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2 settembre 2010
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Ancora dalla parte delle bambine

Contributi: Elena  Gianini Belotti
Collana: Serie Bianca
Pagine: 288
Prezzo: Euro 15
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"www.sorelleditalia.net" , 27/02/2008
Ancora dalla parte delle bambine. Purtroppo


"Leggere l’accuratissima analisi socio-culturale dell’autrice mi ha piuttosto turbato: sono convinta di essere una persona attenta, che sa guardare la realtà e non si fa sfuggire certe sottolineature, certi particolari delle situazioni e dei momenti storici, eppure prima che la Lipperini alzasse il velo (anzi, il coperchio del tombino…) ero sicura di vivere in un mondo in cui, dopotutto, si può ancora scegliere cosa diventare. Invece no. Non mi rendevo conto che le bambine, anche oggi, hanno ben poco da scegliere."
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"Ridateci le bambine" , 02/02/2008
Valter Binaghi , Ridateci le bambine


"Questo della Lipperini è un libro piacevole e oserei dire necessario: ricerca puntigliosa, ma anche sguardo ampio e problematico, soprattutto un concerto di voci che fa parlare la sociologia, la cronaca e la Rete, ma anche molte donne e bambine, storie vere e battute fulminanti, raccolte dall’autrice per il loro valore emblematico o metaforico."
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"www.thrillermagazine.it" , 17/01/2008
Antonella Beccaria , Ancora dalla parte delle bambine: la strada dell'inferiorità


"In un saggio che è un'interpretazione dei condizionamenti sociali basati sul genere si rintracciano anche quegli elementi all'origine - almeno in parte - della violenza domestica a discapito, per lo più, delle donne. Ciò (anche) perché frutto di un addestramento all'accettazione e all'imposizione (pacifica e condivisa) di sensi di colpa e comportamenti indotti."
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"www.genitoriche.org" , 10/01/2008
Ancora dalla parte delle bambine


"Se non avessi figli, penserei che il libro della Lipperini Ancora dalla parte delle bambine, che si ispira al famosissimo testo degli anni 70 della Gianini-Belotti Dalla parte delle bambine sia una provocazione, per quanto intelligente e ben documentata. Ma di figli ne ho due e so bene che quello di cui si parla nel libro non è che la sconfortante verità. "
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"Pulp" , 02/01/2008
Silvia Del Ciondolo , Ancora dalla parte delle bambine


"Dopo il transgender, a me sembrava un argomento demodé. Stiamo ancora qui a parlare di differenze sessuali, quando perfino nella schifosamente retrograda Italia, le donne fanno capolino in politica e ai vertici delle aziende. Uffa. Ma niente è come sembra.
Prendiamo il Sapientino, con le sue domande di scienze etc. Si direbbe un gioco unisex. Ma nella pubblicità appaiono solo maschi. Esiste anche Sapientina, con mini donnine imbellettate sulla confezione. Le domande vertono sul magico mondo di Barbie. Quindi, fatemi capire: nel 2007 i bimbi imparano la fotosintesi e le bimbe i nomi degli amici delle bambole? O mio Dio. Fate caso alle pubblicità, ai cartoni, ai giornaletti, al web e alla tv. Che mi venga un colpo, dal 1973, anno in cui la Gianini Belotti scrisse Dalla parte delle bambine, primo atto di questo saggio, niente è cambiato. Il messaggio è: le femmine devono vivere in un mondo rosa, truccarsi dai 4 anni, essere sexy, ballare, usare il corpo e non i neuroni per andare avanti. Devono essere materne, non sporcarsi e spadellare. Avete mai visto in uno spot una bimba che guada pozzanghere, si sbuccia le ginocchia o che dice “da grande farò l’astronauta”? È persino difficile trovarne una che non sia bionda, allo specchio, abbagliata dai brillantini delle sue Lelly Kelly.
Eh no, non diamo la colpa alla tv o a internet. I media amplificano quello che la società propone. Qua siamo di fronte a un problema di simboli culturali, che anche dopo l’emancipazione non sono mutati.
Certo, le cose sono migliorate. Le donne studiano, fanno lavori da uomini e si sono redente con Sex and the City. Ma a parità di mansioni e ruolo guadagnano meno. Il rischio poi è cadere in un certo femminismo: rincorrere il mondo maschile invece di trovarne uno privo di stereotipi culturali.
Anche ai maschi però non va bene, confusi in mezzo a donne seminude che si barcamenano tra successo, maternità e seduzione. Un amico musicista death metal ha visto la copertina di questo libro. Si vede una bimba bionda, in un mondo fatato color pastello. Il metallaro ha esclamato: “Madonna che bella!”. Ma a lui non dovrebbero piacere solo pipistrelli sgozzati? Bah, magari apprezzerebbe anche la t-shirt americana con su scritto “Voglio essere Barbie. Quella puttana ha tutto”."
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"Il Messaggero" , 15/12/2007
Annabella D'Avino , Ancora dalla parte delle bambine


