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In breve Dal governo di sé del mondo greco-romano al governo degli altri dell’età del liberalismo: “La filosofia antica ci ha insegnato ad accettare la nostra morte, la filosofia moderna la morte degli altri”. Edizione stabilita da Michel Sennellart
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Il libro
I corsi tenuti da Foucault negli anni 1977-1979 sviluppano un tema di riflessione fortemente unitario, che ne giustifica la pubblicazione contemporanea. Al centro dell’indagine sono le trasformazioni delle forme di potere che a partire dal Settecento e parallelamente all’affermarsi di un’economia di mercato, portano ai governi di tipo liberale del Novecento. Nel primo dei due corsi, Foucault si propone di studiare la nascita di una forma di gestione del potere che non ha precedenti nella storia e che segna l’inizio del “governo della vita”. Il problema che si pone infatti agli albori della modernità è come governare e razionalizzare fenomeni naturali quali la salute, l’igiene, la natalità, la longevità, la “razza” delle popolazioni. È in questo secolo che si osserva l’emergere del paradigma della “sicurezza” e delle tecnologie di governo destinate a regolamentare i flussi e la mobilità delle popolazioni: cioè quel “disciplinamento della vita” che si impone come correlato indispensabile del “laissez-faire” liberista. Nel procedere del corso, il tema iniziale delle tecnologie della sicurezza lascia il campo all’indagine sulla genesi dello stato moderno e sulle procedure messe in atto in Occidente per assicurare il “governo degli uomini”. Due sono i momenti fondamentali della trasformazione: l’invenzione da parte del cristianesimo di una forma di potere totalmente estranea al mondo greco-romano, che si arroga il compito di guidare gli uomini verso la salvezza dettandone la condotta individuale; e la formazione di una “governamentalità politica” che inscrive la condotta degli individui nell’esercizio di un potere sovrano. Dalla pastorale cristiana alla ragion di stato, allo stato di polizia, secondo un cammino bifronte, insieme individualizzante e totalizzante, che consente allo stato moderno di insediarsi. Quest’analisi prepara e rende possibile la riflessione sullo statuto di libertà all’interno della governamentalità liberale che sarà l’oggetto del corso immediatamente successivo, Nascita della biopolitica. |
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Approfondimento INDICE
Avvertenza
Lezione dell’11 gennaio 1978 Prospettiva generale del corso: lo studio del biopotere – Cinque proposte sull’analisi dei meccanismi di potere – Sistema legale, meccanismi disciplinari e dispositivi di sicurezza. Due esempi: a) la punizione del furto; b) il trattamento della lebbra, della peste e del vaiolo – Caratteri generali dei dispositivi di sicurezza (I): gli spazi di sicurezza – L’esempio della città – Tre esempi di sistemazione dello spazio urbano nel XVI e XVII secolo: a) La Métropolitée di Alexandre Le Maître (1682); b) la città di Richelieu; c) Nantes.
Lezione del 18 gennaio 1978 Caratteri generali dei dispositivi di sicurezza (II): il rapporto con l’avvenimento: l’arte di governo e il trattamento dell’aleatorio – Il problema della scarsità nel XVII e XVIII secolo – Dai mercantilisti ai fisiocrati – Differenze tra dispositivo di sicurezza e meccanismo disciplinare nel modo di trattare l’avvenimento – La nuova razionalità di governo e l’emergere della “popolazione” – Conclusione sul liberalismo: la libertà come ideologia e tecnica di governo.
Lezione del 25 gennaio 1978 Caratteri generali dei dispositivi di sicurezza (III): la normalizzazione – Normazione e normalizzazione – L’esempio dell’epidemia (il vaiolo) e le campagne di inoculazione nel XVIII secolo – Comparsa di nuove nozioni: caso, rischio, pericolo, crisi – Le forme di normalizzazione nella disciplina e nei meccanismi di sicurezza – Creazione di una nuova tecnologia politica: il governo delle popolazioni – Il problema della popolazione nei mercantilisti e nei fisiocrati – La popolazione come operatore di trasformazioni nei saperi: dall’analisi delle ricchezze all’economia politica, dalla storia naturale alla biologia, dalla grammatica generale alla filologia storica.
