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In breve La memoria politica. La memoria umana. Paolo Nori racconta un episodio scandaloso dell’Italia democristiana e della sua deriva fascista alla fine degli anni cinquanta. Nel 1960, a Reggio Emilia, la polizia carica, spara, uccide. L’episodio è passato alla storia come “i fatti di Reggio Emilia”. Nori interroga, registra, si documenta. Il presente incrocia il passato. E scioglie nodi che ci riguardano.
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Il libro
“Noi la farem vendetta è un libro che ricostruisce quello che è successo nella piazza dei teatri di Reggio Emilia il 7 luglio del 1960. È un libro sulla violenza dello stato, ma è anche un libro sull’educazione dei bambini, ed è anche un libro sulle cose che scompaiono, sulla memoria, e su come la coltivano in certe isolate comunità che meno male che ci sono, e su come se ti uccidono un fratello quando hai diciassette anni è un po’ come quando ti nasce un figlio, e poi è anche un libro sull’Emilia, e, tutto sommato, adesso che ci penso, in un certo senso, se non fosse un’espressione abusata, si potrebbe anche dire che è un romanzo d’amore.” Paolo Nori |
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Approfondimento “Tra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta la parola antifascismo e la parola resistenza sembravan due parole cariche di retorica e vuote di significato. Forse per via che di resistenza e di antifascismo, da un certo momento in poi, si sentiva parlare solo nei discorsi ufficiali e uno quando sente un discorso ufficiale gli vien l’impressione che valga la legge formalizzata dal matematico e logico Aleksandr Zinov’ev, legge che dice che tutto quel che è ufficiale, è falso. Dopo poi questi ultimi dieci anni, nei discorsi ufficiali si vede nessuno ne parla più, è come se avessero riacquisito verità e significato, la parola antifascismo e la parola resistenza.”
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