à penser della moda, guru dello stile, punto di riferimento dei
maggiori gruppi industriali di prêt-à-porter, crea abiti per vestire la
propria intelligenza" (Antonella Amapane, LA STAMPA)
"Modelli modernissimi nella loro sofisticata semplicità" (Daniela
Fedi, IL GIORNALE)
"Stilista di grande avvenire, acuto osservatore del fashion system, ha
inventato il vestire ad arte con collezioni e abiti che hanno fatto
scalpore" (Paola Pisa, IL MESSAGGERO)
"Un intellettuale della moda, il più intellettuale degli stilisti, il
filosofo della moda" (Gianluca Lo Vetro, L’UNITÀ)
"Talento tra il mondo dello spettacolo e del pret-a-porter, mente lucida
capace di analisi affilate, uno dei pochi che sanno dare la parola alla
Moda" (AMICA)
"Architetto e stilista, scenografo di grande successo" (ANNA)
"Guru della moda, il più filosofo degli stilisti, mente creativa
"occulta", consulente artistico di alcune tra le più prestigiose case
di moda" (CHI)
"Attento studioso della moda e delle arti" (DONNA MODERNA)
"Trasforma in poesia gli abiti che disegna" (GIOIA)
"Guru degli stili, il più filosofo degli stilisti" (GRAZIA)
"Divino mondano, voce riflessiva e solitaria, il più intellettuale degli
stilisti" (IO DONNA)
"Finezza di particolari" (L’ESPRESSO)
"Nella sua moda, eleganza e purezza" (NEWSWEEK)
"Stilista eclettico, un vero e proprio giocoliere delle contaminazioni dei
generi, inventore di termini e di trend, ha anticipato il trend neo-gotico"
(PANORAMA)
"Architetto e designer, filosofo della moda, profondo conoscitore degli
intricati percorsi che intrecciano la moda all’arte, al costume" "Si
muove con agilità dall’architettura agli stili della moda" "Sobrio,
elegante, coerente" (SETTE)
"Assolutamente geniale" (SOPRATTUTTO)
" Stilista occulto del sistema moda. Si conquista definizione come
"Filosofo", originale, ecclettico, profondo osservatore dei segnali
che arrivano dal mondo rutilante del design da sfilata" (SPECCHIO).
"Una comunicazione diversa, immagini visibili e credibili" (IL
VENERDÌ).
"Poeta della bellezza stilistica, è un personaggio di grande fantasia,
capacità, inventiva e versatilità, ma anche rigore e senso pratico"
"Passione e razionalità" (AD)
"Piace ai modaioli ed agli artisti. Stilista osservatore originale dei
fenomeni della moda. Natalia Aspesi lo ha definito il più intellettuale degli
stilisti" (CAPITAL)
"Considerato il più filosofo degli stilisti, tra moda teatro e cinema la
carriera di Conti è un tourbillon di gusto e fantasia" (CLASS)
"Ha fatto del suo eclettismo rigoroso la cifra stilistica del suo
lavoro" (DONNA)
"Ha scosso il mondo della moda con creazioni molto particolari" (HARPER’S
BAZAAR)
"La sua concezione degli abiti e della moda è internazionale e
multiculturale, libera da vincoli e codici rigidi, ispirata di volta in volta
agli Amish, ai Tuareg, ai Krishna, agli Assidim, al nomadismo Gipsy" (UOMO
VOGUE)
"Immagine di un uomo, come si pensa che sia l'artista con la A maiuscola,
internazionale e multiculturale" (VOGUE ITALIA)
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