Lezione del 1° febbraio 1978 Il problema del “governo” nel XVI secolo – Molteplicità delle pratiche di governo (governo di sé, governo delle anime, governo dei bambini ecc.) – Il problema specifico del governo dello stato – L’elemento di repulsione nella letteratura sul governo: Il Principe di Machiavelli – Breve storia della ricezione del Principe fino al XIX secolo – L’arte di governo distinta dalla semplice abilità del principe – Esempio di questa nuova arte di governo: Le miroir politique di Guillaume de La Perrière (1555) – Un governo che ha il suo fine nelle “cose” da dirigere – Regressione della legge a beneficio di tattiche diverse – Gli ostacoli storici e istituzionali alla realizzazione dell’arte di governo fino al XVIII secolo – Il problema della popolazione come fattore essenziale nello sblocco dell’arte di governo – Il triangolo governo-popolazione-economia politica – Questioni di metodo: il progetto di una storia della “governamentalità”. La sopravvalutazione del problema dello stato.
Lezione dell’8 febbraio 1978 Perché studiare la governamentalità? – Il problema dello stato e della popolazione – Richiamo al progetto generale: triplo spostamento dell’analisi rispetto (a) all’istituzione, (b) alla funzione, (c) all’oggetto – La posta in gioco del corso di quest’anno – Elementi per una storia della nozione di “governo”; campo semantico di questa nozione dal XIII al XV secolo – L’idea di governo degli uomini. Le fonti: (A) l’organizzazione di un potere pastorale nell’Oriente precristiano e cristiano; (B) la direzione di coscienza – Primo abbozzo del pastorato. Suoi tratti specifici: (a) si esercita su una molteplicità in movimento; (b) è un potere fondamentalmente benevolo che ha per obiettivo la salvezza del gregge; (c) è un potere che individualizza. Omnes et singulatim. Il paradosso del pastore – L’istituzionalizzazione del pastorato con la Chiesa cristiana.
Lezione del 15 febbraio 1978 Analisi del pastorato (seguito) – Il problema del rapporto pastore-gregge nella letteratura e nel pensiero greco: Omero, la tradizione pitagorica. Sporadicità della metafora del pastore nella letteratura politica classica (Isocrate, Demostene) – Un’eccezione importante: il Politico di Platone. L’uso della metafora negli altri testi di Platone (Crizia, Leggi, Repubblica). La critica dell’idea del magistrato-pastore nel Politico. La metafora pastorale applicata al medico, all’agricoltore, al maestro di ginnastica e al pedagogo – In Occidente, la storia del pastorato come modello di governo degli uomini è indissociabile dal cristianesimo. Sue trasformazioni e crisi fino al XVIII secolo. Necessità di una storia del pastorato – Caratteri del “governo delle anime”: potere inglobante, coestensivo all’organizzazione della Chiesa e distinto dal potere politico – Il problema dei rapporti tra potere politico e potere pastorale in Occidente. Paragone con la tradizione russa.
Lezione del 22 febbraio 1978 Analisi del pastorato (conclusione) – Specificità del pastorato cristiano rispetto alle tradizioni orientale ed ebraica – Un’arte di governare gli uomini. Il suo ruolo nella storia della governamentalità – Principali tratti del pastorato cristiano dal II al VI secolo (san Giovanni Crisostomo, san Cipriano, sant’Ambrogio, Gregorio Magno, Cassiano, san Benedetto): (1) il rapporto con la salvezza. Un’economia di meriti e demeriti: (a) il principio della responsabilità analitica; (b) il principio del trasferimento completo e istantaneo; (c) il principio dell’inversione sacrificale; (d) il principio della corrispondenza alternata. (2) Il rapporto con la legge: instaurazione di un rapporto di dipendenza integrale tra le pecore e chi le dirige. Un rapporto individuale e non finalizzato. Differenza tra l’apatheia greca e cristiana. (3) Il rapporto con la verità: la produzione di verità nascoste. Insegnamento pastorale e direzione di coscienza – Conclusione: una forma di potere assolutamente nuova che segna l’apparizione di modi specifici di individualizzazione. La sua importanza decisiva per la storia del soggetto.
Lezione del 1° marzo 1978 La nozione di “condotta” – Crisi del pastorato – Le rivolte di condotta nell’ambito del pastorato – Lo spostamento delle forme di resistenza ai confini delle istituzioni politiche in età moderna: esempio dell’esercito, delle società segrete, della medicina – Problema di vocabolario: “rivolte di condotta”, “insubordinazione”, “dissidenza”, “controcondotte”. Le controcondotte pastorali. Richiamo storico: (a) l’ascetismo; (b) le comunità; (c) la mistica; (d) la Scrittura; (e) la credenza escatologica – Conclusione: poste in gioco nel riferimento alla nozione di “potere pastorale” per un’analisi dei modi di esercizio del potere in generale.
