Questo libro raccoglie una serie di interventi e di riflessioni sul tema dell'ansia di uno degli psichiatri più stimati e originali attualmente impegnati nell'ambito dell'assistenza psichiatrica pubblica. Amatissimo dalle sue pazienti e adorato dai suoi lettori, Borgna usa trattare i temi psichiatrici con un doppio registro metodologico: l'esperienza clinica maturata all'interno dell'ospedale di Novara, in cui lavora, e la grande letteratura moderna (Dickinson, Kafka, Trakl, tra gli altri).
Il libro è diviso in quattro sezioni, relative ciascuna a una particolare area tematica. La prima è la parte più propriamente psichiatrica: l'ansia viene definita e circoscritta nei suoi aspetti patologici, differenziandola dalle esperienze comuni. In polemica con la psichiatria organicistica, vengono chiariti i principi orientativi ai quali Borgna si attiene.
Nella seconda parte viene trattata la dimensione clinica e psicopatologica dell'ansia: le sue diverse espressioni sintomatologiche e cliniche; la sua metamorfosi in disturbo psicosomatico; il suo ruolo nell'anoressia, nella depressione e nella psicosi.
Nella terza e nella quarta parte vengono discusse rispettivamente la dimensione esistenziale (con particolare riferimento all'adolescenza e ai vissuti di attesa e nostalgia, di solitudine e timidezza che accompagnano questa età), e la dimensione creativa (politica, letteraria, cinematografica).
In tutto il libro l'ansia viene vista come esperienza vissuta, incarnata in uomini e donne reali, che dolorosamente tentano di comunicare il proprio mondo. Pur senza disdegnare gli strumenti più tipici della psichiatria (il ricovero quando occorra, il farmaco quando necessario), è proprio su questo piano - del comune sentire umano e dell'individualità imprescindibile del paziente - che lo psichiatra dovrebbe porsi, a giudizio di Borgna, per un'efficace azione terapeutica.