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25 maggio 2013
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In Universale Economica
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copertina
Il circo capovolto

Collana: I Canguri
Pagine: 176
Prezzo: Euro 12,5
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Premio Riviera delle Palme - sezione narrativa 2009
"Vita" , 25/07/2008
Susanna Battistini , Magia sotto la luna dei rom


"Per chi crede che le impronte ai bambini rom siano una sciagurata idea e anche per chi crede sia giusto, per chi crede che le baracche alle periferie delle città siano tutte da sgomberare e per chi, invece, guarda aon un filo di interesse la vita oltre quei recinti, il libro di Milena Magnani può rivelarsi molto utile. Come una fiaba triste dai risvolti illuminanti, come una musica udibile tra le macerie, c'è una voce sommessa che ci parla.
Per chi la vuole ascoltare, è la storia di Branko Hrabal, ungherese, ferito a morte e riverso a terra nel campo rom dove si era rifugiato qualche tempo prima. Nel suo blog la scrittrice scrive che bisogna superare la linea di confine che vuole lo straniero di là dallo steccato. Lei lo ha fatto, l'immedesimazione è convincente, perché la Magnani parla di realtà che conosce bene. Branko si trova all'interno di un campo rom e racconta la disperazione, la violenza e l'amore dei protagonisti di questa complessa realtà, perché ognuno è portatore di vita e, in quanto tale, non immune dalle luci e ombre di ogni essere vivente. Sia rom o italiano o zingaro.
Branko custodisce una magia da raccontare a chi è in grado di ascoltare. Saranno i bambini rom del campo i depositari della sua magia: un misterioso baule che racchiude un intero circo, ereditato dal nonno. Un circo svelato al chiarore dolce della luna, dopo la luce acre del giorno con la violenza che circola nei campi e fuori di essi. Un circo che racchiude vite intere, fatte di fughe ma anche di riscatti per tramandare una storia che altrimenti andrebbe persa nell'annientamento totale da parte di una civiltà che, come dice la Magnani, sta sprofondando nel nulla. Un seme germogliato, il circo, con la sua magia, affinche la ricchezza delle differenze siano lasciate libere di spaziare e giocare come i due bambini che hanno ascoltato la "fiaba" di Branko, perché “le favole sono scritte per restare nel cuore di chi le ascolta”."


"la Repubblica" , 16/02/2008
Giuseppe Leonelli , Il circo e il sogno del gitano Branko


"Un corpo esanime, sprofondato nel fango, può aprire una storia che potrà svolgersi solo nel passato. Il circo capovolto di Milena Magnani propone un'eccezione. Quel corpo continuerà a disporsi a "un vivere diverso", ove le parallele della vita, realtà e immaginario, tendono a incontrarsi e anche la morte, restando letteralmente tale, può avere la sua parte nel "pensare alla vita".
Tutto ciò accade nelle periferie delle nostre città, ove una gente simile a noi, e insieme infinitamente diversa, si accatasta in miserabili baracche. È il mondo dei Rom, gli uomini che incontriamo tutti i giorni e coni quali non parliamo mai. Tra loro si svolge la fase finale di vicende cominciate molto tempo prima.
Un gitano, Branko Hrabal, trasporta in un accampamento di zingari, con un vecchio camion sgangherato, quel che resta della sua famiglia, sterminata a Birkenau dai soldati del Reich: se stesso e gli attrezzi di un antico circo, smontato e stipato in scatoloni. Riattivare quel circo è il sogno di Branko: nelle serate d'inverno, quel sogno, non piùche un ectoplasma oscillante al vento, cresce lentamente nel cuore degli" eterni profughi". Branko parla ai bambini, racconta antiche storie, poi anche gli adulti cominciano ad ascoltarlo. Alla fine di lui resterà solo quel corpo nel fango, morto e insieme vivo: il circo, che viene dal passato, tornerà forse a esistere, presagio di un futuro migliore.
La Magnani coltiva un germe onirico, lo consegna a una sintassi che ha un'intonazione favolosa, scandita da una fitta grandine di frasi brevi, in cui i lacerti di un'altra lingua, quella parlata dai Rom, s'intrecciano alla nostra. Piùche a un romanzo, siamo di fronte a un poemain prosa, in cui incanto e lezio, delizia e croce del lettore, si rincorrono e scambiano continuamente di posto."


