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Il libro
Sei bozzoli di preziosa seta esistenziale. Sei fili tesi dal destino. Sei racconti tessuti in una Tokyo sfolgorante di luci notturne e pulsante di vita. tutti feriti, chi da un trauma infantile, chi da un abbandono, chi da una storia d'amore tormentata, i protagonisti si sono chiusi in un guscio che li protegge ma insieme li separa dal mondo. Le loro esistenze sembrerebbero destinate a scorrere per sempre senza direzione, senza senso, senza sorprese, quando, improvvisa, si manifesta una possibilità di cambiamento radicale, la speranza di un rivolgimento. Ed ecco che sensazioni dimenticate si affacciano di nuovo limpide alla memoria, rimettendo in moto la ruota del tempo, della vita. Lo sguardo di Banana Yoshimoto, innocente e implacabile come un adivinità infantile, si posa sui suoi enigmatici personaggi per raccontarne il disagio, l'angoscia, la liberazione, traducendoli in quel suo stile acerbo e sapiente che ne ha fatto in pochi anni una scrittrice amata in tutto il mondo. |
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Approfondimento I protagonisti sono accomunati dalla stessa sorte: tutti in qualche modo feriti – un trauma infantile, l’esperienza del rifiuto, dell’abbandono, una storia d’amore tormentata – si sono chiusi in un guscio che li protegge ma contemporaneamente li separa dal mondo, impedendo loro di agire e di interagire con gli altri. Le loro esistenze sembrerebbero destinate a scorrere per sempre in una routine desolata e priva di sorprese quando, improvvisa, si manifesta per ognuno di loro una possibilità di cambiamento radicale, la speranza di una rivoluzione. Sensazioni dimenticate si affacciano alla memoria, la vita, prima paralizzata, ricomincia a scorrere rivelando con forza la catartica necessità di entrare finalmente in azione e di fare i conti con il passato.
È alle soglie di questa trasformazione, quando i sensi si fanno più acuti e più serrato il ritmo delle emozioni, che lo sguardo di Banana Yoshimoto, innocente e implacabile come una divinità infantile, si posa sui suoi enigmatici personaggi per raccontarne il disagio, l’angoscia, la liberazione, traducendoli in quel suo stile acerbo e sapiente che ne ha fatto in pochi anni una scrittrice conosciuta e amata in tutto il mondo.
I protagonisti sono accomunati dalla stessa sorte: tutti in qualche modo feriti – un trauma infantile, l’esperienza del rifiuto, dell’abbandono, una storia d’amore tormentata – si sono chiusi in un guscio che li protegge ma contemporaneamente li separa dal mondo, impedendo loro di agire e di interagire con gli altri. Le loro esistenze sembrerebbero destinate a scorrere per sempre in una routine desolata e priva di sorprese quando, improvvisa, si manifesta per ognuno di loro una possibilità di cambiamento radicale, la speranza di una rivoluzione. Sensazioni dimenticate si affacciano alla memoria, la vita, prima paralizzata, ricomincia a scorrere rivelando con forza la catartica necessità di entrare finalmente in azione e di fare i conti con il passato.
È alle soglie di questa trasformazione, quando i sensi si fanno più acuti e più serrato il ritmo delle emozioni, che lo sguardo di Banana Yoshimoto, innocente e implacabile come una divinità infantile, si posa sui suoi enigmatici personaggi per raccontarne il disagio, l’angoscia, la liberazione, traducendoli in quel suo stile acerbo e sapiente che ne ha fatto in pochi anni una scrittrice conosciuta e amata in tutto il mondo.
I protagonisti sono accomunati dalla stessa sorte: tutti in qualche modo feriti – un trauma infantile, l’esperienza del rifiuto, dell’abbandono, una storia d’amore tormentata – si sono chiusi in un guscio che li protegge ma contemporaneamente li separa dal mondo, impedendo loro di agire e di interagire con gli altri. Le loro esistenze sembrerebbero destinate a scorrere per sempre in una routine desolata e priva di sorprese quando, improvvisa, si manifesta per ognuno di loro una possibilità di cambiamento radicale, la speranza di una rivoluzione. Sensazioni dimenticate si affacciano alla memoria, la vita, prima paralizzata, ricomincia a scorrere rivelando con forza la catartica necessità di entrare finalmente in azione e di fare i conti con il passato.
