1957
Un romanzo e un autore russo-sovietico sono al centro di un
avvenimento editoriale che ha anche clamorose implicazioni politiche. La
Feltrinelli, che già aveva palesato interesse per le sorti del
socialismo reale con testi sui dell'Est, pubblicando Il
dottor Zivago di Boris Pasternak, di cui ha acquistato i diritti mondiali, compie una scelta che è al contempo politica e foriera di una
notorietà che la porta di colpo all'attenzione internazionale.
Il
dottor Zivago, la cui edizione in lingua russa, proibita in Urss, è pure
pubblicata da Feltrinelli poco dopo, verrà tradotto in ventisei paesi. Nel
1958 Boris Pasternak, investito dall'ostilità delle autorità sovietiche ed
espulso dall'Unione degli scrittori, otterrà il Premio Nobel per la
letteratura, al quale dovrà rinunciare. Nella foto BorisPasternak con Irina e
Olga. Questa fotografia fu inviata dallo scrittore russo per presentare se
stesso all'editore italiano, il quale a sua volta replicò con una sua
fotografia. Pasternak e Feltrinelli infatti non ebbero mai la possibilità di
incontrarsi di persona.
Già
nel 1957 la Casa editrice tenta un piccolo esperimento che avrà un grande
futuro: l'apertura di una "Libreria Feltrinelli" a Pisa (la foto si
riferisce alla riinaugurazione del 1963 e vi figurano l'editore e Inge
Feltrinelli, alla cui destra è Valerio Bertini, autore Feltrinelli, direttore
della Libreria di Firenze e protagonista del primo sviluppo delle Librerie
Feltrinelli). É un modo nuovo di concepire la libreria: per la prima volta il
lettore italiano può accedere agli scaffali e scegliersi direttamente i
libri. Le prime Librerie Feltrinelli, dopo quella di Pisa, sono aperte a
Milano (in questo stesso 1957 la prima, e nel 1961 la seconda), Genova (1959)
e Firenze (1962).
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