Descrizione

“Il deperimento delle nostre élite è generale. Niente e nessuno si è salvato dal lento processo di decomposizione. Non la politica. Né le grandi burocrazie pubbliche. Ma neppure magistrati, manager pubblici e privati, professori. Non ha risparmiato il sindacato, la finanza, i professionisti di ogni ordine e grado. Né poteva risparmiare la stampa e l’informazione.”
Sergio Rizzo, uno degli autori de La casta, il libro che ha dato agli italiani il sostantivo giusto per protestare contro una classe politica indecente, ha perso la pazienza – ma non il senso del ridicolo – e in questo libro lancia il suo atto d’accusa contro tutta la classe dirigente italiana: “Eravamo un paese che aveva fame di crescere: adesso siamo la Repubblica dei brocchi”.
Perché al di là della questione morale, al di là dei reati e del dolo, al di là degli interessi privati che si fanno atti pubblici, la questione cruciale è che la nostra classe dirigente semplicemente non è al livello di quella degli altri paesi sviluppati. I brocchi non vogliono migliorare, riformare, far avanzare il paese: vogliono che tutto resti com’è per sempre, per godersi le proprie rendite di posizione. Ai brocchi non interessa quello che fanno gli altri, le soluzioni nuove ai problemi vecchi: per loro i problemi sono eterni e irrisolvibili. I brocchi non credono nella meritocrazia (se non a parole) e hanno una nutrita discendenza da piazzare, spesso composta di brocchi ancora peggiori.
Sergio Rizzo disegna con severità e sarcasmo la galleria degli orrori che si trova di fronte chi, come lui, cerca di raccontare la realtà italiana, interrogandosi sulle ragioni di una caduta così verticale dei valori della nostra classe dirigente, dai costituenti ai ladri dei consigli regionali. Con una conclusione: cambiare si può, se si vuole, rimettendo dei paletti ed esigendo che vengano rispettati.

 

Non sanno usare il congiuntivo.
Pensano solo al loro interesse, e spesso senza neanche molta furbizia.
Non conoscono vergogna, non prendono lezioni da nessuno.
Sono mediocri, ma si credono i migliori.
E sono la nostra classe dirigente.

 

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Recensioni d'autore

  • Non ci sta Sergio Rizzo, giornalista d'inchiesta e autore di La repubblica dei brocchi, in cui segnala clientele e malcostume nazionali.

  • Rizzo si chiede se si è salvato veramente qualcosa dal deperimento, dal decadimento generale che ha coinvolto la politica, la magistratura, le burocrazie pubbliche, la stampa e la finanza o se siamo condannati davvero a un degrado inarrestabile.

  • Secondo Rizzo non è solo la classe politica ad essere sotto accusa, ma un'intera classe dirigente che ha gettato l'Italia nella mediocrità. E dei partiti non si salva nessuno, da Renzi alla destra.

  • Saggio che fotografa il declino della classe dirigente italiana

  • Temo che il titolo sia talmente azzeccato da entrare, da domani, nel lessico italiano (e non solo) per definire questa nostra sfregiata patria. Come accadde una decina di anni fa, quando Rizzo e Gian Antonio Stella raccontarono i politici definendoli "La casta".

  • Un tagliente atto d'accusa nei confronti della classe dirigente italiana. Spietato. Non risparmia nessuno. Nemmeno i giornalisti.

Conosci l’autore

Sergio Rizzo

Sergio Rizzo è inviato ed editorialista del “Corriere della sera”, dopo aver lavorato a “Milano Finanza”, al “Mondo” e al “Giornale”. Tra i suoi libri, per Rizzoli: Rapaci, La cricca e Razza stracciona. Insieme a Gian Antonio Stella ha scritto, sempre per Rizzoli, La Casta, La Deriva, Vandali e Licenziare i  padreterni. Con Feltrinelli ha pubblicato Se muore il Sud (con Gian Antonio Stella, 2013; Premio Benedetto Croce 2014), Da qui all'eternità. L'Italia dei privilegi a vita (2014), il facilitatore (2015) e La repubblica dei brocchi. Il declino della classe ririgente italiana (2016).

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Novembre, 2016
Collana: 
Serie Bianca
Pagine: 
272
Prezzo: 
17,00€
ISBN: 
9788807173127
Genere: 
Saggistica