È alle soglie di questa trasformazione, quando i sensi si fanno più acuti e più serrato il ritmo delle emozioni, che lo sguardo di Banana Yoshimoto, innocente e implacabile come una divinità infantile, si posa sui suoi enigmatici personaggi per raccontarne il disagio, l’angoscia, la liberazione, traducendoli in quel suo stile acerbo e sapiente che ne ha fatto in pochi anni una scrittrice conosciuta e amata in tutto il mondo.
I protagonisti sono accomunati dalla stessa sorte: tutti in qualche modo feriti – un trauma infantile, l’esperienza del rifiuto, dell’abbandono, una storia d’amore tormentata – si sono chiusi in un guscio che li protegge ma contemporaneamente li separa dal mondo, impedendo loro di agire e di interagire con gli altri. Le loro esistenze sembrerebbero destinate a scorrere per sempre in una routine desolata e priva di sorprese quando, improvvisa, si manifesta per ognuno di loro una possibilità di cambiamento radicale, la speranza di una rivoluzione. Sensazioni dimenticate si affacciano alla memoria, la vita, prima paralizzata, ricomincia a scorrere rivelando con forza la catartica necessità di entrare finalmente in azione e di fare i conti con il passato.
È alle soglie di questa trasformazione, quando i sensi si fanno più acuti e più serrato il ritmo delle emozioni, che lo sguardo di Banana Yoshimoto, innocente e implacabile come una divinità infantile, si posa sui suoi enigmatici personaggi per raccontarne il disagio, l’angoscia, la liberazione, traducendoli in quel suo stile acerbo e sapiente che ne ha fatto in pochi anni una scrittrice conosciuta e amata in tutto il mondo.
I protagonisti sono accomunati dalla stessa sorte: tutti in qualche modo feriti – un trauma infantile, l’esperienza del rifiuto, dell’abbandono, una storia d’amore tormentata – si sono chiusi in un guscio che li protegge ma contemporaneamente li separa dal mondo, impedendo loro di agire e di interagire con gli altri. Le loro esistenze sembrerebbero destinate a scorrere per sempre in una routine desolata e priva di sorprese quando, improvvisa, si manifesta per ognuno di loro una possibilità di cambiamento radicale, la speranza di una rivoluzione. Sensazioni dimenticate si affacciano alla memoria, la vita, prima paralizzata, ricomincia a scorrere rivelando con forza la catartica necessità di entrare finalmente in azione e di fare i conti con il passato.
È alle soglie di questa trasformazione, quando i sensi si fanno più acuti e più serrato il ritmo delle emozioni, che lo sguardo di Banana Yoshimoto, innocente e implacabile come una divinità infantile, si posa sui suoi enigmatici personaggi per raccontarne il disagio, l’angoscia, la liberazione, traducendoli in quel suo stile acerbo e sapiente che ne ha fatto in pochi anni una scrittrice conosciuta e amata in tutto il mondo.
I protagonisti sono accomunati dalla stessa sorte: tutti in qualche modo feriti – un trauma infantile, l’esperienza del rifiuto, dell’abbandono, una storia d’amore tormentata – si sono chiusi in un guscio che li protegge ma contemporaneamente li separa dal mondo, impedendo loro di agire e di interagire con gli altri. Le loro esistenze sembrerebbero destinate a scorrere per sempre in una routine desolata e priva di sorprese quando, improvvisa, si manifesta per ognuno di loro una possibilità di cambiamento radicale, la speranza di una rivoluzione. Sensazioni dimenticate si affacciano alla memoria, la vita, prima paralizzata, ricomincia a scorrere rivelando con forza la catartica necessità di entrare finalmente in azione e di fare i conti con il passato.
È alle soglie di questa trasformazione, quando i sensi si fanno più acuti e più serrato il ritmo delle emozioni, che lo sguardo di Banana Yoshimoto, innocente e implacabile come una divinità infantile, si posa sui suoi enigmatici personaggi per raccontarne il disagio, l’angoscia, la liberazione, traducendoli in quel suo stile acerbo e sapiente che ne ha fatto in pochi anni una scrittrice conosciuta e amata in tutto il mondo.
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