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31 luglio 2010
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“Est Ovest” all’Eliseo. Un apologo sul futuro
di Rita Sala, tratto da “Il Messaggero”, 14 ottobre 2009
Teatro di conversazione. Teatro dove la Parola ha il posto d’onore, dètta e risolve personaggi, scioglie i nodi drammatici, sublima i sentimenti. Teatro da ascoltare. Cristina Comencini sa bene di cosa si tratti. Maestra di situazioni e di battute, questo “suo” teatro ce lo ripropone con Est Ovest, il testo in scena da ieri sera all’Eliseo (primo titolo del cartellone 2009-2010, nella sala di via Nazionale fino al 1° novembre), prodotto da Artisti Riuniti e Antheia, protagonista assoluta Rossella Falk.
Il successo che Due partite, commedia del 2006 con Margherita Buy, Isabella Ferrari, Marina Massironi e Valeria Milillo, ha riscosso nelle sale, “provocando” un immediato remake per il palcoscenico e quindi un film, ha evidentemente aiutato l’autrice e regista, Che ha scritto e messo in scena, soprattutto per la Falk, una storia ugualmente domestica, ugualmente fluida, ugualmente capace di smuovere montagne senza togliere i personaggi dalle loro sedie.
Il tema è quello dell’alterità da scoprire omologa, dei punti cardinali opposti solo per convenzione, metaforicamente e non. I fatti? Quelli della quotidianità metropolitana, oggi, in Italia. Le figure? Prese dalla cronaca personale e pubblica, ritagliate in un interno borghese attorno a Letizia, matriarca che vede riuniti attorno a sé i parenti nel giorno del suo ottantesimo compleanno.
Presso la tavola apparecchiata dalla “serva” ucraina Oxana (Merita Xhani), anche badante dell’anziana signora, ci sono il fratello (un Luciano Virgilio tonico, spiritoso), i due figli (Claudio Bigagli e Daniela Piperno, giusti nel ruolo di ex-ragazzi ardenti, ma un po’ sgangherati), i nipoti (Viola Graziosi, Elisabetta Arosio, Roberto Infascelli, Alessandro Sperduti). Manca soltanto Isabella, la nipote prediletta, che Letizia (una Rossella Falk impeccabile, bella, quiincline ad usare la corda comico-umoristica di cui pure, fra le tante a sua disposizione, può fregiarsi) evoca in continuazione.
Il chiacchiericcio volutamente banale del primo tempo, con digressioni destinate appunto alla risata, diventa, nel secondo, resa dei conti. Quando, assieme al “caso Isabella”, vien fuori la verità di ogni personaggio, piccola, grande o deforme che sia, appare chiaro l’epilogo. Letizia e Oxana, che da tempo si scambiano amorevolmente odio e odiosamente amore, sono destinate a percorrere avvinte, senza alcuna cornice, la strada del tempo a venire; a condividere il futuro prescindendo dall’età rispettiva, dal censo, dal valore scardinante del benessere. Ovest ed Est. E viceversa. Persone fra loro antitetiche che si prestano a diventare simboli di una nuova unità, quella da vivere, prima o poi, tutti quanti insieme.
Il pubblico non fatica ad essere complice dell’apologo. E se ne va contento, magari disposto a riflettere qualche attimo di più su certe situazioni più frequenti di quanto si pensi.