Descrizione

Discepolo di Gualtiero Marchesi e Alain Ducasse, Davide Oldani è a sua volta diventato un maestro. Un maestro molto particolare, come dimostra questo libro. Piuttosto che lasciar cadere dall’alto sapere ed esperienza, Oldani sembra porgere dell’uno e dell’altra la condivisibilità, i princìpi (semplici, di buonsenso) che è venuto, quasi automaticamente, scoprendo lungo la strada percorsa. Già, la strada. Che non è dritta, non è il rettilineo dell’ambizione ma il cerchio, l’andamento curvilineo di chi, andando, continua a poter contemplare la casa da cui è partito, ogni tappa, ogni sosta, ogni avvio, e la casa a cui tornare. 
La Cornaredo dell’infanzia, la Cornaredo dell’Oldani giovane promessa del calcio, diventa la sede del ristorante d’o, dove ora è il mondo a venire. E proprio perché è necessario ospitare il mondo, Oldani pensa a una cucina di ingredienti non inutilmente costosi, pensa a posate disegnate perché siano utili, a sedie e tavoli che siano comodi, a spazi fra tavolo e tavolo che stabiliscano, se è il caso, relazioni ma non impongano eccessiva vicinanza. Lui che ha imparato la vastità degli oceani, lui che ha appreso la peculiarità delle cucine internazionali, ci dice come tornare con leggerezza ai piatti tradizionali rinnovandoli dall’interno – zafferano e riso alla milanese, midollo di bue con scarola, vellutata di legumi, la celeberrima cipolla caramellata. Oldani ci parla, in questo libro, di princìpi condivisibili, di modelli comportamentali e imprenditoriali di grandissima essenzialità.
Ci racconta di uno chef che non solo sta in cucina ma la pulisce quando è il caso, che sta dove si inventano i piatti con lo sguardo di un solerte padrone di casa. Che si trova a suo agio nella lode alla leggerezza di Calvino e la traduce nell’armoniosa affabilità dei sapori.

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Conosci l’autore

Davide Oldani

Davide Oldani, uscito dalla scuola alberghiera, ha cominciato subito a lavorare da Gualtiero Marchesi, poi l’esperienza internazionale: al Gavroche di Londra, e al Louis XV di Montecarlo, poi eccolo a New York, Tokyo, in California e a Barcellona. Nel 2003 è tornato a Milano o meglio nel suo paese d’origine, Cornaredo, e ha aperto D’O, un ristorante a prezzi contenuti e altissima qualità che si è ben presto aggiudicato la prima stella della guida Michelin. Nel dicembre 2008 ha ricevuto l’Ambrogino d’oro dal Comune di Milano. La sua attività di designer, nata dall’osservazione quotidiana dell’ospite, rispecchia quella di cuoco. Tavoli, sedie, piatti, posate e bicchieri sono ispirati al pop: semplici, funzionali, eleganti. Tra i suoi libri ricordiamo: Cuoco andata e ritorno (2008), La mia cucina pop. L’arte di caramellare i sogni (2009) e Pop. La nuova grande cucina italiana (2010). Con Feltrinelli ha pubblicato Il giusto e il gusto. L’arte della cucina pop (2012).

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Settembre, 2012
Collana: 
Varia
Pagine: 
128
Prezzo: 
11,50€
ISBN: 
9788807491306
Genere: 
Saggistica