"Nel 1973 Elena Gianini Belotti, col famoso Dalla parte delle bambine, raccontava pregiudizi e condizionamenti culturali che fin dall'infanzia modellavano la mente femminile. Dopo più di trent'anni e indiscutibili successi del femminismo quanto sono cambiate le cose per "il secondo sesso"? Non quanto ci si aspettava, come dimostra Loredana Lipperini, giornalista e scrittrice, con Ancora dalla parte delle bambine. In un'indagine profonda e accurata analizza famiglia, scuola, tutto il mondo dei media. Soprattutto fruga nei blog, nei siti internet, dove oggi si formano immaginario e codici comportamentali. E scopre un universo di contraddizioni. Il valore ossessivo è che “bisogna contare sulla bellezza, sul corpo: questa è la carta vincente”. La pubblicità utilizza messaggi sessuali o stereotipi di genere con le solite casalinghe per nulla disperate nelle faccende di casa. Le bambine giocano con bambole sexy e insieme con oggetti che riproducono suppellettili domestiche. Le ragazzine sognano di comparire seminude in televisione, si scambiano sui cellulari immagini al confine col porno, mentre intorno si gonfia una nuova mistica della madre e della moglie... "
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"www.universitadelledonne.it" , 07/12/2007
Liliana Moro , Ancora dalla parte della bambine


"Bisogna che ci sia un bimbo in casa oppure nel giro amicale o della parentela, per rendersene conto. Il mondo delle bambine è rigorosamente rosa e quello dei bambini è marrone, nero, verde militare, l'uno è scintillante, oscuro l'altro. La marcatura dei generi inizia in tempi prococissimi (dai biberon per intenderci) e si approfondisce in modo inesorabile con l’infoltirsi degli oggetti, dei prodotti che affollano stanzette e armadietti. Collane e spade, mostri e fatine, pistole e fard. I colori indicano con nettezza a quale destino vengano precocemente avviati i piccoli della specie umana, almeno nella versione occidentale: la parte di sesso femminile è immersa in un limbo lezioso, luccicante e vacuo, per la metà maschile l'ambiente è violento, aggressivo e in ultima analisi triste... "
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"Il Foglio" , 03/12/2007
Alessandra Di Pietro , Le fate Winx e le madri moderne e coscienziose


"Dopo aver letto il libro di Lipperini ho sorvegliato la mia piccola Agata che ha due anni e senza che nessuno glielo dica mette in ordine i giochi, anche quelli del fratello, culla il peluche, presidia il cassetto che non sa aprire fino a quando non tiro fuori la sua maglietta rosa preferita. Mi consulto con una stimata studiosa femminista, madre di due figli maschi, ma lei confessa costernata che la passione delle sue due nipoti di otto e quattro anni, è giocare alla mamma che fa la spesa e cucina la pappa. Le due piccole vivono in campagna, non guardano la tv e sono cresciute leggendo libri che mostrano papà ai fornelli, bambine astronaute, archeologhe e scienziate, non hanno una Barbie vestita da principessa, nessuno nonima le Witches. Devo impedire ad Agata di vestirsi di rosa? Bisogna far sparire le pentoline? Occultare i bambolotti?"
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"Mucchio" , 03/12/2007
Elena Raugei , Saint Barbie


