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24 maggio 2013
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In Universale Economica
A P.P.P.
Caro Pier Paolo, guardando le date
mi accorgo che son diventato
più vecchio di te. E sempre, spesso,
ci si era ripromessi
("non adesso! non si ha un attimo
fra il correre e il daffare!") di passare
l’età (si-fa-per-dire) ‘matura’
a discutere e litigare
finalmente,
incessantemente – "e ne avrò tante,
di quelle! da dirtene! tutte!"
promettevi, "e le metto da parte!" –
con te, Italo, Goffredo, e Gianni, e il Manga...
E magari in campagna,
fra camini e castagne,
e un meritato champagne...
"Far conversazione",
come Goffredo e il senatore Giustino
di Valmarana, in velada o robone
per fior di ciàcole venexiane
sotto i Tiepolo vicentini...
Qui ci sarebbe stata Cetona
o Chianciano...
Ma ormai è un’altra generazione
che ci muore precocemente, e tutta insieme.
Come
gli ultimi amati e savi bons vivants
del Lido, e di Capri, e di Via Veneto...
Patti e De Feo, Pannunzio, Flaiano,
Chiaromonte, Baldini, Milano,
Bianchi, D’Amico, Vigolo,
ultimi veri critici...
E Wilcock? E Delfini...
Altro che le famose pesti manzoniane,
di Defoe, di Camus, o le stragi dell’Aids,
e dei poeti nella Grande Guerra... C’è
da chiedersi, davvero,
"che ci facciamo, allora,
qui?"... Con chi si parla, ancora?
Con chi si commenta e disputa, adesso?...
Non si potrà contare che vengano
spesso
Catulli o fratelli a discorrere
(magari al cimitero della Piramide)
col vecchio "cenere
muto" – né confidare
in qualche improbabile
post-Properzio inguaribile
per apparirgli (Elegie, iv, 7)
di notte, sul letto,
un po’ bruciacchiati e sbattuti
da un Aldilà tipo cinema muto,
ricordando un’antica
epica povera
di Maserati bianche e compatite
perché usate
(e spinte a mano, a Civitavecchia...),
tra cespugli e fossati, e le piccole
tribù selvagge che (benché illetterate)
il tuo nome (ancora illacrimato)
lo conoscevano, coi soprannomi
anche prima dei film.
copertina

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