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"Corriere della Sera"
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09/10/2011
Ermanno Paccagnini
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Crescere, tra pubblico e privato, nell’Italia di Berlusconi
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| "Per Dove eravate tutti di Paolo Di Paolo credo che la semplice etichetta di romanzo possa suonare fuorviante, pur nel comunque confarglisi di tale attribuzione. Credo che meglio gli si applichi quella di combine writing, parafrasando il combine painting di Rauschenberg, delle cui opere l' autore ricorda d'aver subito il fascino sul versante compositivo." |
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"Avvenire"
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08/10/2011
Massimo Onofri
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E con Di Paolo esplode l’antipolitica degli scrittori
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| "Dove eravate tutti – un romanzo-collage che assembla, tra tanto altro, la riproduzione di pagine di giornale con notizie cruciali o di articoli memorabili (mettiamo La rabbia e l’orgoglio della Fallaci) – mi pare l’atto d’una rivolta morale contro questo indifferentismo e la volontà di raccontarli tutti, ma a qualcuno di molto speciale, “gli anni senza nome”. Rivolta mite, certo, ma fermissima, affidata solo alle responsabilità della letteratura, contro le lacune della storiografia e della politica: “Gli storici fanno sempre così: vanno a cercare le cause di ciò che è accaduto quando è troppo facile vederle”. Epperò: “La vita che c’è in mezzo, sparisce”." |
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"Il Riformista"
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08/10/2011
Errico Buonanno
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Quelli che sono cresciuti con il Caimano
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| "Il nuovo libro di Paolo Di Paolo ha la forza teorica, la solidità di visione di un saggio a cavallo tra storiografia e sociologia. E tuttavia era assolutamente giusto, assolutamente necessario che prendesse la forma di un romanzo. Perché nulla come la storia degli ultimi vent’anni d’Italia è davvero comprensibile se non viene illuminata dalla luce del privato, del personale, dell’Io." |
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"Il manifesto - Alias"
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08/10/2011
Giulio Ferroni
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Il combine writing di Di Paolo
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| "Dove eravate tutti (Feltrinelli): il libro di un giovane che emerge sulla scena della grande editoria ma non di un esordiente costruito secondo il consueto target editoriale: un libro di una giovane generazione che non segue il diffuso e variabile modello giovanilistico. Di Paolo sfugge a ogni lamentoso narcisismo vittimistico, come a insistenti epifanie della marginalità giovanile, a serpeggianti modelli di giovinezza “negativa”, a radicali negazioni di ogni comunicazione con il mondo “adulto”." |
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"L’espresso"
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06/10/2011
Marco Belpoliti
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Memorie di Italo
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| "L’idea geniale di Harry Potter, si è detto, è quella di aver pensato una serie di libri, uno per anno, seguendo i lettori nell’arco della crescita. E ora ecco qui la generazione-Potter. Il ventisettenne Paolo Di Paolo, autore di “Dove eravate tutti”, ne è un esponente: romantico, buonista, e soprattutto malinconico." |
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"Il Sole 24 Ore - Domenica"
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02/10/2011
Filippo La Porta
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Padri da scegliersi e responsabilità corali
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| "Il romanzo di Paolo Di Paolo Dove eravate tutti (Feltrinelli) ci interroga frontalmente sulle nostre responsabilità morali del passato prossimo. Ci racconta di una generazione, quella di Italo, il protagonista (nato come l'autore nel 1983), accompagnata dalla presenza quasi costante di Berlusconi «da qualche parte», una generazione scolarizzata e post-ideologica, aliena da fanatismi ma che non ha «mai creduto a niente fino in fondo»." |
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"La Stampa, Tuttolibri"
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01/10/2011
Sergio Pent
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Di Paolo, come fa male il benessere
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| "Le risposte per il futuro possono partire con dolorosa consistenza dalle domande lecite, consapevoli e allarmate di questo pungolante romanzo in cerca di romanzo." |
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"Gli Altri"
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30/09/2011
Giulia Alberico
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“Dove eravate tutti” mentre l’Italia si berlusconizzava?
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| "Un romanzo dal titolo molto bello e, per certi versi, destabilizzante: Dove eravate tutti (Feltrinelli euro 15). Il titolo, come si sa, crea nel lettore attesa, gli suggerisce un’idea della storia narrata, lo predispone ad un clima. E per l’autore, il giovane scrittore Paolo Di Paolo Dove eravate tutti è la considerazione amara che facciamo, pensando agli ultimi vent’anni così alieni, così –per moltissimi di noi – inquietanti." |
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"Vanity Fair"
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21/09/2011
Chiara Gamberale
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Noi, i ragazzi dello zoo di Berlusconi
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| "«Non è una cosa bella né brutta. È una cosa vera». Così riflette l'adolescente del romanzo di Paolo Di Paolo mentre scopre di essere cresciuto nell'era
del premier. Assieme a quei Peter Pan di mamma e papà." |
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"l'Unità"
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17/09/2011
Chiara Valerio
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La gioventù bruciata dal fattore B.
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| "Dove eravate tutti di Paolo di Paolo (Feltrinelli) è un romanzo di formazione nell’epoca della riproducibilità tecnica e, nel quale, la riproducibilità tecnica è soprattutto una questione di eco." |
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