"Tra citazioni di canzoni (dalla Consoli ai Baustelle) e interventi o pareri di narratori pensanti (da Chiara Palazzolo a Wu Ming 1 o Babsi Jones), il libro risulta ricco di informazioni e spunti di riflessione ma anche divertente e assai scorrevole. Si arriva sino all’attualissima era Internet: l’avvertimento è non confondere mezzi e messaggi, in quanto le innovazioni tecnologiche sono semplici, utili, indispensabili strumenti. È in atto una re-genderization, ovvero un ritorno alla differenziazione netta fra generi prestabiliti (se mai si è potuto parlare di un allontanamento vero e non soltanto teorico…). "
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"Internazionale" , 30/11/2007
(cn) , Le bambine oggi tra cattiva informazione e pubblicità


"Cosa si nasconde dietro le Winx, le fatine maggiorate che spopolano tra le bambine italiane? E dietro serie televisive di successo come Elisa di Rivombrosa o la più raffinata Sex and the City? La solita vecchia storia: che il corpo è l’unica vera risorsa di una donna, che il suo obiettivo esistenziale è sempre la conquista del maschio e che per raggiungerlo deve far leva sulla bellezza e sulle sue qualità “naturali”, come la dolcezza, la remissività e l’istinto materno. A più di trent’anni dal saggio di Elena Gianini Belotti, che denunciava i condizionamenti culturali all’origine dei ruoli di genere, poco è cambiato. Attraverso un’analisi dettagliata dei messaggi trasmessi dai mezzi d’informazione, dalla pubblicità, dai cartoni animati, dai giochi e dalla scuola, la giornalista Loredana Lipperini ripercorre l’inesorabile apprendistato al secondo sesso compiuto ancora oggi dalle bambine. Una lettura illuminante. "


"Vanity Fair" , 29/11/2007
Daria Bignardi , Se le femministe assomigliano alle Winx


"Quando sento notizie del tipo ‘Le femministe hanno rapporti più stabili’, metto mano alla pistola. Non so se mi irrita più chi si prende la briga di condurre questo tipo di indagini, i giornali che le riprendono, il risultato in sé o io che ritengo di scriverne. Comunque sia, mi irrito. La notizia qui sarebbe che due ricercatrici, le psicologhe Laurie Rudman e Julie Phelan della Rutgers University nel New Jersey, avrebbero intervistato 289 adulti e 242 studenti, maschi e femmine, sulla “qualità delle loro relazioni personali”, sull’essere o meno d’accordo sull’uguaglianza di genere, sulla stabilità della loro relazione e sulla soddisfazione sessuale. Dopo avere intervistato 531 sventurati, le due psicologhe avrebbero stabilito che le coppie in cui lei è femminista sono più solide e fanno sesso migliore. Per cui avrebbero concluso che ‘femminismo e romanticismo vanno mano nella mano’. A parte la stucchevolezza dell’immagine di femminismo e romanticismo che si terrebbero per mano come sul ponte di Bassano, c’è molto da riflettere su che cosa nel New Jersey, e temo anche da noi, s’intenda ormai per femminismo. Non che sia una novità: basta leggere Ancora dalla parte delle bambine di Loredana Lipperini, che si prende la patata bollente lanciatale da Elena Gianini Belotti con il suo Dalla parte delle bambine degli anni Settanta e indaga sulla cosiddetta ‘condizione femminile’, cominciando dai sogni e dai modelli delle “nuove bambine”."
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"www.ilsettembre.blogspot.com" , 27/11/2007
ilse , Ancora dalla parte delle bambine, numero 1


