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E' morto Hubert Selby Jr. I materiali
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E' morto il 26 aprile 2004 Hubert Selby, oggi considerato un "grande" del Novecento. Il suo Ultima fermata a Brooklyn, fu pubblicato nel 1966 da Feltrinelli e sequestrato per "oscenità" fino al 1972. Il parere di Feltrinelli su questi racconti era il seguente: "Il libro è un documento sulle tremende degenerazioni umane nelle civiltà sempre più disumane delle grandi città…non trovo niente di osceno nel libro, niente di quel compiacimento degenere verso l'erotismo, che caratterizza la stampa pornografica…".
A seguire altri documenti originali suoi e di Moravia, Piovene... e molto altro.
Cronologia
Ultima fermata a Brooklyn era uscito nel 1964 negli Stati Uniti e fu subito acclamato come uno dei libri più importanti della nuova giovane scena letteraria, che trattava con estrema crudezza e realismo la vita di strada a New York. Proprio per questa ragione, come altri autori - basti citare Miller e Burroughs - anche Selby fu sottoposto al blocco della censura. La stessa cosa avvenne in Inghilterra, quando l'editore John Calder lo pubblicò qualche tempo dopo. Giangiacomo Feltrinelli, che lo fece conoscere in Italia, prevedendo che l'accoglienza della censura italiana non sarebbe stata meno morbida chiese, nell'aprile del 1966, ad Alberto Moravia, Guido Piovene e Gian Piero Brega alcuni giudizi a sostegno del libro.
Il libro fu pubblicato nell'agosto del 1966.
Nel novembre 1966, il Procuratore della Repubblica di Milano Pasquale Carcasio ordinò il sequestro del libro, per oscenità. Giangiacomo Feltrinelli affidò il caso al Prof. Alberto Dall'Ora.
Il 20 dicembre 1966 Hubert Selby Jr. scrisse una lettera a Feltrinelli sulla questione dell'"oscenità".
Il 31 luglio 1968 il Tribunale inglese assolse l'editore John Calder e dissequestrò il libro.
Il 4 febbraio 1972 la Corte di Appello di Milano assolse Giangiacomo Feltrinelli e dissequestrò l'edizione italiana.
Nel 1989 il regista tedesco Uli Edel, lo stesso di Christiane F. I ragazzi dello zoo di Berlino, realizzò una pellicola di successo tratta dal libro.
Alessandro Baricco presentando Canto della neve silenziosa dice: "Selby, uno che quando lo leggi non scrivi più come prima".
Rossana Campo nel suo blog sul sito Feltrinelli dice: "Sono a Marsiglia, una bellissima giornata di sole che diventa grigia di colpo. Hubert Selby Jr. se n'è andato. Aveva 75 anni e era uno dei più grandi scrittori americani. Lui pero' ha sempre detto di non sentirsi americano, ma newyorkese, anzi, uno di Brooklyn. Quando era uscito il suo primo libro Last exit to Brooklyn un critico aveva scritto: Non si poteva scendere più in basso, ma da tutta questa merda sale come un canto di gloria. Lou Reed si era ispirato a lui ai tempi di 'Walk on the wild side'. Scriveva con quel suo stile violento e delicato, diceva che era lo stile che lo aiutava a vivere. Respirava con un piccolo pezzo di polmone da anni. Tutti i suoi eroi si chiamavano Harry."
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Alberto Moravia su Ultima fermata a Brooklyn

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Alessandro Baricco su Hubert Selby Jr.

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Gian Piero Brega su Ultima fermata a Brooklyn

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Guido Piovene su Ultima fermata a Brooklyn

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L'atto di sequestro del 1966

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La lettera di Hubert Selby Jr. a Giangiacomo Feltrinelli

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Nella casbah di New York

Un articolo del’”Espresso” del 1964 su Hubert Selby Jr.
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Stanze di nevrosi quotidiana di Pier Vittorio Tondelli

Leggi Tondelli da "L'Espresso"
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