Descrizione

"Non esiste assurdità che non possa essere vissuta con naturalezza e sul mio cammino, lo so fin d'ora, la felicità mi aspetta come una trappola inevitabile. Perché persino là, accanto ai camini, nell'intervallo tra i tormenti c'era qualcosa che assomigliava alla felicità. Tutti mi chiedono sempre dei mali, degli 'orrori': sebbene per me, forse, proprio questa sia l'esperienza più memorabile. Sì, è di questo, della felicità dei campi di concentramento che dovrei parlare loro, la prossima volta che me lo chiederanno".

Premi e Riconoscimenti

  • 2001 - Premio Flaiano - Premio Flaiano a Imre Kertész per Essere senza destino

Recensioni d'autore

  • Storia di un ragazzo deportato nei campi di sterminio nazisti: il resoconto della drammatica esperienza personale, che ha certamente segnato l'uomo e il letterato.

  • Tanto è forte che ho sentito dire a uno scrittore che era invidioso delle sofferenze di Kertész nei campi di concentramento, che lo avevano dotato di una forza e di un'intelligenza irraggiungibili.

  • Racconta fuori da ogni retorica, con gli occhi di un ragazzino innocente, l'incontro con la macchina della morte.

  • Proprio Auschwitz era per Kertész l'ultimo mito fondante europeo. L'Europa ideale, quella del destino collettivo e non più fratricida, cui si ambiva alla fine della Seconda guerra mondiale, non sarebbe stata immaginabile senza la Shoah.

  • L'orrore non è dietro l'angolo, ci ha insegnato Kertész. È con noi, ordinario, pronto a sottrarci la normalità senza fare troppo rumore.

  • Un ragazzo sopravvissuto ad Auschwitz che, una volta tornato a casa, non ritrovandosi più, viene assalito da un atroce senso di nostalgia per l'ambiente orribile eppure protettivo del lager.

  • La confessione della nostalgia per il campo di concentramento.

  • Uno dei libri più intensi e terribili sul mondo concentrazionario. Forse ciò deriva dall'apparente freddezza, dal distacco, da un tono privo di emozioni che rende ancor più terribile e lacerante la cronaca di questa dura esperienza.

  • Il romanzo di Imre Kertesz è un nuovo sassolino posto sulla pietra tombale del Novecento, perché il ricordo è vita.

  • Una di quelle testimonianze che, anziché avvalersi delle emozioni, riescono a restituirle integre e senza interpretazioni.

  • Un libro essenziale, forse uno dei più importanti scritti nel dopoguerra, unico nel suo genere.

  • Capolavoro.

Conosci l’autore

Imre Kertész

Imre Kertész (1929-2016), nato a Budapest, è stato deportato nel 1944 ad Auschwitz e liberato a Buchenwald nel 1945. Tornato in Ungheria nel 1948, ha lavorato prima come giornalista, poi per mantenersi ha iniziato a tradurre (tra gli altri Freud, Nietzsche, Canetti, Wittgenstein) e a scrivere romanzi e opere per il teatro. Il libro Essere senza destino (Feltrinelli, 1999; premio Flaiano 2001) per molto tempo non ha trovato un editore in Ungheria, una volta uscito è stato ignorato e il suo autore messo al bando. Kertész, che ha dovuto attendere il crollo del muro di Berlino per vedere riconosciuta la propria opera, in patria e all’estero, ha vinto il Premio Nobel per la letteratura nel 2002 e il premio Lettura del Grinzane Cavour nel 2008. Feltrinelli ha pubblicato anche Fiasco (2003), Liquidazione (2005), Kaddish per il bambino non nato (2006), Storia poliziesca (2007) e Dossier K. (2009).

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Luglio, 2014
Collana: 
Universale Economica
Pagine: 
224
Prezzo: 
9,50€
ISBN: 
9788807884900
Genere: 
Tascabili 
Traduttore: 
Barbara Griffini