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In breve Ambientati a New York, quindici racconti che ruotano intorno a un personaggio chiamato Harry, che si rivela una specie di Ognuno metropolitano.
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Il libro
In questa esemplare raccolta di quindici racconti Selby torna a occuparsi di New York, l’odiata-amata città natale nella quale aveva ambientato Ultima fermata a Brooklyn, considerato uno dei grandi romanzi americani. Qui Harry, una specie di “Ognuno” metropolitano, un eroe dai mille volti del quale l’autore conserva solo il nome in racconti diversi per tono e taglio, attraversa momenti di smarrimento e di violenza che la vita quotidiana non risparmia a nessuno. Ma questa volta, a differenza di quanto avveniva in Ultima fermata a Brooklyn, nella solitudine e nella disperazione che attanagliano i suoi personaggi Selby lascia filtrare un raggio di luce, come nel suggestivo testo dal quale prende il titolo la raccolta: è la possibilità di ristabilire, anche nel frenetico e per certi versi feroce scenario metropolitano, un rapporto positivo tra la propria interiorità, per quanto ferita, e il mondo circostante. Poeta di un’umanità reietta, Selby sa cogliere il “canto” delle cose nel silenzio della solitudine. |
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Approfondimento Alessandro Baricco ne ha parlato nella puntata numero 5 del suo "storico" programma "Pickwick": "... il protagonista è appena tornato dalla clinica dove lo hanno curato per un esaurimento nervoso. Un giorno va a fare una passeggiata ed è appena nevicato; all’improvviso non ode più nulla se non un canto, un’illuminazione. È l’istante della guarigione in cui capisce che ciò che vuole è tornare in famiglia e portare questo canto... Selby è uno che quando lo leggi non scrivi più come prima."
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