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2 settembre 2010
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copertina
Babyji

Traduzione: Grazia  Gatti
Collana: I Canguri
Pagine: 336
Prezzo: Euro 15
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In breve
Ha sedici anni, è sessualmente curiosa, intelligente, insofferente delle convenzioni e dei limiti. Il suo nome è Anamika, ma la chiamano Babyji.
Il libro
Anamika, una studentessa di sedici anni che vive a Delhi, città mastodontica, torrida e torbida, dove le cose accadono di nascosto, dove tutto ribolle, ma lentamente, furtivamente, racconta la scoperta del sesso che vede come una forma di conquista della libertà e dell’emancipazione, un passaggio dall’adolescenza alla maturità cercato intellettualmente, basato sulle sensazioni fisiche e non sul sentimento. Ha una relazione con una donna che lei chiama India, divorziata con un figlio di sei anni; con Rani, la domestica che, picchiata dal marito, viene accolta nella sua casa e infine con Sheela, sua compagna di classe, la ragazza più bella della scuola, che “violenta” contro la sua volontà. I ritratti femminili creati dalla penna di Dawesar sono di una delicatezza commovente e di un’avvolgente passionalità. Le scene d’amore viste dall’ottica di Anamika, la sua scoperta del corpo femminile e la magia delle sensazioni tattili coinvolgono e rapiscono il lettore, che non può fare a meno di abbandonarsi all’emozione insieme alla protagonista. Ottima studentessa, amplia la sua cultura leggendo i classici inglesi e indiani, ma anche il Kamasutra e Lolita che le viene prestato dal padre del suo migliore amico, cerca di capire il mondo, la vita, i rapporti umani, la politica, le contraddizioni della società indiana, una società regolata dalle convenzioni e dalle tradizioni, che limitano i rapporti sociali e li esasperano. L’abolizione della divisione in caste ha scalfito solo la superficie di un sistema radicato da tempo immemore nel dna degli indiani, un popolo di “tassonomisti”, come li definisce Anamika, ossessionati dall’idea di classificare e ordinare persone e cose. Ma ciò che Anamika cerca è soprattutto se stessa: intensa e profonda come solo gli adolescenti tormentati sanno essere, affronta i suoi dubbi con mille domande e cerca di risolverli vivendoli. Deliziosi i passi in cui applica le formule di fisica o matematica imparate a scuola a momenti di vita reale o ai suoi sentimenti, come quando si chiede perché la società sia restia ad accettare l’ambiguità, mentre la scienza moderna non solo accetta e studia la dualità e i sistemi binari, ma misura anche l’incertezza. Mille sono le sfumature di Babyji: è brillante e intelligente, ciò che desidera lo ottiene, è ammirata e rispettata, piace molto pur non essendo bella; ma al tempo stesso è anche una ragazzina viziata, animata dal senso di onnipotenza tipico dei suoi anni. Ed è l’insieme di tutto questo che la rende un personaggio appassionatamente vero e reale. Abha Dawesar è riuscita senza dubbio a catturare i turbamenti dell’adolescenza e a coglierne l’essenza: la voglia di cambiare il mondo, la certezza di sentirsi adulti e il desiderio imperioso di essere trattati come tali, la necessità di scoprire il sesso e di trasgredire. La storia di Anamika, per quanto straordinaria, lascia spazio all’immedesimazione di ogni persona che ricordi la propria adolescenza o la stia vivendo al momento.

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