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È morto Giovanni Pesce
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“I gappisti […] non si fermarono mai davanti a nessun ostacolo, a nessun pericolo. Le loro gesta occupano un posto di rilievo nella storia della Resistenza popolare contro nazisti e fascisti. Chi "furono i gappisti? Potremmo dire che furono ‘commandos.’ Ma questo termine non è esatto. Essi furono qualcosa di piu e di diverso di semplici ‘commandos.’ Furono gruppi di patrioti che non diedero mai ‘tregua’ al nemico: lo colpirono sempre, in ogni circostanza, di giorno e di notte, nelle strade delle città e nel cuore dei suoi fortilizi . Con la loro azione i gappisti sconvolsero più e più volte l'organizzazione nemica, giustiziando gli ufficiali nazisti e repubblichini e le spie, attaccando convogli stradali, distruggendo interi parchi di locomotori, incendiando gli aerei sui campi di aviazione. Ancora non sappiamo chi erano i gappisti. Sono coloro che dopo 1'8 settembre ruppero con l'attendismo e scesero nelle strade a dare battaglia, iniziarono una lotta dura, spietata, senza tregua contro i nazisti che ci avevano portato la guerra in casa e contro i fascisti che avevano ceduto la patria all'invasore, per conservare qualche briciola di potere. Gli episodi piu straordinari e meno conosciuti di questa lotta si svolsero nelle grandi città, dove il gappista lottava solo e braccato contro forze schiaccianti e implacabili; sono coloro che colpirono subito i nazisti sfatando il mito della loro supremazia e ricreando fiducia negli incerti e nei titubanti i quali ripresero le armi in pugno. I gappisti non furono mai molti: alcuni erano giovanissimi, altri avevano dietro di sé l'esperienza della guerra di Spagna e la severa disciplina della cospirazione, del carcere fascista e del confino. Tutti, nel difficile momento dell'azione, nelle giornate drammatiche della reazione piu violenta, quando la vita era sospesa a un filo, a una delazione, a una retata occasionale, tutti, giovani e anziani, seppero trovare la forza e la coscienza di non fermarsi. Soprattutto, i gappisti furono uomini che amavano la vita, la giustizia; credevano profondamente nella libertà, aspiravano a un avvenire di pace, non erano spronati da ambizione personale, da arrivismo, da calcoli meschini.” […]
Così "Visone", questo il nome di battaglia di Giovanni Pesce, descrive i suoi compagni di lotta nella prefazione a Senza tregua. La guerra dei GAP, uno dei rari documenti sul ruolo svolto dai Gruppi di Azione Patriottica (i GAP) nella Resistenza. Giovanni Pesce è morto il 27 luglio 2007 all’età di 89 anni. Nato a Visone d'Acqui nel 1918 e, emigrato con la famiglia in Francia, Pesce ha vissuto infanzia e adolescenza a La Grand Combe. Nel '36 è partito volontario per la Spagna con le Brigate internazionali ed è stato in prima fila in tutte le grandi battaglie della Guerra civile. Tornato in Italia, viene arrestato e deportato a Ventotene. Liberato nell'agosto del '43, nel settembre del 1943 è tra gli organizzatori dei G.A.P. a Torino; dal maggio del 1944 assume a Milano, sino alla Liberazione il comando del 3° G.A.P. "Rubini". Proclamato "eroe nazionale" dal comando delle brigate "Garibaldi", nel dopoguerra venne decorato di medaglia d'oro al valor partigiano.
Senza tregua è stato pubblicato per la prima volta da Feltrinelli nel 1967 nella collana "La Clessidra" e poi nel giugno 1973 in "Universale Economica".
Su Senza tregua Il regista Marco Pozzi ha realizzato un documentario che è stato presentato alla LX Mostra del Cinema di Venezia nel settembre del 2003
Nello speciale un estratto dal libro e la rassegna stampa.
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Giovanni Pesce, il partigiano dei Gap (Antonio Carioti, “Corriere della Sera”, 28 luglio 2007)

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La rassegna stampa su Senza tregua

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Senza tregua, Giovanni Pesce racconta la “sua” lotta partigiana (di Flavio Marcolini, “Bresciaoggi”, 17 luglio 2004)

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Senza tregua, la dura scelta nel libro di Giovanni Pesce (di Fosco Giannini, “Liberazione”, 27 gennaio 2004)

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Giovanni Pesce, antifascismo senza tregua (di Enrico Manera, “l’Unità”, 25 aprile 2004)

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Morto Pesce, un maestro di libertà (“Il Mattino”, 28 luglio 2007)

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Morto a 89 anni il leggendario capo dei partigiani gappisti (Alberto Papuzzi, “La Stampa”, 28 luglio 2007)

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Nori, Giovanni Pesce e la loro Resistenza (Cinzia Sasso, “la Repubblica”, 28 novembre 2003)

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