"Leggere le considerazioni sulla filosofia e sul meraviglioso mondo dei negozi e delle riviste per mamme mi ha riportato indietro alle gravidanze e a quello strano senso di fastidio che avevo per il lezioso incanto. Mi ero presa tutta la colpa allora: sono io che sono timida, o forse ho un cattivo rapporto con il mio corpo e questo essere scaraventata al centro dell’attenzione mi mette a disagio, oppure sono una anticonsumista esagerata che vede il diavolo del profitto anche dove c’è buona fede, oppure sono poco sensibile o poco femminile e non sono portata per la maternità e chissà che disastro di madre sarò... oh insomma, leggendo il libro della Lipperini ho trovata suggerita la parola giusta: umiliazione! Umiliazione: questo finto mondo dove un neonato è solo un batuffolo di tenerezza e tu mamma un’idiota da istruire anche su come infilarsi un reggiseno o come cantare una ninna nanna ti umilia. Ti suggerisce soavemente una sensazione di inadeguatezza, ti induce a una triste posa bamboleggiante e, ovviamente, voilà, ti propina decine di assurde e costose soluzioni."
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"www.wuz.it" , 19/11/2007
Silvia Del Ciondolo , Ancora dalla parte delle bambine


"Ma non eravamo già nell’era del Futuro Secondo Sesso, dove, dopo un paio di millenni nel ruolo di angelo del focolare, finalmente la donna si stava avvicinando alla libertà, cosa impensabile al tempo della de Beauvoir? Ma niente è come sembra, e per capire bisogna andare al sodo."
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"Il Venerdì di Repubblica" , 16/11/2007
Le bambine sono tornate


"Le bambine sono tornate: trent’anni dopo il best-seller di Elena Gianini Belotti, Loredana Lipperini indaga sul mondo dell’immaginario infantile, dalla televisione al web. Scoprendo che è soprattutto attraverso la carta stampata (testi scolastici, riviste, libri) che continua a perpetuarsi un’idea di femminilità che privilegia la bellezza e l’investimento sentimentale rispetto ad ogni altra ambizione. Rimbocchiamoci le maniche. (b.s.)"


"www.tempi.it" , 15/11/2007
Annalena Valenti , Abolito il modello Cenerentola, alle bambine resta solo la velina


"Ci avevano provato nel 1970 con il libro Dalla parte delle bambine. Venivano banditi gli atteggiamenti culturali imposti alle bambine, che quelli sarebbero alla base della differenza tra maschio e femmina. Bambine costrette a giocare a cose da femmine, che devono guardare a modelli come Cenerentola, che le vogliono tenere relegate al focolare, e in un certo senso ci sono riusciti a dire che maschi e femmine sono uguali, per natura sono uguali. Le bambine giocano a calcio con i loro compagni, i maschi ballano High school music con le loro compagne e alle giovani maestre inculcano l'uguaglianza in natura. E allora perché Loredana Lipperini scrive oggi Ancora dalla parte delle bambine? Si rassegnino le femministe liberate, dopo aver cacciato dalla porta le madonne, le principesse, le cenerentole, bambine col grembiulino rosa e scolare che ricamano, ancora quella differenza di natura esiste e oggi, svuotata dalla sua verità, dalle sue maiuscole, è rientrata dalla finestra, nascosta in veline, mogli di calciatori e barbie."


"La Repubblica" , 13/11/2007
Grazia Verasani , La misoginia che ancora cova nel nostro tempo


"Elena Gianini Belotti passa il testimone alla giornalista e scrittrice Loredana Lipperini, e si scopre – ahimè – che dagli anni ‘70 a oggi le cose non sono cambiate, anzi, sono sotto il giogo di un riflusso misogino alquanto allarmante. Uno dei tanti meriti di Ancora dalla parte delle bambine , libro difficile da condensare in poche righe, è la classificazione accurata dei punti salienti dell’attuale 'condizione femminile' (le bambine, le adolescenti, le donne) attraverso l’osservazione obiettiva della realtà, e l’uso di tutti i suoi strumenti di ricerca più moderni, evitando i toni aspri e bellicosi del pamphlet."
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"cassettoideelibere.blogspot.com" , 05/11/2007
Assunta Altieri , Femminilità: il packaging delle nuove bambine.


