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In breve Accolto con grande interesse dal pubblico che ha partecipato al dibattito sulla riforma della scuola secondaria del ministro Berlinguer, ritorna in edizione economica, aggiornato con una ricca serie di nuovi spunti e contributi.
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Il libro
Agli insegnanti che sentono il loro ruolo fondamentale per la formazione di futuri cittadini liberi, ai genitori che sperano che i propri figli acquisiscano delle competenze nel lavoro scolastico, va detto chiaro e netto che la scuola come continua a essere immaginata nella riforma scolastica oggi in corso va in tutt'altra direzione. La riforma, secondo Lucio Russo, allinea la scuola italiana agli standard americani, abbassa i livelli di competenza reale, esclude la trasmissione degli strumenti essenziali alla creazione di nuovo sapere, rende l'insegnamento sempre più generico. Segmenti e bastoncini ha suscitato polemiche, consensi e condanne, ma soprattutto un largo dibattito che dalla stampa si è esteso nella scuola, ed è destinato a continuare. |
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Approfondimento Oggi si tende all'espulsione dei concetti astratti dall'insegnamento, eliminando in particolare il metodo dimostrativo matematico. Mentre, in un mondo estremamente complesso come il nostro, a contatto con una tecnologia molto raffinata basata su concetti scientifici, la scuola dovrebbe insegnare i principi scientifici alla base della tecnologia, e non limitarsi a usare la tecnologia, a consumare prodotti tecnologici. Dovrebbe usare le nuove tecnologie in modo strumentale, per l'apprendimento delle altre materie, e impartire conoscenze sulle tecnologie stesse che permettano, almeno potenzialmente, di essere anche produttori e non solo consumatori del sapere tecnologico. Non basta imparare a usare il computer, occorrerebbe anche sapere come funziona e magari programmarlo. La riforma della scuola Berlinguer invece, dato lo scopo prioritario dell'alleggerimento dei contenuti dell'insegnamento, potrebbe creare una scuola di avviamento al consumo e fare degli studenti meri consumatori acritici. Ne deriverebbero un abbassamento dell'insegnamento a un livello elementare e un generale impoverimento della qualità del metodo scientifico, con una trasmissione solo mnemonica delle conoscenze. Si corre insomma il rischio di adeguarsi passivamente alle più recenti modifiche del sistema di produzione con la sua struttura piramidale che vede una massa di popolazione interessata al consumo di oggetti di tecnologia raffinata, prodotti consumati sulla base di competenze di una percentuale minima della popolazione. Ormai senza computer non si può vivere e tuttavia le conoscenze necessarie per costruire un computer sono di un'élite, e all'industria non interessa più che la scuola fornisca le competenze per i suoi futuri dipendenti, le interessa piuttosto che faccia uscire nuovi consumatori. Il rischio di elitarismo insito nella riforma si riscontra anche nella limitazione della cultura classica ai soli aspiranti studiosi dell'antichità, trascurando il rapporto profondo che lega la cultura greco-latina al metodo scientifico e al pensiero razionale.
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