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Per il centenario della nascita di Hannah Arendt
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Hannah Arendt nasce a Hannover il 14 ottobre 1906. Studia nelle università di Marburgo, Friburgo in Brisgovia e Heidelberg, con Martin Heidegger, Rudolf Bultmann e Karl Jaspers. Nel 1933 è costretta ad abbandonare la Germania a causa delle persecuzioni contro gli ebrei e ripara prima in Francia e poi, dopo l’occupazione tedesca, negli Stati Uniti dove dal 1941 insegna nelle più prestigiose università fino al 1975, anno della sua morte. Tra le sue opere ricordiamo: La banalità del male (Feltrinelli 1964), Le origini del totalitarismo (Bompiani 1978, 1982), Politica e menzogna (SugarCo 1985), il carteggio con Jaspers, Carteggio 1926-1969. Filosofia e politica (Feltrinelli 1988), Vita activa (Bompiani 1989, 1994), Il pescatore di perle. Walter Benjamin 1892-1940 (Mondadori 1993), Ebraismo e modernità (Feltrinelli 1993), Cos’è la politica (Edizioni di Comunità 1995), Verità e politica (Bollati Boringhieri 1995), Sulla violenza (Guanda 1996), Archivio Arendt. 1. 1930-1948 (Feltrinelli 2001) e Archivio Arendt. 2. 1950-1954 (Feltrinelli 2003). Nel 2006 Feltrinelli ha pubblicato un’Antologia di saggi centrati sulla questione fondamentale del totalitarismo, scelti dal suo traduttore e studioso Paolo Costa.
Nello speciale per il centenario della nascita della filosofa un intervento audio di Paolo Costa, estratti dalle opere, articoli e una bibliografia.
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Eichmann. È la mediocrità che porta nel baratro (Alessandro Piperno, “Corriere della Sera”, 15 marzo 2006)

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Hannah Arendt, la fanciulla con gli occhi brillanti che cercava la verità del mondo. (Pietro Citati, “la Repubblica”, 15-16 luglio 2003)

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Hannah, conservatrice e libertaria (Massimo Boffa, “Rinascita”, 19 ottobre 1985)

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Il passaporto “nonsense” dei senza patria (Alessandro Dal Lago, “il manifesto”, 14 ottobre 2006)

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La banalità del male revisited (di Sabina Loriga, tratto da “Diario del Mese”, 24 gennaio 2003)

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Un estratto da Archivio Arendt – 2. 1950-1954

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Un estratto dall’Antologia

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Paolo Costa su Hannah Arendt
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