"Ancora dalla parte delle bambine, ripropone, in una chiave giornalistica sì, ma con una riflessione personale che mi è piaciuta molto, la condizione attuale della bambina e della futura donna che diventerà. Oggi. Uno spaccato sulla differenziazione dei generi, che mai come adesso, non smetterò mai di scriverlo, produce un fraintendimento fra valori propri e desideri indotti. Loredana Lipperini, però, è andata oltre, ponendosi quella domanda che più volte ho posto: di chi è la colpa: dei media?, del marketing?, della pubblicità? Odio profondamente la parola colpa. La odio perché è dura, perché ti trafigge subdolamente come la lama di un pugnale affilato: taglia la carne in un lampo, e il dolore lo senti solo quando il pugnale si ritrae, con la consapevolezza dello smembramento di vene, di muscoli, di tendini… Eppure vi è colpa se oggi [più che in passato] le donne confondono la mercificazione mediatica del loro corpo con la libertà di essere se stesse."
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"La Repubblica" , 01/11/2007
Concita De Gregorio , Quella smania di piacere


"Quanto è importante questo libro, per tutti: uomini e donne, certo. Con che sollievo, con che stordimento felice si emerge da questa valanga precisissima e varia di informazioni, dati, analogie, assonanze, corti circuiti fra noto e remoto, rivelazioni intuizioni e ricordi. Era tutto lì, bastava metterlo in fila: riordinarlo, rilegarlo come i compiti che le brave bambine, sì, proprio loro, sanno fare a scuola. Ancora dalla parte delle bambine, così s’intitola proprio come fosse il seguito di quel lavoro fondamentale di Elena Gianini Belotti (sono passati trent’anni) e difatti lo è. È la prosecuzione ideale di un’indagine a lungo interrotta: Gianini Belotti firma qui una prefazione severa e appassionata, un vero ‘passaggio di testimone’, come scrive. Seguono quasi trecento pagine su che cosa sia stata negli ultimi decenni l’educazione sentimentale (non solo, certo) di fanciulle e fanciulli. Come sia potuto succedere che ‘le ragazze che volevano diventare presidenti degli Stati Uniti abbiano partorito figlie che sognano di sculettare seminude al fianco di un rapper’."
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"naimaisonline.blogspot.com" , 01/11/2007
naima , Ancora della parte delle bambine


"Oggi mi sento più forte. Perché so di avere uno strumento che fa luce nella gran confusione di tutti i miei “intorno”. Perché negli anni 70, quando lottavamo per i consultori -ad esempio- le idee erano chiare, i ruoli riconoscibili (e aggredibili), le sfumature della comunicazione molto più percepibili, se ingannevoli, di quanto lo siano adesso. Tutto pian piano si è confuso in un crescendo di mistificazioni. Oggi, dappertutto, si afferma una tesi e, contemporaneamente, si sdogana il suo contrario. E di questo gioco al massacro ne fanno le spese i diritti e l’autodeterminazione. Soprattutto quelli delle donne."
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"http://www.pastiglie.net" , 31/10/2007
Ancora dalla parte delle bambine


"Loredana Lipperini è nuovamente in libreria con un interessante titolo: “Ancora dalla parte delle bambine“, dedicato proprio a “miti, conflitti, sogni, miserie ed ansie di riscatto” che popolano l’immaginario femminile e che tanto pesantemente possono influenzare l’educazione sociale delle future donne. Il saggio condivide le basi esplorative che avevano mosso Elena Gianini Belotti negli anni ‘70, ma si muove in un mondo attuale e preoccupante, di cui l’autrice delinea i limiti. Parte dei temi trattati dalla Lipperini sono stati discussi in maniera approfondita sul suo blog, come ci racconta in questa breve intervista. Mi auguro che saranno in molti a leggere questo volume, nel quale la brava scrittrice prova a mettere in luce atteggiamenti e comportamenti che possono apparire attuali ed innovativi, ma che finiscono per portare le donne, attraverso strade diverse da quelle percorse in passato, ancora verso la stessa meta: la sistematica subordinazione. "



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- Elena Gianini Belotti
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