Descrizione

In un futuro non troppo lontano, dopo una guerra che – ovviamente – è stata l’ultima, l’America vive nel benessere grazie all’impiego su vasta scala della meccanizzazione. Le macchine hanno sostituito l’uomo in ogni lavoro manuale e forse stanno per prendere il suo posto anche nelle attività intellettuali. La società è divisa in due. Da un lato un pugno di tecnici e manager, che proprio durante l’ultima guerra hanno imparato a produrre senza le maestranze richiamate sotto le armi. Dall’altro tutti coloro che il basso quoziente d’intelligenza condannava a un lavoro manuale che oggi non esiste più. Il cittadino medio americano, gratificato da modeste e standardizzate comodità, è confinato in un ghetto, lontano dalle fabbriche automatizzate, difese come fortezze, dove dominano incontrastati le macchine e i loro signori. Sotto questa blanda dittatura di tecnici e manager freddi e razionali come le macchine che hanno brevettato, l’americano medio vive una vita senza scopo. È un rottame, uno scarto del processo industriale, e più nessuno sembra aspettarsi da lui un gesto di ribellione. Sarà il tecnocrate più giovane e promettente, Paul Proteus, il primo ad avere qualche dubbio sulla validità della propria missione. Infiltrato dai suoi capi in una bislacca setta rivoluzionaria, dopo un vano tentativo di evadere dalla realtà rifugiandosi in un sogno pastorale, Proteus sfugge al loro controllo e diventa rapidamente il capo dei congiurati. I cittadini si sollevano e si gettano su quello che credono il loro nemico: la civiltà delle macchine. Ben presto, tuttavia, si accorgeranno che l’obiettivo era sbagliato. La civiltà ha bisogno delle macchine e i ribelli, incapaci di cavarsela senza il loro aiuto, si vedranno costretti a ricostruirle. Colpire i tecnocrati, non le macchine: questa era la linea da seguire. Proteus l’aveva intuito, ma ormai è troppo tardi. La rivoluzione è sconfitta e la morsa dei tecnocrati si stringe intorno a lui.
La lezione di Vonnegut è chiara: i rivoluzionari non sono stati battuti dai loro nemici, ma dagli uomini che sognavano di liberare. Erano stati questi i primi ad accusare il sistema e a proclamarsi schiavi delle macchine, mentre senza quel sistema e senza quelle macchine non avrebbero potuto vivere. È una lezione amara, e significa che l’uomo ha, in fondo, quello che vuole. Prima di poter cambiare il mondo, dovrà imparare a cambiare se stesso.

Conosci l’autore

Kurt Vonnegut

Kurt Vonnegut (Indianapolis, 1922 - New York, 2007) nacque in una famiglia colpita dalla Grande Depressione del ’29. Nel 1940 si iscrisse a biochimica all’università, poi andò sotto le armi e da prigioniero dei tedeschi assisté al bombardamento di Dresda. Tornato in America, ha studiato antropologia e ha fatto vari lavori fra cui il cronista, nello stato di New York. Esordisce come scrittore nel 1950 e pubblica il suo primo romanzo, Piano meccanico, nel 1952. Membro dell’American Academy and Institute of Arts and Letters, è considerato uno dei massimi scrittori di fantascienza e uno dei maggiori autori americani. Con Feltrinelli ha pubblicato: Mattatoio n. 5 (2003), da cui è stato tratto il film di Roy Hill nel 1972, Ghiaccio-nove (2003), Un pezzo da galera (2004), Piano meccanico (2004), La colazione dei campioni (2005), Le sirene di Titano (2006), Madre notte (2007), Barbablù (2007), Ricordando l’Apocalisse (2008), Guarda l’uccellino. Racconti inediti (2012), Perle ai porci (2015), Il grande tiratore (2019) e, nella collana digitale Zoom, Da tutte le strade si alzeranno lamenti (2012).

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Ottobre, 2004
Collana: 
I Narratori
Pagine: 
325
Prezzo: 
17,00€
ISBN: 
9788807016653
Genere: 
Narrativa 
Traduttore: 
Vincenzo Mantovani