Lezione dell’8 marzo 1978 Dalla pastorale delle anime al governo politico degli uomini – Contesto generale della trasformazione: la crisi del pastorato e le insurrezioni di condotta nel XVI secolo. La Riforma protestante e la Controriforma. Altri fattori – Due fenomeni di rilievo: l’intensificazione del pastorato religioso e la proliferazione del tema della condotta sul piano privato e pubblico – La ragione di governo specifica dell’esercizio della sovranità – Paragone con san Tommaso – La rottura del continuum cosmologico-teologico – La questione dell’arte di governo – Osservazione sul problema dell’intelligibilità nella storia – La ragion di stato (I): novità e oggetto di scandalo – Tre punti di focalizzazione del dibattito polemico sulla ragion di stato: Machiavelli, la “politica”, lo “stato”.
Lezione del 15 marzo 1978 La ragion di stato (II): definizione e caratteri principali nel XVII secolo – Il nuovo modello di temporalità storica implicato dalla ragion di stato – Tratti specifici della ragion di stato rispetto al governo pastorale: (1) Il problema della salvezza: la teoria del colpo di stato (Naudé). Necessità, violenza, teatralità – (2) Il problema dell’obbedienza. Bacone: la questione delle sedizioni. Differenze tra Bacone e Machiavelli – (3) Il problema della verità: dalla saggezza del principe alla conoscenza dello stato. Nascita della statistica. Il problema del segreto – Il prisma riflessivo in cui è apparso il problema dello stato – Presenza-assenza dell’elemento “popolazione” in questa nuova problematica.
Lezione del 22 marzo 1978 La ragion di stato (III) – Lo stato come principio di intelligibilità e come obiettivo – Il funzionamento della ragione di governo: (A) Nei testi teorici. La teoria del mantenimento dello stato. (B) Nella pratica politica. Il rapporto di concorrenza tra gli stati – Il trattato di Westfalia e la fine dell’impero romano – La forza, nuovo elemento della ragione politica – Politica e dinamica delle forze – Il primo complesso tecnologico specifico della nuova arte di governo: il sistema diplomatico-militare – Il suo obiettivo: la ricerca di un equilibrio europeo. Che cos’è l’Europa? L’idea di “bilancia” – I suoi strumenti: (1) la guerra; (2) la diplomazia; (3) l’istituzione di un dispositivo militare permanente.
Lezione del 29 marzo 1978 Il secondo complesso tecnologico caratteristico della nuova arte di governo secondo la ragion di stato: la polizia. Significati tradizionali della parola fino al XVI secolo. Acquisizione di un nuovo senso nel XVII e XVIII secolo: calcolo e tecnica in grado di assicurare il buon impiego delle forze dello stato – Il triplice rapporto tra il sistema dell’equilibrio europeo e la polizia – Diversità nella situazione italiana, tedesca, francese – Turquet de Mayerne, La monarchie aristodémocratique – Il controllo dell’attività degli uomini come elemento costitutivo della forza dello stato – Oggetti della polizia: (1) il numero dei cittadini; (2) le necessità della vita; (3) la sanità; (4) i mestieri; (5) la coesistenza e la circolazione degli uomini – La polizia come arte di gestire la vita e il benessere delle popolazioni.
Lezione del 5 aprile 1978 La polizia (continuazione) – Delamare – La città, luogo di elaborazione della polizia. Polizia e regolamentazione urbana. L’urbanizzazione del territorio. Rapporto della polizia con la problematica mercantilista – La comparsa della città-mercato – I metodi della polizia. Differenza tra polizia e giustizia. Un potere di tipo prevalentemente regolamentativo. Regolamentazione e disciplina – Ritorno al problema dei cereali – La critica dello stato di polizia a partire dal problema della scarsità. Le tesi degli economisti in merito a prezzo del grano, popolazione, ruolo dello stato – Nascita di una nuova governamentalità. Governamentalità dei politici e governamentalità degli economisti – Le trasformazioni della ragion di stato: (1) la naturalità della società; (2) i nuovi rapporti di potere e sapere; (3) la presa in carico della popolazione (igiene pubblica, demografia ecc.); (4) le nuove forme di intervento statale; (5) lo statuto della libertà – Gli elementi della nuova arte di governo: pratica economica, gestione della popolazione, diritto e rispetto delle libertà, polizia con funzione repressiva – Le diverse forme di controcondotta relative alla governamentalità – Conclusione generale.
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