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2 settembre 2010
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copertina
Un manifesto hacker
Lavoratori immateriali di tutto il mondo unitevi!

Traduzione: Marco  Deseriis
Collana: Serie Bianca
Pagine: 184
Prezzo: Euro 11
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In breve
La “classe degli hacker” rappresenta gli interessi comuni dei nuovi sfruttati che non possiedono i mezzi di produzione dell’età digitale. Questo libro è di fatto il “manifesto” dei lavoratori legati al ciclo della conoscenza, ai lavoratori immateriali. Un libro politicamente importante.
Il libro
Negli ultimi decenni, due filoni di pensiero critico e radicale si sono spesso affiancati senza mai incrociarsi in maniera decisiva per trovare una comune sintesi. Da una parte la critica delle merci, della società dello spettacolo e della globalizzazione che ha caratterizzato il pensiero neomarxista, dall’altra la critica alla società digitale, la necessità di saperi condivisi, la democrazia dell’informazione implicita nello sviluppo di Internet che invece ha connotato il pensiero libertario e hacker. Due indirizzi di pensiero che si sono sopportati a vicenda senza mai trovare un terreno di pratica politica comune, quasi senza mai capirsi.
Il testo di McKenzie realizza per la prima volta un’importante sintesi. Il punto di partenza della sua analisi è che la società attuale è contrassegnata dalla presenza di una nuova classe, simbolicamente denominata degli hacker, composta non solamente da hacker veri e propri, geek della tastiera e maniaci del computer, ma anche da creativi e produttori di “vision” a vario titolo, in sintesi da lavoratori immateriali e da lavoratori del ciclo di produzione di merci legati alla conoscenza. Questi hacker, nel senso più ampio del termine appena descritto, si trovano a dover produrre continuamente idee che non possono essere sfruttate da loro stessi, ma necessariamente da altri, dai nuovi detentori dei mezzi di produzione che poi le trasformeranno in merci vere e proprie. Si ripropone così nell’età del capitalismo maturo e nell’età della globalizzazione la classica dialettica tra le classi che per certi versi aveva caratterizzato la nascita e lo sviluppo delle due precedenti rivoluzioni industriali. Per certi versi la classe degli hacker non appare ancora consapevole della propria forza e dell’unità di intenti che strutturalmente la connota, agendo pertanto in maniera frammentata. Si tratta di fare un salto di qualità in questa presa d’atto e di coscienza, e questo libro si pone come primo importante tentativo verso il raggiungimento di questo obiettivo.

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 Recensioni
  Web di lotta e di rivolta. Un manifesto hacker

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- Manuel Castells
- Pekka Himanen
- Jennifer Abbot
- Marc Achbar
- Joel Bakan
- Kevin D. Mitnick
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