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9 febbraio 2010
copertina
Il furto della storia

Traduzione: Adriana  Bottini
Collana: Campi del sapere
Pagine: 416
Prezzo: Euro 38
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In breve
Un j’accuse contro l’eurocentrismo dominante nella letteratura storica, i debiti dell’Occidente e l’urgenza di nuove categorie metodologiche in grado di restituire alle altre civiltà il giusto posto nella storia.
Il libro
Noto in Italia soprattutto per i suoi studi sulla famiglia e le forme di trasmissione culturale, Jack Goody si è ampiamente occupato di culture asiatiche e africane traendo, in particolare dal lavoro sul campo, la convinzione dell’inadeguatezza della contrapposizione Oriente/Occidente. Il pensiero storico e sociologico, sostiene, ma spesso anche quello antropologico, hanno attribuito all’Occidente un ruolo di primo piano nel processo di modernizzazione messo in atto dalle rivoluzioni scientifiche, economiche e culturali. La gran parte della letteratura storica ha avuto come scopo di dimostrare l’unicità dell’Occidente: democrazia, libertà di commercio e dell’individuo, sviluppo delle scienze, capitalismo sono solo alcuni degli aspetti di questa visione della storia. La supposta supremazia occidentale, in particolare, ha trovato i suoi cantori negli storici, che hanno “rubato la storia”, rendendo marginali i contributi delle altre civiltà. Per Goody, al contrario, non esiste una specificità occidentale, e analoghi, o addirittura antecedenti, di concetti costitutivi della nostra civiltà – democrazia, tempo, amore romantico, tra gli altri – si possono rintracciare in culture non occidentali. Scopo del libro è contribuire alla creazione di una nuova metodologia comparativa per l’analisi incrociata delle culture, in grado di valutare più finemente le divergenze storiche ed evitare semplificazioni delle differenze tra Oriente e Occidente.
Approfondimento
Indice

Introduzione

Parte prima. Una genealogia socio-culturale

1. Chi ha rubato che cosa? Il tempo e lo spazio
Il tempo; Lo spazio; La periodizzazione

2. L’invenzione dell’antichità
Modi di comunicazione: l’alfabeto; La transizione all’antichità classica; L’economia; La politica; La religione e l’“Atena nera6; Conclusione: il mondo classico e la dicotomia Europa-Asia

3. Il feudalesimo: transizione al capitalismo o crollo dell’Europa e supremazia dell’Asia?
Il passaggio al feudalesimo dall’antichità classica; In Occidente declino, in Oriente continuità; Il passaggio al feudalesimo; La rinascenza carolingia e la nascita del feudalesimo; L’uso del cavallo in guerra; L’espansione del commercio e della manifattura; Altri feudalesimi?

4. Dispotismo asiatico? La Turchia
L’esercito del sultano; I contadini come schiavi?; Il commercio; L’industria serica; Il commercio delle spezie; Una società statica?; Analogie culturali tra Oriente e Occidente

Parte seconda. Tre prospettive storiografiche

5. Scienza e civiltà nell’Europa rinascimentale
Lo stato e la borghesia; L’economia e il diritto; La “scienza moderna” e le caratteristiche interne dei sistemi di conoscenza; Il “problema di Needham”

6. Il furto della “civiltà”: Norbert Elias e l’Europa assolutista
Il processo di incivilimento; L’esperienza in Ghana

7. Il furto del “capitalismo”: Braudel e la storia comparata universale
Le città e l’economia; Il capitalismo finanziario; La datazione del capitalismo

Parte terza. Tre istituzioni e valori

8. Il furto delle istituzioni: le città e le università
Le città; Le università; L’istruzione nell’islam; L’umanesimo

9. L’appropriazione dei valori: umanesimo, democrazia, individualismo
L’umanesimo; Umanesimo e secolarizzazione; Umanesimo, valori umani e occidentalizzazione: la retorica e la pratica; La democrazia; Individualismo, uguaglianza, libertà; La carità e l’ambivalenza nei confronti del lusso

10. L’amore rubato: la pretesa europea alla prerogativa sulle emozioni

11. In fine

Note
Bibliografia
Indice dei nomi
Ringraziamenti

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 Recensioni
- Robert A. Rosenstone
- Edward W. Said
- Mike Davis
- Alessandro Pizzorno
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