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31 luglio 2010
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copertina
I nuovi ceti popolari
Chi ha preso il posto della classe operaia?

Collana: Campi del sapere
Pagine: 248
Prezzo: Euro 18
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In breve
Come vivono, in cosa si riconoscono, di quali valori sono portatori quegli italiani che hanno ereditato la collocazione sociale della vecchia classe operaia senza conservarne la forte identità di gruppo. I nuovi ceti popolari sono fluidi, diversificati, invisibili allo scenario politico. Basato su una vasta ricerca empirica, il libro offre la prima fotografia e un’analisi interpretativa di una parte fondamentale e numericamente maggioritaria dell’Italia di oggi.
Il libro
Chi sta “in basso” nella nostra società? Chi ha preso il posto di quella che una volta era la “classe operaia”? Che peso hanno il lavoro, i consumi, i media, la politica e la religione nei gruppi che hanno scarsa autonomia culturale?
Sono queste alcune delle domande cui cerca di rispondere questo libro, che nasce da un’indagine nazionale condotta da un gruppo di ricerca dell’Università Cattolica su un ampio campione di italiani tra i venti e i cinquant’anni. La linea interpretativa proposta è dichiarata nel titolo: si parla di ceti e non di classi perché viene privilegiata la dimensione culturale e identitaria rispetto a quella strettamente economica, in quanto questi gruppi hanno alle spalle alcuni decenni di consolidamento in termini di lavoro, ricchezza e abitazione, e si parla di ceti al plurale perché questo elemento culturale opera su più piani componendo delle identità diversificate che possono fare riferimento al lavoro o al consumo, ai media o alla religione, alla famiglia o al territorio. Questi ceti sono definiti “popolari” per due aspetti: la loro scarsa capacità di intervenire sul mondo – che non riescono a spiegare e che quindi tendono a subire e rispetto al quale al massimo si adattano – e il loro complesso ma intenso rapporto con la “tradizione”. Ne esce un’immagine in larga parte inedita di una componente importante della società italiana, da tempo dimenticata dalle analisi sociologiche e spesso incompresa dalle élite politiche. La ricerca evidenzia, in particolare, come mai il conflitto sociale sia oggi pressoché assente e perché prevalga, anche in questi gruppi, un atteggiamento tendenzialmente conservatore e orientato alla dimensione personale.
 Nota metodologica

 Recensioni
- Zygmunt Bauman
- Richard Sennett
- Barbara Ehrenreich
- Angelo Ferracuti
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