Descrizione

Un’isola uncinata al cielo con le sue rocce plutoniche, attracco difficile, fuori dai tracciati turistici, dove buca il cielo un faro tuttora decisivo per le rotte che legano Oriente e Occidente. Paolo Rumiz, viandante senza pace, va a condividere lo spazio con l’uomo del faro, con i suoi animali domestici: si attiene alle consuetudini di tanta operosa solitudine, si arrende all’instabilità degli elementi, legge la volta celeste. Il faro sembra fondersi con il passato mitologico, austero Ciclope si leva col suo unico occhio, veglia nella notte, agita l’intimità della memoria, richiama le dinastie dei guardiani e delle loro mogli (il governo dei mari è legato all’anima corsara delle donne), ma soprattutto apre le porte della percezione. Nell’isola del faro si impara a decrittare l’arrivo di una tempesta, ad ascoltare il vento, a convivere con gli uccelli, a discorrere di abissi, a riconoscere le mappe smemoranti del nuovo turismo da crociera e i segni che allarmano dei nuovi migranti, a trovare la fraternità silenziosa di un pasto frugale. Rumiz ci porta con sé davanti al Ciclope, dentro il Ciclope, per dirci la scoperta della solitudine, del vivere con poco, della confidenza con il cielo, con il ritmo della luce, con la propria interiorità e l’inquietante meraviglia del mondo. Un “viaggio immobile” diventato avventura dell’anima.

“Gli arcipelaghi dell’anima sono infinitamente più misteriosi e complicati di quelli reali”

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Premi e Riconoscimenti

  • 2016 - Premio Procida Isola di Arturo - Elsa Morante - sezione Mare - Vincitore Premio Procida Isola di Arturo - Elsa Morante - sezione Mare

Recensioni d'autore

  • Viaggio immobile su di un'isola disabitata e il suo faro.

  • Quando le navi avvistano un faro, sanno di essere vicine a casa. Paolo Rumiz, scrittore e giornalista girovago, racconta in prima persona il rapporto profondo con uno di questi giganti.

  • Narra un'esperienza straordinaria o meglio un "viaggio immobile", diventato avventura dell'anima, in un'isola del Mediterraneo a contatto con la natura.

  • Può anche accadere che il faro, scosso dal muggito straziante del vento, pianga con un lamento che viene dalle più segrete giunture, sembra di essere a un passo dall'aldilà, ma l'esperienza vissuta ti premia con la scoperta della solitudine, del vivere con poco, della confidenza con il cielo, con la propria interiorità e l'inquietante meraviglia del mondo.

  • Il romanzo parla di un faro tuttora decisivo per le rotte che legano Oriente e Occidente, dell'uomo che lo mantiene in funzione, delle sensazioni che si vivono in questo luogo isolato ma al tempo stesso al centro dell'attualità.

  • È bellissimo e appagante insieme.

  • Pagine dense di letteratura, di poesia e di una cosa molto importante: la luce di una nuova meta, quell'altrove che ci rende vivi.

  • Arriva un giorno in cui anche il viaggiatore più inquieto, il viandante perenne, sente il bisogno di sostare. Di viaggiare da fermo.

Conosci l’autore

Paolo Rumiz

Paolo Rumiz è giornalista de “la Repubblica” e “Il Piccolo” di Trieste. Con Feltrinelli ha pubblicato La secessione leggera (2001), Tre uomini in bicicletta (con Francesco Altan; 2002), È Oriente (2003), La leggenda dei monti naviganti (2007), Annibale (2008), L’Italia in seconda classe. Con i disegni di Altan e una Premessa del misterioso 740 (2009), La cotogna di Istanbul (2010, nuova edizione 2015; Audiolibri “Emons-Feltrinelli”, 2011), Il bene ostinato (2011), la riedizione di Maschere per un massacro. Quello che non abbiamo voluto sapere della guerra in Jugoslavia (2011), A piedi (2012), Trans Europa Express (2012), Morimondo (2013), Come cavalli che dormono in piedi (2014), Il Ciclope (2015), Appia (con Riccardo Carnovalini; 2016) e, nella collana digitale Zoom, La Padania (2011), Maledetta Cina (2012), Il cappottone di Antonio Pitacco (2013), Ombre sulla corrente (2014).

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Gennaio, 2017
Collana: 
Universale Economica
Pagine: 
160
Prezzo: 
8,00€
ISBN: 
9788807888854
Genere: 
Tascabili