"Liberazione" , 02/02/2008
Stefano Tassinari , L’olocausto, la vendetta, il riscatto. Fiaba rom di Milena Magnani


"Il romanzo, che potremmo definire una fiaba moderna, parte da un pretesto, la cui funzione è quella di consentire all’autrice di affrontare alcuni grandi temi (l’olocausto dei Rom - quasi sempre rimosso -, l’impossibilità del perdono, la possibilità di far esprimere una realtà apparentemente morta, l’importanza dell’oralità e il potere di riscatto che può scaturire da un certo uso del corpo) percorrendo strade costellate di metafore. Il pretesto sta nella vicenda raccontata, un pezzetto dopo l’altro, da Branko (appena arrivato al campo portando con sé dieci misteriosi scatoloni, e quindi mal tollerato proprio a causa di questa ‘invasione’) al gruppetto dei bambini, pronti, chi più chi meno, a immedesimarsi nelle atmosfere magiche degli artisti del Kek Cirkusz, prima in fuga dalle violenze della seconda guerra mondiale, poi traditi da chi avrebbe dovuto aiutarli a salvarsi e, infine, condotti a morire in un lager. "
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"Tuttolibri" , 19/01/2008
Giovanni Tesio , Gli acrobati lungo il filo dell’oblio


"Un romanzo di genere rischioso, perché ambientato in un campo nomadi, perché animato dalla presenza di un gruppo di bambini, perché funestato dall'ombra lunga del lager, perché immerso dentro un clima ellittico e fiabesco che sembra tutto avvolgere in un'atmosfera senza peso. Un rischio superato non solo - come ben nota Erri De Luca - grazie alla proprietà di una lingua che suona come una musica, ma anche grazie alla misura lieve del tratto, alla cura di una narrazione che sa intrecciare i multipli fili in una calibrata ed esatta vicenda di sospensioni e riprese, collocandola in un luogo marginale, in una terra di frontiera, in una desolata landa di nessuno posta ai bordi di una città appena suggerita dalla linea dei palazzi che affiorano in lontananza e dai sibili delle auto che sfrecciano su uno svincolo autostradale. "
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"Avvenire" , 12/01/2008
Fulvio Panzeri , Al campo nomadi, tra dura realtà e giochi da circo


"Ecco il romanzo di Milena Magnani, bolognese, classe 1964, da vent’anni impegnata nel settore dell’educazione e dell’accoglienza, già autrice di due precedenti romanzi, pubblicati agli inizi degli anni Novanta, che affronta il tema spinosissimo dei campi rom, irto di luoghi comuni che l’autrice lascia alle spalle restituendoci una storia che funziona perché non si pone a tutti i costi il problema del 'politicamente corretto', ma quello di affrontare una vicenda che trova nei due piani espressivi scelti dall’autrice, quello dell’immaginifico della tradizione orale dei nomadi e quello più duro della degenerazione verso gli ambiti del malaffare, una sorta di efficace coesione. Il tutto sorretto da una scrittura secca che diventa anche documentaria nella scelta di usare, senza alcuna traduzione a margine, vocaboli e modi di dire del linguaggio rom."
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Scheda libro

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 Milena Magnani e Gherardo Colombo vincitori del Premio Riviera delle Palme
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 Online “Il circo capovolto”, il blog di Milena Magnani
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  Rom, la cultura, la memoria... Un reading video da Il circo capovolto di Milena Magnani
  Milena Magnani presenta Il circo capovolto

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