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In breve Tra intrighi politici e loschi giochi di potere, un giudice e un terrorista trovano nella loro sincera amicizia fatta di piccole esperienze comuni e piccole gioie, l'unica possibilità di tornare a condurre un'esistenza tranquilla e pacifica.
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Il libro
Quando la vita si squaderna davanti agli occhi della memoria, non sono solo i fatti a emergere ma anche le passioni che li hanno ispirati: i movimenti dell'anima sembrano trovare negli eventi il loro compimento, e viceversa. Un giudice e un terrorista, che hanno condiviso il tempo dell'infanzia e ora si ritrovano l'uno di fronte all'altro a condividere, paradossalmente, la luce accecante dell'interrogatorio, evocando sulla scena di quell'estremo teatro di violenza e tenerezza, rispetto e diffidenza, odio e amore. Nell'intrecciarsi e rovesciarsi dei loro destini - l'uno inconcludente rampollo dell'alta borghesia; l'altro figlio dei servitori venuti a Lisbona dalla campagna - sono stati compagni di giochi. E ora, inermi di fronte al groviglio della sorte, non possono non ricordare: quando fumavamo di nascosto le sigarette del nonno professore, quando spiavamo le ragazze al bagno e le avventure omosessuali della nonna, quando cercavano sui tetti e nei pozzi i nidi delle cicogne. E' l'eco del passato che squarcia, impietoso e consolante, il velo di un presente senza senso, corrotto e obliquo, per modulare l'unico possibile controcanto alla ferrea realtà del potere. Il tutto in una lingua densa, immaginifica, potente, aggrovigliata in tensioni visionarie e allucinate, tanto più forti quanto più la tentazione barocca del trattato le vuole imbrogliare. |
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Approfondimento Gli interessi politici di un governo totalmente alieno alle leggi democratiche. Un gruppo di terroristi ambiguamente fedeli a un'ideologia ormai in declino. In mezzo, tra due fuochi, un giudice, inevitabilmente piegato al potere, e il suo alter ego terrorista. I due protagonisti sono legati da un rapporto ambiguo che mescola violenza e tenerezza, rispetto e diffidenza, odio e amore. Tra le pieghe di un presente caotico e insensato, in cui le autorità corrotte muovono cinicamente i personaggi in una vorticosa girandola di doppi giochi, voltafaccia e promesse non mantenute, affiora la loro amicizia infantile: l'uno, il terrorista, inconcludente rampollo dell'alta borghesia; l'altro, il giudice, figlio dei servitori venuti a Lisbona dalla campagna. Insieme fumano di nascosto le sigarette del nonno professore, spiano le ragazze al bagno, scoprono le avventure omosessuali della nonna, cercano sui tetti e nei pozzi i nidi delle cicogne: è la voce della memoria, che utilizza qualunque varco le venga offerto per risalire in superficie e modulare l'unico controcanto (profumi e colori, uccelli e giardini, ricordi e desideri) alla realtà ferrea e impenetrabile del potere.
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