Descrizione

Nel corso della storia le carte geografiche hanno modellato la nostra visione del mondo e il posto che vi occupiamo. In questo brillante libro, Jerry Brotton sostiene che, lungi dall’essere meri strumenti della scienza, le mappe del mondo sono inevitabilmente descrizioni parziali e soggettive, intimamente legate ai sistemi di potere, all’autorità e alla creatività di tempi e luoghi particolari. I disegnatori di mappe non si limitano a raffigurare il mondo, lo costruiscono sulla base delle idee vigenti nella loro epoca. Questo libro analizza il significato di dodici mappe del mondo, a partire dalle rappresentazioni della storia antica e per finire con le immagini satellitari contemporanee. Ricrea vividamente gli ambienti e le circostanze in cui queste carte sono state create, mostrando come ciascuna di esse trasmetta un’immagine estremamente personale del mondo: la prospettiva cristiana centrata su Gerusalemme della mappamundi di Hereford del quattordicesimo secolo; la più antica mappa coreana che mostra la terra intera, compresa l’Europa; la prima autentica visione del mondo globalizzato del portoghese Diogo Ribeiro agli inizi del sedicesimo secolo; la proiezione negli anni settanta del Novecento che aveva l’ambizione di dare uguale dignità al “terzo mondo”; e il pianeta secondo Google. Brotton rivela come ogni mappa abbia tanto influenzato quantoriflesso gli eventi contemporanei e come, leggendole, si possano meglio comprendere le civiltà che le hanno prodotte. Sebbene il modo in cui mappiamo ciò che ci circonda stia cambiando di nuovo sensibilmente, secondo Brotton le carte di oggi non sono da considerarsi più definitive o oggettive di un tempo: continuano a ricreare e mediare la nostra concezione del mondo. Dopo aver terminato questo libro, i lettori non potranno più guardare a una mappa come prima.

Alessandro Baricco, "La Repubblica", 2 dicembre 2013
Dai Babilonesi a Google Earth Jerry Brotton racconta la nostra storia attraverso le carte geografiche... Dobbiamo a Brotton la possibilità di impararne le tecniche segrete, le ragioni ultime e le infinite particolarità curiose: ìl fatto che ce la porga senza essere pedante o vacuamente romanzesco, rende il suo libro un esempio significativo di come il sapere possa essere semplice tranquillità, pacata sicurezza e composta passione.

 

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Recensioni d'autore

  • Una storia straordinaria, raccontata con dovizia di apparati ma anche con un ammirevole piglio narrativo.

  • Guardare mappe, carte geografiche o mappamondi è un gesto incantevole, e quindi risulta tremendamente sciocco perdersi questo libro.

  • Dai Babilonesi a Google Earth Jerry Brotton racconta la nostra storia attraverso le carte geografiche... Dobbiamo a Brotton la possibilità di impararne le tecniche segrete, le ragioni ultime e le infinite particolarità curiose: il fatto che ce la porga senza essere pedante o vacuamente romanzesco, rende il suo libro un esempio significativo di come il sapere possa essere semplice tranquillità, pacata sicurezza e composta passione...

Conosci l’autore

Jerry Brotton

Jerry Brotton è docente di Studi rinascimentali alla Queen Mary University di Londra, ed è un esperto riconosciuto di storia delle mappe e di cartografia rinascimentale. Il suo libro, The Sale of the Late King’s Goods. Charles I and his Art Collection (2006) è stato selezionato per il Samuel Johnson Prize e l’Hessell-Tiltman History Prize. Nel 2010 ha condotto il programma della serie di BBC4 Maps. Power, Plunder and Possession. Feltrinelli ha pubblicato La storia del mondo in dodici mappe (2013).

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