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10 febbraio 2012
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Il 2003 è l’Anno Internazionale dell’Acqua
Riconoscendo la fondamentale importanza delle risorse idriche per il futuro del pianeta, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2003 Anno Internazionale dell’Acqua.

• Un miliardo e cento milioni di persone, più o meno un sesto della popolazione mondiale, non hanno accesso ad acqua sicura e 2 miliardi e 400 milioni, ossia il 40 per cento della popolazione del pianeta, non dispongono di impianti igienici adeguati.
• Ogni giorno, circa 6.000 bambini muoiono per malattie causate da acqua inquinata, da impianti sanitari e da livelli di igiene inadeguati – come se 20 jumbo jet si schiantassero ogni giorno.
• Si stima che acqua non potabile e impianti igienici inadeguati siano all’origine dell’80 per cento di tutte le malattie presenti nel mondo in via di sviluppo.
• Donne e bambine tendono a soffrire maggiormente a causa della mancanza di impianti igienici.
• Lo sciacquone della toilette in un paese occidentale impiega una quantità d’acqua equivalente a quella che, nel mondo in via di sviluppo, una persona media impiega per lavare, bere, pulire e cucinare nell’arco di un’intera giornata.
• Nel corso del secolo scorso l’uso dell’acqua è aumentato del doppio rispetto al tasso di crescita della popolazione. Il Medio Oriente, il Nord Africa e l’Asia meridionale soffrono di carenze idriche croniche.
• Nei Paesi in via di sviluppo fino al 90 per cento delle acque reflue viene scaricato senza subire alcun genere di trattamento.
• Il pompaggio intensivo delle acque freatiche per ricavare acqua da bere e per l’irrigazione ha fatto sì che in numerose regioni i livelli dell’acqua siano diminuiti di decine di metri, costringendo le persone a bere acqua di qualità scadente.
• Nei Paesi in via di sviluppo le perdite di acqua causate da dispersioni, allacci illegali e sprechi ammontano a circa il 50 per cento dell’acqua da bere e al 60 per cento dell’acqua irrigua.
• Nel corso degli anni ’90 le inondazioni hanno interessato più del 75 per cento di tutte le persone colpite da disastri naturali, causando più del 33 per cento del totale dei costi stimati per i disastri naturali.

"L’acqua è probabilmente l’unica risorsa naturale che interessa tutti gli aspetti della civiltà umana – dallo sviluppo agricolo e industriale ai valori culturali e religiosi radicati nella società." - Koichiro Matsuura, Direttore Generale, UNESCO

Acqua dolce: un bene prezioso
L’acqua dolce è l’elemento indispensabile per la vita sulla terra. Essa è essenziale per soddisfare le necessità umane fondamentali, come anche per la salute, la produzione alimentare, l’energia ed il mantenimento degli ecosistemi regionali e globali. Nonostante il 70 per cento della superficie del pianeta sia coperto di acqua, solamente una frazione di essa — il 2,5 per cento — è dolce, e di questa percentuale il 70 per cento è congelato nelle calotte polari. Il rimanente è presente sotto forma di umidità nel terreno. Questo fa sì che meno dell’uno per cento delle risorse di acqua dolce del pianeta siano disponibili per un utilizzo da parte dell’uomo.

Se gli attuali modelli di consumo resteranno invariati, entro l’anno 2025 due persone su tre sulla terra vivranno in condizioni di tensioni idriche – con moderate o gravi carenze d’acqua.

"La condizione dei poveri del pianeta non potrà essere alleviata senza che venga affrontata la qualità delle risorse di base dalle quali essi dipendono – terra e acqua. Il miglioramento dell’impiego dell’acqua è fondamentale per tutte le altre dimensioni dello sviluppo sostenibile." - Nitin Desai, Segretario Generale del Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile

Che cosa deve essere fatto?
Per spronare all’azione e guidare il cammino sono stati fissati numerosi importanti obiettivi. I leader mondiali riunitisi in occasione del Vertice del Millennio delle Nazioni Unite hanno concordato di dimezzare entro il 2015 la percentuale di persone che non dispone di accesso all’acqua sicura da bere. In occasione del Vertice di Johannesburg del 2002, inoltre, essi hanno riaffermato tale impegno e aggiunto un ulteriore obiettivo, quello di dimezzare entro il medesimo anno la percentuale di persone che non ha accesso agli impianti igienici di base. Essi hanno inoltre concordato di sviluppare, entro il 2005, piani nazionali di gestione e rendimento idrici.

Raggiungere questi obiettivi rappresenta uno sforzo enorme, che richiede risorse ingenti e un’azione coordinata, non soltanto da parte dei governi ma anche da parte delle persone che fanno uso dell’acqua e di quanti investono su questa risorsa preziosa, specialmente a livello nazionale. Le iniziative necessarie comprendono:

• Modificare i comportamenti nell’impiego dell’acqua e per quanto riguarda l’igiene;
• Mobilitare le risorse e la partecipazione delle comunità, in particolare dei gruppi femminili;
• Stabilire degli obiettivi e dei piani nazionali per generare investimenti;
• Realizzare delle politiche e dei quadri normativi per la gestione delle acque che prendano in considerazione tanto le esigenze della sanità pubblica quanto quelle degli ecosistemi;
• Creare delle partnership fra le imprese private, i donatori bilaterali, le agenzie per lo sviluppo, le banche, la società civile e le comunità locali.

Ci sono notizie incoraggianti. A Johannesburg, per esempio, sono state annunciate da governi, agenzie internazionali e banche, da organizzazioni non governative e dal settore privato più di venti iniziative di collaborazione sull’acqua e sugli impianti igienici — che impegneranno risorse superiori al miliardo di dollari. Adesso è importante mantenere l’attuale slancio, in modo da raggiungere gli obiettivi e fare uso migliore delle risorse idriche.

Vai al Sito ufficiale dell’Anno Internazionale dell’Acqua

Per ulteriori informazioni:

Centro d’Informazione delle Nazioni Unite – Italia
Piazza San Marco 50 – 00186 Roma
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Le guerre dell'acqua
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